MasterChef 11, l'intervista a Tracy vincitrice dell'edizione 2022

TV Show sky uno

Barbara Ferrara

Tracy Eboigbodin vince l’undicesima edizione del cooking show prodotto da Endemol Shine Italy per Sky. E la proclamazione arriva dalla voce di Giorgio Locatelli, il giudice che più volte l'aveva esortata a tirar fuori "la leonessa nigeriana che è in te". Così ha fatto Tracy, sbaragliando la concorrenza dei suoi compagni ha conquistato il gradino più alto del podio portando a casa l'ambita vittoria. L'intervista

Al termine di una finale al cardiopalmo (RIVIVI QUI LA DIRETTA), i giudici Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli premiano il talento, l'estro creativo e la determinazione di Tracy, la leonessa di MasterChef (LO SPECIALE) che ha lottato con coraggio fino all'ultimo istante senza mai perdere il sorriso. La giovane aspirante chef ha finalmente tirato fuori i suoi sogni, quegli stessi che aveva nascosto nel cassetto al suo arrivo in Italia con la madre e il fratello (VIDEO). Grazie a MasterChef Tracy ritrova la sua voce e la fa sentire fiera al mondo intero, senza più paura di mostrarsi per quello che è, "qui dentro mi sono sentita parte di una famiglia, sono cresciuta e ora sogno in grande". Ecco cosa ci ha raccontato nell'intervista, collegata da casa tramite Zoom.

L'INTERVISTA ALLA VINCITRICE DI MASTERCHEF ITALIA

approfondimento

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La prima persona che hai chiamato dopo la vittoria? 
La mia migliore amica, la stessa che mi ha iscritto a MasterChef. Senza di lei non avrei mai avuto il coraggio di partecipare, mi ha dato la spinta che a me mancava e devo ringraziarla per questo.

Chi avresti voluto vincesse al tuo posto?
Ho stimato tantissimo i miei avversari, se non avessi vinto io, avrei voluto Christian come vincitore.

L’insegnamento che ti porti a casa?
MasterChef mi ha insegnato tantissimo, innanzitutto a livello culinario, come cuoca sono migliorata tanto, e poi a livello umano mi ha fatto avere più consapevolezza. Mi ha insegnato a mettermi in gioco e ad aprirmi. Ho conosciuto tutti i miei compagni, ognuno di loro mi ha arricchito.

C’è un ingrediente a te ostile?
L’ingrediente no, il mio tallone di Achille è sicuramente lo zucchero, a me i dessert non piacciono e il dolce senza zucchero non esiste.

Cosa non può mancare nella tua dispensa?
Nella mia cucina non manca mai il riso e la pasta secca, ho grandi scorte in dispensa. Non mi possono mancare.

Come hai iniziato a cucinare e chi ti ha insegnato?
Ho iniziato quando ero piccolissima, in Nigeria viene insegnato ai bambini per responsabilizzarli, a cinque anni devi sapere cucinare per un fratellino più grande, ho imparato in cucina tra mamme e zie. In Italia ho iniziato facendo le stagioni e anche grazie al mio compagno ho sperimentato e appreso nuove tecniche.

Non hai mai nascosto la tua diffidenza verso le persone, MasterChef ti ha aiutato? 
MasterChef mi ha aiutato tantissimo, il confronto con i miei compagni mi ha arricchito e mi ha spinto a lasciarmi un po’ andare, ci sono persone a cui mi sono legata tanto e che oggi considero vere amicizie.

Di chi parli?
Tina e Giulia, la prima eliminata. Poi Dalia ed Elena, ci sentiamo, parliamo e ci capiamo. Tina soprattutto è stata la prima a cui mi sono subito legata, tra noi c’è stata una vibrazione strana, da lì ho capito che questo percorso mi avrebbe regalato tantissime emozioni. E così è stato!

Si sente una certa solidarietà femminile, che messaggio vorresti trasmettere alle donne africane?
Ho cucinato per tutte le donne che cercano riscatto, e vorrei dire a ognuna di loro che tutto è possibile, bisogna solo trovare la forza interiore per farcela.

Un commento sui giudici? 
Sono entrata sapendo che sarei stata giudicata da tre professionisti, li ho amati da subito, anche le critiche sono sempre state costruttive, sono stati tutt’e tre gentili e disponibili. Hanno sempre avuto parole di incoraggiamento. 

Hai mai temuto di uscire?
Sì, c’è stato un momento in cui ho avuto paura, nella prova delle erbe, lì pensavo di uscire e anche con i tuberi mi sono trovata in difficoltà. Ho iniziato a credere di avere un limite.

Che dire della finale?
Mi sono divertita un sacco, ero felice di essere in finale e cucinare il mio menu di degustazione, sapevo che il dolce era il mio tallone d'Achille, ho iniziato a farlo prima, quando sono riuscita a fare il mio budino di platano ero felice. Avere cinque donne che in balconata tifavano per me poi è stato forte.

Torna il tema della solidarietà femminile, eravate un bel gruppo.
Sì, le donne della Masterclass erano tra le più forti, avevamo una marcia in più, anche a livello caratteriale ci siamo trovate in sintonia insieme, non era una cosa forzata, ma naturale. Molto bella e completamente spontanea. Stavamo bene e ci aiutavamo l’una con l’altra.

Locatelli era commosso durante l’annuncio della tua vittoria, che effetto ti ha fatto?
Sì, rivedendo la finale ho notato la sua commozione, ero felice che fosse così emozionato per me, non pensavo di essere la favorita di nessuno. Mi ha regalato una sensazione di orgoglio, mi ha riempito il cuore. 

Cosa significa cucinare per te?
Per me il cibo è diventata una cosa spirituale, mangio per nutrire l’anima, di solito mangi quando hai fame. In Italia ho capito il piacere di scegliere, di andare al ristorante, il cibo va oltre l’appetito, ogni volta che mangio e cucino sono contenta e quando invito qualcuno a casa voglio fare di tutto. Stilo anche un menu, e inizio a pensarci giorni prima. 

Come è stato rivederti in tv?
Pensavo di avere metabolizzato la vittoria, rivedendomi ieri invece ho rivissuto esattamente le stesse emozioni. Mi sono sentita orgogliosa, ho visto dall’esterno la mia crescita a 360°. 

Come hai trascorso questi mesi, è stato difficile mantenere il segreto?
No, in realtà è stato facile, mi sono divertita a tenere il segreto. 

Cosa farai nel futuro?
In questi mesi ho continuato a studiare, a pensare al libro e alle ricette. Nel futuro non lo so, sono pronta a valutare eventuali sfide, non vedo l’ora di iniziare il corso (quello di alta formazione presso ALMA, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana ndr). Ho tanta voglia di imparare. E magari fare delle cene a domicilio come chef. L’aspetto conviviale mi piace. 

Se la tua partecipazione fosse una canzone?
Sarebbe Stronger di Mary J. Blige, la adoro non solo per la musica ma per le parole e il testo che mi rappresenta, per me simboleggia la rivincita. Spinge a trovare la forza. 

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