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4 Ristoranti, in Calabria trionfa Le Ricchezze del mare

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Caterina Milizia, chef di Squillace è la vincitrice di una sfida molto piccante, sia per le portate che per le battute dei concorrenti nella prima puntata estiva dello show cooking di Alessandro Borghese

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Alessandro Borghese è arrivato in Calabria, da dove parte la stagione estiva di “4 Ristoranti”.  Lo chef cerca il miglior ristorante di cucina piccante della regione e gli sfidanti della prima puntata fanno al caso suo: c'è Antonio Marino, il “professore” dell“Agriturismo Petrara”, che metterebbe il peperoncino anche nel latte e Veronica Lombardo, che con un armata di donne ai fornelli de “L'aragonese” punta sui sapori decisi della cucina calabrese. Tradizione e innovazione si fondono nelle proposte di Orazio Lupia, chef del ristorante “Da Aquino”, mentre Caterina Milizia ha le idee molto chiare su cosa le piace cucinare nel suo “Le ricchezze del mare”:  “Se mi fanno scegliere tra mio marito e il baccalà, scelgo il baccalà”.


4 Ristoranti in Calabria, la gara


Il tour comincia dal ristorante “Da Aquino” dello chef Orazio a Cropani Marina: nemmeno il tempo di entrare nel locale, che Caterina piazza la prima stoccata “Sembra un garage”, con Veronica che le fa eco nelle critiche alla location: “Classico e moderno sono abbinati malissimo”. Per fortuna che Antonio conosce Orazio da tempo e assicura al gruppo che qui “si mangia bene, a dispetto delle apparenze”. Ma gli ospiti della prima cena sono spietati: Caterina giudica il menù troppo poco piccante (e quindi poco calabrese), lo chef Borghese fulmina un cameriere disattento a ogni sua mossa e Veronica si lamenta del conto perché troppo basso (!). Il risultato è un 39 complessivo senza il voto dello chef Borghese (soltanto 7 punti su 30 per la location), che lascia poche speranze a Orazio.

Il secondo appuntamento è da Antonio, il “Professore”, dell'“Agriturismo Petrara”. La location immersa nella campagna non fa impazzire gli altri ristoratori, che criticano anche la scelta dei colori della sala. E se il servizio, questa volta, sembra impeccabile, il menù ha diversi punti deboli: per Caterina manca il piccante sia nel baccalà al pepe rosa che nella marmellata al peperoncino,  mentre la “pasta dei poveri”, piatto tradizionale a base di 'nduja e caciocavallo accende la disputa. Orazio non la trova abbastanza saporita, per Veronica è molto indietro nella cottura. Ma la bomba arriva al carrè d'agnello con cioccolato e 'nduja, di cui Veronica proprio non apprezza l'impiattamento: “Sembra la cacca di un cane in mezzo alla strada”. I commensali si guardano allibiti mentre ad Antonio fumano le orecchie. Per fortuna il “Professore” recupera con i dolci, che riscuotono quasi solo commenti positivi: il conto (110 euro) non è adeguato per Veronica, a cui evidentemente non piace proprio mangiare bene spendendo poco. Tolto il voto segreto di Alessandro, l'“Agriturismo Petrara” porta a casa 50 punti, non male viste le premesse.

A picco sul mare e di fronte a un castello medievale, la location dell'“Aragonese” a Le Castella sembra inattaccabile. Eppure i ristoratori in gara trovano subito  qualcosa da ridire: “Dà l'impressione di un lido bar”, commenta Orazio, mentre ad Antonio non piace l'abuso di plastica e alluminio “Dall'abbondanza di botti e barili nel locale sembra che sia  naufragato un galeone di pirati”. E anche Borghese storce il naso quando, nell'attesa, mancano a tavola acqua e pane. Nemmeno il pesce fresco e il tramonto sul mar Jonio scaldano il cuore dei commensali, che affossano sia il servizio che le portate: Antonio bolla la cena come “turistica” e gli spaghetti ai gamberi come “spaghetti al limone”, Orazio invece critica il menù scritto per gran parte in dialetto e non gradisce particolarmente il budello e il filo nero dei suoi “gamberoni ammucciati”. Caterina, a sorpresa, apprezza sia la seppia che il tortino e, per una volta, non si lamenta del piccante (ma in compenso è pronta a sindacare sulla freschezza dell'insalata di mare). Per qualcuno, poi, il conto è troppo salato: 37 punti il conteggio finale.


4 Ristoranti in Calabria, il vincitore


Baccalà e peperoncino regnano nel ristorante “Le ricchezze del mare” di Squillace. Ma se la location rustica è molto apprezzata, il servizio ha diverse pecche, probabilmente dovute anche all'emozione di Caterina: tanto che quando a Veronica arriva la pasta prima dell'antipasto, Borghese si precipita in cucina a tranquillizzarla. Giudizi contrastanti sul menù: ad Antonio sembrano piacere peperoni e patate fritte, mentre Orazio trova i piatti troppo ripetitivi. Veronica, sempre molto puntuta nelle sue osservazioni, sfida Caterina sul suo stesso terreno, dicendo che la sua cucina non è abbastanza piccante: strano perché la proprietaria in cucina incita le cuoche a infuocare ogni pietanza. Il conto di 100 euro tondi tondi, invece, soddisfa tutti, per un voto complessivo di 42 punti. Quanto basta per giocarsi la vittoria finale con il giudizio di Alessandro Borghese.

Il piccante non è mancato nelle quattro cene e non manca nemmeno nel confronto finale, quando i concorrenti scoprono il loro punteggio e i voti dei rivali. In particolare a battibeccare sono Veronica e Orazio. “Sei invidioso della mia location, non stai nemmeno su una strada statale”, dice lei; “La tua materia prima è straordinaria, ma la capacità di rovinarla anche”, risponde lui. I litigi continuano anche sul van, dove Caterina e Veronica danno vita a un gustoso siparietto, che dura fino all'arrivo al locale del vincitore. Qui Borghese incorona Caterina, che ha saputo amalgamare perfettamente tradizione, qualità, ospitalità e gusto. Suo il titolo di miglior ristorante piccante della Calabria e il premio di 5mila euro, da dividere equamente con il marito (o con il baccalà).