DJ Cassidy, il deejay di Obama e Beyoncé

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DJ Cassidy
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In Italia semi-sconosciuto ma Oltreoceano e nel nord Europa una vera star. Trentadue anni, di new York, ecco l'intervista al re delle consolle vip. E intanto ogni martedì alle ore 22.45 su Sky Uno c'è Top DeeJay per formare il deejay di domani

di Fabrizio Basso

Ha fatto e fa ballare Barack e Michelle Obama, Beyoncé e Naomi Campbell, Diddy e Oprah Winfrey. Eppure in Italia è quasi sconosciuto. Si chiama DJ Chassidy viene dall'Upper East Side di New York, ha trentadue anni e a settembre uscira col suo disco "Paradise Royale". Il singolo è "Calling all hearts" e ha come ospiti Robin Thicke e Jessie J. Ma le altre canzoni portano i featuring di R. Kelly, Usher, Mary J. Blige, CeeLo Green, Passion Pit, Ne-Yo, Chromeo, Estelle, John Legend, Kelly Roland e Melanie Fiona. E mentre ogni martedì alle ore 22.45 su Sky Uno c'è Top DJ per formare il deejay di domani, noi abbiamo incontrato DJ Cassidy a Milano e lo abbiamo intervistato.

DJ Cassidy, finalmente in Italia.
E' la seconda volta che vengo nel suo paese. Sono stato a venezia tanti anni fa. Ma è la prima volta a Milano.
Si ferma molto?
Riparto quasi subito. Ed è un peccato: vorrei dedicarmi a shopping compulsivo con tutti i bei negozi che avete.
Lei ha uno stilista di riferimento?
No, il look me lo faccio da me. Le piace?
Estroso ma ci sta. A settembre esce il suo disco "Paradise royale".
Infatti sto facendo il giro del mondo in tre settimane per farlo conoscere. Ho lavorato al disco per quattro anni e ora voglio farlo conoscere. Le è piaciuto?
Molto disco-music, divertente, allegro con spunti innovativi.
Sono contento. La soul music di fine anni Settanta, anni Ottanta e primi anni Novanta non ha confini, arriva a tutti, senza distinzione di censo o colore della pelle.
Quando ha iniziato?
Non avevo ancora vent’anni. Poi per sei volte Naomi Campbell mi ha voluto a suonare alle sue feste di compleanno a Saint Tropez. Poi in Europa ho lavorato in Norvegia, Danimarca e altre città ma mai qui, non so perché.
Come lo spiega?
Non ho una motivazione, da una parte sono perplesso dall'altra eccitato. La gente nel mondo mi conosce in primis come deejay, in Italia parto da zero e voglio essere percepito prima come produttore.
Ci racconta la sua musica?
E' musica universale, è soul music: lo ho verificato frequentando vari paesi del mondo e nei quattro anni cui ho lavorato a "paradise royale" ho capito che questo genere è una icona musicale che unisce più generi. Le modelle del futuro ameranno questa musica. Non è solo per gli adulti, è per tutte le età.
La sua in effetti è musica fresca con spunti innovativi. Ultimamente dagli Usa arrivano tanta elettronica e tanto hip hop un po' uguali, visto che i produttori top sono tre o quattro.
Spero anche io che arrivi nuova musica. Ci vorrebbe una rivoluzione.
Si propone?
Posso dare lo spunto. Ci vogliono tante idee comuni e musica per innescarla. Però vorrei diventare una capofila.
Come è diventato il deejay di Obama?
Mi chiamato il team che si occupava dei festeggiamenti per l'insediamento, mi ha chiesto di organizzare la musica per tutte le serate.
Lo ha incontrato?
Non in quell’occasione, lo ho visto sei mesi dopo a Chigago: hai fatto un buon lavoro, mi ha detto, e da quella volta gli eventi alla Casa Bianca sono miei. Quando lo iincontro mi dice: Cassidy cosa mi suoni stasera? E' emozionante vedere l'uomo più potente del mondo che balla davanti a te.
Come si è costruito tanta credibilità in poco tempo?
Con pazienza, continuità, persistenza e onestà. Sono educatamente pressante. Non mi propongo con mail o sms na andando a parlare con le persone. Ci metto tenacia nello spiegare il progetto. Per avere l'ok da R da Kelly sono stato otto volte a Chicago, sei volte a suoi concerti, alla presentazione del suo libro con annesse sette ore in coda. Il tutto in venti mesi. Sono costantemente presente ma discreto.
Ricorda la sua prima volta in consolle?
No ma avevo circa 22 anni. Rammento gli inizi in generale.
Che ricordi ha?
Se mi guardo indietro e penso a quei tempi non mi capacito di come possano avere tanto creduto in me.
E lei che dice di sè e del suo successo?
Lavorare giorno per giorno perseguendo il sogno di suonare sempre soul music mi ha fatto distinguere. E' un genere fondamentale che per un periodo più nessuno ha proposto. Ho rielaborato quel concetto, lo ho lanciato come messaggio ed eccomi qua.
Quando ci rivediamo?
Credo a settembre, quando tornerò per l'uscita del disco.

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