Quali app hanno accesso al nostro profilo Facebook e come cancellarle

Tecnologia

In pochi passaggi, anche su Google o tramite smartphone, è possibile capire quali siano le applicazioni alle quali (noi stessi o i nostri amici) abbiamo ceduto le informazioni ed eventualmente disabilitarle. Ma questo non ci mette del tutto al riparo

Dopo lo scandalo di Cambridge Analytica che ha travolto Facebook, con i dati di oltre 50 milioni di persone usati impropriamente nelle campagne elettorali, dalle presidenziali Usa al referendum sulla Brexit - gli utenti dei social network si chiedono come individuare quali siano le app che hanno accesso alle nostre informazioni. Con pochi clic le si può disinstallare, anche se il miglior modo per fare “piazza pulita” sarebbe forse – come suggerito da più parti – la cancellazione da Facebook (un processo che può richiedere però fino a 90 giorni!).

Come disattivare le app su Facebook (e Google)

La cessione dei nostri dati, spesso, avviene attraverso l'accesso con il profilo di Facebook (o Google) ad altre app o servizi. Tra quelle più conosciute, tanto per citarne alcune, Netflix, Spotify o Tinder. Per individuare a quali altre applicazioni abbiamo ceduto le nostre informazioni, ed eventualmente disattivarle, basta andare sulla pagina principale del social network e cliccare la freccia in alto a destra (nella Guida rapida), accanto al punto di domanda. Scegliendo Impostazioni (o Settings) si accede a una schermata dalla quale, cliccando a sinistra sull'icona App, è possibile avere accesso a tutte le applicazioni e i siti che posseggono i nostri dati. Lo stesso si può fare su Google, partendo dalla pagina di supporto. Il consiglio è quello di effettuare questi passaggi attraverso un computer: il procedimento è infatti più semplice che con uno smartphone. Una volta entrati nella schermata delle app, è possibile sceglierle una ad una e scoprire a quali dati del nostro profilo abbiano accesso. Cliccando sulla X che compare passando il mouse sopra ogni applicazione, la si può disattivare. Oppure si può selezionare, attraverso le impostazioni di ogni app (simbolo della matita), quali informazioni condividere e quali no: data di nascita, lista di amici, interessi etc. La cancellazione non ci salvaguarda comunque del tutto: il messaggio che compare – “la app potrebbe ancora avere dei dati che hai condiviso” – è infatti poco rassicurante. Attenzione: disattivando servizi come i citati Netflix, Spotify o Tinder si può perdere l'accesso automatico e potrebbe essere necessario effettuare un nuovo login.  

Le informazioni cedute dai nostri amici

Fino al 2012, prima che la società di Mark Zuckerberg introducesse misure più restrittive riguardo alla privacy, alcune app invasive (spesso i classici quiz “che personaggio di... sei” et similia), come quella dello scandalo legato a Cambridge Analytica, potevano addirittura spiare le attività dei nostri amici su Facebook. E dunque, allo stesso modo, le nostre informazioni potevano essere carpite per il semplice fatto che qualcuno dei nostri contatti avesse installato una di queste applicazioni (o partecipato a uno di questi quiz). Attraverso la pagina delle App di cui abbiamo parlato in precedenza, è possibile visualizzare anche le Applicazioni usate dagli altri: un menù che ci dice appunto quali dei servizi installati dai nostri amici possono navigare su Facebook come se fossero loro.  

Disabilitare le app con iOs e Android

I problemi più comuni legati agli smartphone sono quelli della cessione della nostra posizione tramite servizi come Google Maps o dell'accesso a immagini e contatti da parte di app come quelle di messaggistica istantanea. L'unico modo per tutelarsi davvero – ricorda anche il sito “Popular Science” – è quello di controllare periodicamente gli aggiornamenti delle autorizzazioni: un'operazione che permette anche un risparmio di batteria. Ecco come fare. Su sistema Android, basta andare in impostazioni e selezionare App e notifiche: qui è possibile trovare tutte le informazioni sulle applicazioni ed eventualmente eliminare il loro accesso al telefono disattivando l'interruttore posto accanto a ogni singola app. Su iOs, invece, dopo aver effettuato l'accesso alle impostazioni bisogna cliccare su Privacy: è qui che gli iPhone immagazzinano le autorizzazioni concesse alle app. Per disabilitarle, anche in questo caso, basta disattivare gli interruttori. Da ricordare: alcuni servizi, ad esempio quelli delle mappe, hanno bisogno dell'accesso ad alcune funzionalità del telefono (come la posizione) per poter funzionare. Il consiglio è dunque quello di dare l'autorizzazione solo nel momento in cui stiamo realmente usando l'applicazione, ricordandoci di toglierla quando smettiamo di utilizzarla.  

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