Peer-to-peer, Snapchat dice addio a Snapcash

Snapchat (Getty Images)
3' di lettura

Il 30 agosto chiude i battenti il servizio peer-to-peer del fantasmino. L’eccessiva concorrenza e i dati sul fatturato alla base della scelta. 

Ancora pochi giorni, dopodichè Snapcash, il protocollo di pagamenti peer-to-peer integrato nell’applicazione Snapchat cesserà di esistere.
E’ quanto rivelato dal sito americano TechCrunch, che lo ha scoperto attraverso un codice nascosto della medesima app su Android e ha poi ottenuto conferme proprio da fonti interne a Snapchat.

La stretta della concorrenza

Si pone, così, fine a quattro anni di pagamenti diretti fra gli utenti della nota app del fantasmino: nata nel 2011 grazie a un’intuizione di Evan Spiegel, Bobby Murphy e Reggie Brown, tre studenti dell’università di Stanford, i quali avevano “giocato” sulla visibilità di post multimediali della durata di sole 24 ore, Snapchat si è evoluta sino a raggiungere, nel novembre 2014, un accordo con il servizio di pagamenti mobili Square, dando i natali, appunto, a Snapcash.

Negli Stati Uniti, unico paese all’interno del quale il protocollo peer-to-peer è stato diffuso sia su Android che su iOS per gli utenti maggiorenni, Snapcash ha fatto registrare un seguito via via più importante; non sembra, dunque, questa la ragione che ha condotto alla decisione di chiudere i battenti il prossimo 30 agosto.
Ciò che sembra aver scompigliato i piani di Snapchat e Square pare, invece, sia stata la folta concorrenza che i grandi brand del tech hanno messo in campo. Basti pensare a Google Pay-Linked di Google Assistant, Venmo, Apple Pay Cash, TransferWise di Facebook, sino ad arrivare a Zelle, “patrocinata” nientemeno che da Bank of America, Chase e CitiBank.
Tutte piattaforme peer-to-peer che hanno reso la vita via via più difficile a Snapcash.
I rumors americani, per la verità, riscontrano anche una “bad reputation” che il servizio di pagamento mobile di Snapchat si sarebbe guadagnato permettendo transazioni di denaro con lo scopo di ottenere contenuti erotici da cui gli utenti venivano attratti attraverso Twitter (app peraltro sorpassata nel 2016 proprio dal fantasmino in termini di utenze giornaliere). Restano, però, soltanto rumors.


Ricavi in calo

Interessante, piuttosto, inquadrare la scelta strategica di Snapchat di chiudere Snapcash all’interno di un contesto economico particolare, che spiega una volta di più il passo intrapreso. Snap Inc. ha, infatti, registrato risultati deludenti nell’ultimo trimestre, con ricavi pari a 231 milioni di dollari a fronte di un’attesa di 244,5; un andamento preoccupante se consideriamo i 350 milioni di dollari persi nel quarto trimestre del 2017.

"Snapcash è stato il nostro primo prodotto creato in collaborazione con un'altra società: Square. Siamo grati a tutti gli Snapchatter che hanno utilizzato Snapcash negli ultimi quattro anni e per la partnership di Square” ha dichiarato una fonte interna dell’azienda.
Parole di commiato dunque, per un addio che avrà luogo il prossimo 30 agosto.
 

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