Intervista a Chiara Viola, Da U Titti è il miglior ristorante di Sanremo

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Ristorante Da U Tiiti - Riccardo e Chiara di Chiara Viola

In attesa di scoprire dove ci porterà Alessandro Borghese per l'ultimo appuntamento martedì 12 febbraio alle ore 21.15 su Sky Uno (canale 108) e su digitale terrestre al canale 311 o 11, continua a leggere e scopri cosa ci ha raccontato nell'intervista, il vincitore della sesta puntata girata nella Riviera dei Fiori: Chiara Viola.

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Ogni regione italiana si caratterizza per i propri profumi, sapori, materie prime e tradizioni. Nella settimana del Festival di Sanremo Alessandro Borghese approda nella Riviera dei Fiori alla ricerca del migliore ristorante a conduzione familiare. 4 Ristoranti in gara: Da Nicò – Trattoria del porto dal 1935 (Sanremo), Casa & Bottega (Dolceacqua), Marco Polo (Ventimiglia) e Da U Titti- Riccardo e Chiara (Lingueglietta). Quattro ristoratori: Raffaele, Valeria, Diego e Chiara. Ad aggiudicarsi il primo posto è Chiara Viola con il suo ristorante Da U Titti - Riccardo e Chiara. Il compenso previsto, oltre all'enorme visibilità del locale, è quello di 5000 euro da investire nella propria attività. Da U Titti è un luogo familiare, i titolari sono una giovane coppia lombarda che ha deciso di trasferirsi in un borgo tanto sconosciuto quanto magico, immerso nella natura a due passi dal mare. Da tre anni a questa parte con tanto sacrificio e smisurato amore Chiara e Riccardo coltivano la passione che li unisce nel loro ristorante a Lingueglietta, in provincia di Imperia e, a breve, saranno in tre! Continua a leggere e scopri cosa ci ha raccontato la vincitrice.

Felice della vittoria? Quanto ci sperava?

La vera vittoria è essere stati scelti per partecipare al programma. Ma senza ipocrisia, siamo certamente felici del successo riscontrato. Questo ristorante è il frutto del nostro Amore e l'amore vince sempre.

Come ha reagito alla chiamata di Alessandro?

Con tanto entusiasmo. Noi siamo piccoli, abbiamo aperto da poco, ci troviamo in un luogo sperduto... Non immaginavo capitasse a noi!

Qual'è stata la vostra carta vincente?

Il segreto della vittoria è che ci mettiamo il cuore e l'impegno sempre, ogni singolo giorno. Crediamo nei sogni.

Si è arrabbiata con Riccardo a fine serata per la défaillance del pop-corn di rombo?

No, poverino può capitare. Ero molto emozionata quella sera, c'era molta agitazione nell'aria.

Il vostro piatto forte?

Non ne abbiamo uno. Il nostro menù cambia ogni 45 giorni circa, sia per invogliare il cliente ad assaggiare pietanze nuove, sia per rispettare la stagionalità delle materie prime. 

I piatti "new-entry" li assaggia Lei?

Qualche volta sì, ma l'ultima parola è sempre quella di Riccardo. C'è molta rivalità tra cucina e sala (ride, ndr).

Il menù non ha convinto gli altri ristoratori, ha totalizzato solo 15 punti...

La cucina di Riccardo è diversa e criticabile, ma ho sempre avuto molte certezze. Sulle guide siamo sempre stati segnalati, pur avendo aperto il ristorante da non molto tempo; io frequento molti locali e so di per certo che la sua cucina vale tanto. 

Da U Titti si trova a Lingueglietta, un grazioso borgo immerso tra le colline... Dalla Lombardia come siete arrivati in Liguria? 

Questo borgo è tanto sconosciuto quanto bello, è la zona che amiamo di più, tra le colline e il mare. La nostra cucina è alternativa, se avessimo scelto una location a ridosso del mare probabilmente non sarebbe stata capita e apprezzata come lo è qui. In questo luogo la qualità di vita è alta, pensi che in questo momento sono in terrazza e ci sono 18°. Per essere felici basta poco, non tornerei indietro per nessun motivo al mondo, nemmeno per uno stipendio più alto!

Da dove nasce l'idea della ristorazione?

Io e Riccardo ci siamo conosciuti in un ambiente lavorativo, lui è sempre stato in cucina, io mi occupavo di altro, anche se mia mamma ha sempre avuto un'enoteca e io ci lavoravo saltuariamente nei fine settimana. Ho sempre avuto la passione per la ristorazione e a trent'anni ho deciso di cambiare vita.

Cosa hai imparato da questa esperienza?

La prima cosa che mi sento di dire è che questa esperienza è stata veramente fruttuosa, sono incinta! Lo cercavamo da tanto tempo, è stata una gioia immensa. Durante questa esperienza siamo sempre stati coerenti con noi stessi, abbiamo dimostrato ciò che siamo nella realtà. Il primo maggio, in occasione della Festa dei Lavoratori, il nostro locale compie tre anni. Quando abbiamo aperto nessuno ci dava due lire, ma siamo la dimostrazione che i sacrifici vengono ripagati.

Come investirà il premio?

Credo che divideremo la somma a metà, un po' per la cucina un po' per la sala. Vorrei mettere il parquet. 

Progetti futuri?

Qualche lavoretto di ristrutturazione per il locale. Abbiamo una lista infinita di cose da fare! Ogni anno cerchiamo di fare qualcosina in più. Adesso, per esempio, abbiamo aggiunto una persona allo staff, per un totale di sette persone, tre in cucina e quattro in sala. Se penso che quando siamo partiti eravamo in due!