Al centro del procedimento la rissa in finale contro la Spagna e lo striscione che inneggiava alle "Malvine argentine" dopo la semifinale con l'Inghilterra. Per quanto riguarda il parapiglia al termine della finale, si indaga su Nahuel Molina, Thiago Almada e Leandro Paredes, oltre che sul viceallenatore argentino Roberto Ayala e sullo spagnolo Gavi
Il Mondiale si è chiuso da 10 giorni ma le polemiche non accennano a placarsi. La Fifa ha deciso di aprire un procedimento contro l'Argentina per i fatti successivi alla semifinale contro l'Inghilterra e alla finale contro la Spagna.
La rissa con la Spagna
Al centro del procedimento ci sono la rissa scattata al termine della finale e lo striscione sulle Malvinas/Falkland esibito al termine del match con gli inglesi. Per quanto riguarda la rissa che ha chiuso la finale con la Spagna, la Federcalcio mondiale indaga su Nahuel Molina, Thiago Almada e Leandro Paredes, oltre che sul viceallenatore argentino Roberto Ayala e sullo spagnolo Gavi. I cinque dovranno rispondere di accuse che vanno dall'aggressione al comportamento antisportivo.
Il caso "Malvinas"
La Fifa indagherà inoltre su un episodio verificatosi dopo la vittoria per 2-1 dell'Argentina sull'Inghilterra in semifinale, durante il quale i giocatori hanno esposto uno striscione con la scritta: "Le Malvine sono argentine". Quest'ultimo provvedimento è stato adottato "alla luce di cori e gesti discriminatori e dell'esposizione di messaggi inappropriati da parte della squadra e degli spettatori", ma anche per "ritardi nell'inizio delle partite, mancato rispetto dei protocolli di gara e di sicurezza, e il lancio di oggetti da parte degli spettatori in relazione a diverse partite della nazionale argentina ai Mondiali FIFA 2026".