Usa, le agenzie di intelligence: "Non comprate smartphone cinesi"

(Getty Images)
3' di lettura

Secondo Fbi, Cia e Nsa i dispositivi Huawei o Zte metterebbero a rischio la sicurezza nazionale e potrebbero anche essere usati per "fare spionaggio". La replica: "Nessun rischio superiore ad altri dispositivi, godiamo di fiducia di consumatori di oltre 170 Paesi"

Le agenzie di intelligence statunitensi avvertono gli americani: non comprate smartphone prodotti dalle cinesi Huawei o Zte. A lanciare l'allarme, durante un'audizione davanti alla commissione Intelligence del Senato, sono state Cia, Fbi e Nsa. Gli smartphone cinesi in questione rappresenterebbero un rischio per la sicurezza nazionale e, a questo proposito, il capo dell'Fbi, Chris Wray, ha sottolineato quanto sia pericoloso consentire a società "controllate da governi stranieri" di entrare nelle infrastrutture di telecomunicazioni statunitensi. Pronta la replica delle aziende che attraverso i loro portavoce hanno nettamente negando ogni addebito. Per Huwaei, "una serie di attività del governo degli Stati Uniti sembrano destinate ad inibire il business della società sul mercato americano".

"Possibilità di rubare informazioni e fare spionaggio" 

Per Wray "il rischio principale è quello di permettere a società vicine al governo di Pechino di infiltrarsi nella rete di telecomunicazioni Usa, con la possibilità di rubare o modificare informazioni e di fare spionaggio". Il governo di Washington aveva già impedito a Huawei di vedere tecnologie alle agenzie federali: "Consentirebbe loro di modificare o rubare informazioni”, ha ammonito Wray. Un monito è arrivato anche dal direttore della Nsa, Michael Rogers, che - come riporta Cnbc - ha spiegato: "Penso che questa sfida sia solo destinata a crescere, non diminuirà nel tempo per noi. Compagnie così vanno osservate a lungo e con forza".

In cinque anni i ricavi di Huawei nel mercato americano sono cresciuti costantemente, passando dai circa 32 miliardi di yuan nel 2012 ai 44 del 2016. Ma il boom vero e proprio è arrivato nella zona Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), con i ricavi che dal 2012 sono raddoppiati (Grafico Statista su dati Huawei)

La risposta di Huawei e Zte

Come scrive Cnbc,  Huawei ha spiegato che l'utilizzo dei suoi prodotti non "rappresenta un rischio maggiore per la cybersecurity rispetto a qualsiasi altro fornitore di ICT". E un portavoce ha aggiunto: "Huawei è consapevole delle varie attività del governo americano che sembrerebbero voler inibire il business di Huawei nel mercato americano". La compagnia "ha la fiducia di governi e consumatori in 170 Paesi in tutto il mondo", ha poi ricordato il portavoce sottolineando che l’azienda condivide "catene di approvvigionamento e capacità produttive globali comuni". Mentre Zte, secondo quanto riferisce la Cnn, ha fatto sapere che i suoi cellulari e dispositivi hanno incorporati dei chipsets e altri componenti realizzati negli Usa. "Come società quotata in borsa, ci impegnamo ad aderire tutte le leggi applicabili e alle regolamentazioni degli Usa, a collaborare con i vettori per il rispetto di severi protocolli di test e per essere in linea con i più elevati standard di business".

Nel 2017 Huawei è risultata essere il terzo produttore di smartphone al mondo dopo Apple e Samsung, con una quota di mercato del 10,2%. L’azienda ha venduto 41 milioni di telefoni nel quarto trimestre del 2017 (Grafico Statista su dati IDC)

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