Il Trono di Spade: una settimana da Khal Drogo

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Mentre su Sky Atlantic ogni giovedì sera alle 21.15 sono in onda le repliche di tutte le stagioni de Il Trono di Spade andate in onda finora, e mentre cresce l’attesa per l'ottava, in arrivo nel 2019, ecco un nuovo appuntamento con la rubrica “Una settimana da…”. Dopo “Una settimana da Re Robert ” a base di VINOOOO, ecco “Una settimana da Khal Drogo”. Cosa fareste se vi risvegliaste improvvisamente nei panni del marito di Daenerys Targaryen, nonché del guerriero Dothraki più temuto di sempre (interpretato da Jason Momoa)? Continua a leggere e scopri di più

Il Trono di Spade, scopri lo speciale sulla serie

Il giovedì sera alle 21.15 continuano su Sky Atlantic le repliche della serie cult di casa HBO, in onda il prossimo anno con l’ottava e ultima stagione, e continuano ovviamente gli appuntamenti con la rubrica “Una settimana da…”. Dopo “Una settimana da Re Robert” a base di VINOOOO, ecco “Una settimana da Khal Drogo”. Cosa fareste se vi risvegliaste improvvisamente nei panni del marito di Daenerys Targaryen, nonché del guerriero Dothraki più temuto di sempre (interepretato da Jason Momoa)?

Khal Drogo, la treccia più lunga del Grande Mare d’Erba

Khal vos zigereo adoroon anevasoe maan. Me zigeree sajosoon disse. (Un Khal non ha bisogno di una sedia su cui sedere. Ha bisogno soltanto di un cavallo.)

Il suo nome è Drogo, Khal Drogo, licenza di uccidere e di far innamorare non solo Daenerys, ma anche buona parte delle fan e dei fan di Game Of Thrones. La prima volta che vediamo il personaggio interpretato dal neozelandese Jason Momoa (complimenti a chi si è occupato del casting, perché non poteva esserci una scelta più azzeccata!) è nel primissimo episodio della serie, Winter is Coming. Drogo – potente, temuto e soprattutto imbattuto Khal (diciamo un signore della guerra) della tribù dei Dothraki, una tribù nomade del Continente Orientale – fa il suo ingresso in scena in quanto futuro sposo di Daenerys. E che ingresso: Drogo arriva a cavallo, animale quasi venerato dai Dothraki, seguito da un gruppetto di guerrieri, e non proferisce parola. Neanche un saluto per colei che a breve siederà al suo fianco, solo un mezzo grugnito.

Non si tratta ovviamente di un matrimonio d’amore, ma d’interesse. Grazie all’aiuto di Illyrio Mopatis – grande sostenitore dei Targaryen da sempre, nonché uno dei cittadini più in vista della città libera di Pentos, dove sono cresciuti per l’appunto sotto la sua protezione Viserys e Daenerys dopo la loro fuga da Roccia del Drago alla fine della Ribellione di Robert Baratheon –, l’ambizioso Principe dell’ex casa regnante di Westeros riesce a siglare un accordo importantissimo: Drogo avrà la sua sposa esotica, Daenerys, che prenderà il titolo di Khaleesi, e in cambio metterà a disposizione i suoi temibili guerrieri per la riconquista dei Sette Regni. Abituato alle rudi usanze della sua gente, inizialmente Drogo ha dei modi non proprio “da lord” nei confronti della giovane moglie. Poi, però, i due cominciano a comunicare di più, e giorno dopo giorno la loro intesa cresce, fino a diventare amore.

Dopo aver saputo che Daenerys è incinta del suo erede, che a quanto pare sarà “lo stallone che monta il mondo” citato in un’antica profezia Dothraki, una sorta di Khal dei Khal, il loro legame diventa così forte da portarlo a eliminare Viserys, abituato a trattare la sorella come se fosse di sua proprietà, a mancarle di rispetto e a minacciarla. A Drogo non va giù che qualcuno si permetta di trattare così la luna della sua vita, così, stufo di avere a che fare col petulante Principe, decide di dargli ciò che desidera: una corona d’oro. Di oro fuso, però! Il potente Khal decide di rimandare la traversata del Mare Stretto fino a dopo la nascita del figlio, e intanto, per far passare il tempo al suo khalasaar, decide di andare a razziare il villaggio di Lhazareen, formato da pastori. Gli schiavi serviranno per acquistare una flotta.

Quando Mapo, uno dei suoi guerrieri più forti, si lamenta di non poter violentare a suo piacimento una delle schiave a causa del volere di Daenerys (che sa bene cosa significhi essere usata e abusata), fa l’errore di chiamarla “puttana straniera”. A quel punto, Drogo non ci vede più, si alza e gli si avvicina con fare minaccioso, incurante dell’arma spianata di fronte a lui. La lama gli procura un taglio superficiale che non gli impedisce di sfidare Mapo e di ucciderlo in poco meno di un minuto. Daenerys, preoccupata, lo convince a farsi curare la ferita dalla maga Mirri Maz Duur, una schiava che non vede Drogo proprio di buon occhio. Forse perché il suo villaggio è stato praticamente raso al suolo dai suoi guerrieri? Diciamo che la donna qualche motivo per serbare rancore ce l’ha…ma andiamo avanti.

Dopo pochi giorni la ferita del Khal si fa comunque sentire: l’infezione, infatti, gli fa perdere tutte le energie, fino a ridurlo allo stato vegetativo. Intanto, Daenerys partorisce, ma il bambino nasce morto e deformato, con la pelle che ricorda quella di un rettile, a scaglie. Senza più una guida – un Khal che non può cavalcare non è un Khal – il khalasaar si divide, e metà se ne va. A quel punto, Mirri Maz Duur confessa: il rituale magico che ha usato per salvare la vita a Drogo ha rubato energia direttamente dal suo erede, e ora il risultato è che entrambi sono morti, e che la sua vendetta è compiuta. Impossibilitata a vedere “il suo sole e le sue stelle” in quello stato, Daenerys decide di porre fine alla sua sofferenza, e lo soffoca. Termina qui la storia di Khal Drogo, che però resterà per sempre una leggenda per tutti i Dothraki, per quelli che l’hanno conosciuto, per quelli che hanno sentito parlare di lui da terzi, e per tutti quelli che ascolteranno i racconti delle sue gesta.

In realtà c’è un’ultima cosa che fa Drogo, seppur indirettamente: è dal fuoco sprigionato dalla sua pira funeraria che le uova di drago ricevute in dono da Daenerys il giorno della loro unione traggono il necessario calore per schiudersi. Dunque, se proprio vogliamo, possiamo dire che, in un certo senso, il grande Khal è un po’ il papà di Drogon, Rhaegar e Viserion. Concedetecelo!

 

Quali sarebbero dunque i pro e i contro di una settimana da Khal Drogo?

Pro:

Ce l’avreste più lungo di tutti. Stiamo parlando del codino, che nel vostro caso sarebbe un codone. Ma a cosa stavate pensando? Ma basta! Ma che maliziosi!

Sareste un bellissimo armadio a quattro ante. E’ un complimento, state tranquilli.

Potreste andare in giro a qualsiasi ora del giorno e della notte senza correre il rischio di essere aggrediti. Perché suvvia, chi sarebbe così scemo da aggredire un armadio a quattro ante come voi??

Sposereste la Madre dei Draghi. E non ci pare poco!

Fareste strage di cuori a destra e a manca, a nord e a sud, a Westeros e a Essos, e, con buona probabilità, anche nel resto della galassia conosciuta. Nessuno potrebbe resistere al vostro fascino!

 

Contro:

Diciamo che non brillereste per empatia e sensibilità verso il prossimo, a meno che non si tratti di vostra moglie o del vostro erede. D'altronde, nessuno è perfetto...ma voi vi avvicinereste molto alla perfezione, dunque va bene così!

Molto probabilmente, quasi sicuramente, non emanereste proprio un odore gradevole...

Qualche vostro collega o conoscente potrebbe ritrovarsi senza lingua dopo un alterco con voi. D'altronde, sono cose che capitano quando si è Khal e bisogna dare prova concreta del proprio potere. Però ecco, al giorno d'oggi vi internerebbero, dunque andateci piano!

Molti vi prenderanno in considerazione solo per il fatto che siete "bello, bello, bello in modo assurdo" e vedervi solo come un succulento pezzo di carne, ferendo i vostri sentimenti e la vostra intelligenza. Che diamine, avete pur sempre anche un cuore e un cervello, non siete fatto di soli muscoli!

Sopravvivere a così tante battaglie e razzie e diventare il più giovane Khal di sempre? Fatto. Finire in coma per un banale taglietto, che peraltro potevate evitare di procuravi? Fatto anche quello...

 

Fate attenzione a:

Alle maghe che avete ridotto in schiavitù dopo aver razziato il loro villaggio, ci pare ovvio! E alle ferite da taglio, non importa se superficiali: ricordatevi sempre di disinfettarle! Già che ci siamo, lo diciamo anche a voi: fate attenzione a Ditocorto. La prudenza non è mai troppa.