A Eugene, in Oregon, Larissa Iapichino cancella il record italiano del salto in lungo detenuto dalla madre Fiona May dal 1998. Nella nona tappa della Diamond League l'azzurra atterra a 7,12 metri al primo tentativo, un centimetro in più del 7,11 di mamma. È la miglior prestazione europea stagionale
Il record italiano del salto in lungo femminile resta in famiglia, ma cambia intestataria. A Eugene, in Oregon, nella nona tappa della Diamond League, Larissa Iapichino ha superato con 7,12 metri il primato che sua madre Fiona May deteneva da quasi 28 anni. L'azzurra, vicecampionessa mondiale indoor, ha centrato la misura al primo tentativo, con vento regolare a favore di 1,8 m/s.
L'impresa al primo salto
L'Hayward Field è la casa storica dell'atletica statunitense e proprio lì Iapichino ha trovato l'asse di battuta perfetta già al salto d'apertura del Prefontaine Classic. Un ingresso in pedana pulito, la spinta lunga, l'atterraggio oltre i sette metri. Quando sul tabellone è comparso 7,12, l'azzurra è andata ad abbracciare in tribuna il padre e allenatore Gianni Iapichino.
Per Larissa è la seconda volta in carriera oltre il muro dei sette metri. Il precedente personale era il 7,06 di Palermo, firmato il 31 maggio 2025: il miglioramento è di sei centimetri.
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Il primato di mamma Fiona resisteva dal 1998
Il precedente record italiano apparteneva a Fiona May, che aveva saltato 7,11 metri agli Europei di Budapest il 22 agosto 1998. Larissa, nata circa quattro anni dopo quel salto, ha migliorato il primato materno per un solo centimetro, ma è un centimetro che vale la storia dell'atletica azzurra e chiude un ciclo lungo quasi tre decenni.
Miglior prestazione europea 2026
Il 7,12 di Eugene è anche la miglior prestazione europea stagionale nella specialità e la seconda a livello mondiale. Meglio ha fatto quest'anno solo la statunitense Tara Davis-Woodhall, che ha saltato 7,20 metri a Los Angeles il 14 giugno. Rispetto allo stagionale 2026 firmato al coperto ad Ancona, Iapichino ha guadagnato 19 centimetri.