Il Miracolo: la serie evento di Niccolò Ammaniti al debutto su Sky Atlantic

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Come reagiresti se ti trovassi di fronte a un fatto assolutamente inspiegabile, qualcosa che va al di là della comprensione razionale…qualcosa che, a tutti gli effetti, è un miracolo? Debutta finalmente su Sky Atlantic Il Miracolo, la serie evento di Niccolò Ammaniti con protagonisti Guido Caprino, Elena Lietti, Tommaso Ragno, Alba Rohrwacher, Sergio Albelli e Lorenza Indovina. L’appuntamento con i primi due episodi è per martedì 8 maggio alle 21.15: continua a leggere e scopri di più

Una Madonnina che piange sangue, un mistero insondabile, e sei personaggi che vedranno rivoluzionate le proprie esistenze nel giro di pochi giorni: debutta finalmente su Sky Atlantic Il Miracolo, la serie evento di Niccolò Ammaniti con protagonisti Guido Caprino, Elena Lietti, Tommaso Ragno, Alba Rohrwacher, Sergio Albelli e Lorenza Indovina. L’appuntamento con i primi due episodi è per martedì 8 maggio alle 21.15.

 

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Il Miracolo: la trama

L’Italia è in un momento critico, in bilico sulla soglia del referendum che può portarla fuori dall’Europa. In otto giorni quattro personaggi si trovano a contatto con l’evento più grande della loro esistenza, un evento che avrebbe il potere di cambiare il mondo e che cambierà per sempre le loro vite.

Il giovane Presidente del Consiglio Fabrizio Pietromarchi è un politico giusto, un progressista, ateo, ed è alle prese con il momento più delicato della sua carriera politica. Sua moglie, l’esplosiva e indomabile Sole, minaccia inoltre di lasciarlo. Insomma, non è un periodo felice per lui.

Padre Marcello, prete di periferia, dopo anni e anni di devota fede e missioni in Africa è preda di pulsioni incontenibili: il gioco d’azzardo, il sesso, la pornografia distruggono la sua anima. Cerca un segno di Dio per battere il demonio.

Il Generale Votta è un uomo solitario, custode della sicurezza, nemico di tutto ciò che può turbare l’ordine costituito. E’ afflitto da una fastidiosa forma di sinusite che forse non è che l’espressione della sua inquietudine inconscia.

L’ematologa Sandra cura da anni sua madre, ormai ridotta a un vegetale. Per lei ha sacrificato ogni aspetto della sua esistenza, anche il suo amore per Amanda, e per ridarle la vita è pronta a tutto.

Sono loro i primi a venire a contatto con l’incredibile reperto rinvenuto nel covo del boss della ‘ndrangheta Molocco: una statuetta della Madonna che piange senza sosta sangue umano. Sono loro ad avere sulle spalle la responsabilità di un evento di tale portata.

Una piscina dismessa è il luogo deputato a custodire un mistero che sembra non avere spiegazioni, un mistero che avrebbe il potere di destabilizzare il paese già in equilibrio precario. L’intelletto, la ragione di Stato, la fede o la scienza saranno le vie tentate per cercare una risposta a un fenomeno incomprensibile.

Più si cercano risposte, più le domande si moltiplicano. Ognuno di loro si addentrerà nel tentativo di comprendere, gestire o contrastare la Madonna finirà per scendere in un abisso di eventi che modificherà irreversibilmente la sua vita per lasciare intatta la potenza incomprensibile del MIRACOLO.

 

Il Miracolo: le note di Ammaniti

Ho un solo obbligo quando scrivo una storia, sollecitare i miei lettori a completare con la loro immaginazione quello che tratteggio. Racconto, per esempio, di una casa e ne abbozzo i contorni, i dettagli fondamentali che la distinguono dalle altre, l’oscurità che regna sotto le scale di giorno, l’odore dell’intonaco umido, il muschio sulle tegole di cotto, il rumore dei passi sulle mattonelle sconnesse, o la pittura screpolata sulle persiane.

Di un volto accenno gli occhi che non si fermano mai, lo spazio tra gli incisivi che sbuca da un sorriso. Il resto lo affido alla memoria e alla fantasia di chi legge. La magia della letteratura è in questo scambio, nel buio che lo scrittore regala al lettore perché possa illuminarlo a suo piacere. Il cinema non funziona così.

Allo spettatore, seduto sulla sua poltrona, va consegnato tutto il pacchetto. Le luci, i luoghi con gli oggetti che li abitano, i volti incarnati dagli attori, i vestiti, le movenze dei personaggi, addirittura la musica che sottolinea un bacio di addio.

L’azione non può essere descritta attraverso uno sguardo, un’inquadratura non è sufficiente, deve essere scomposta, sezionata in decine di sguardi, di punti di vista e movimenti che, ricomposti dal montaggio, formano la scena.

Questa è stata la prima lezione che ho dovuto imparare approcciandomi alla realizzazione de IL MIRACOLO. Sono un uomo fortunato. Ho avuto il valido aiuto di due bravi compagni, i registi Francesco Munzi e Lucio Pellegrini. Insieme abbiamo tentato, per raccontare questa serie, di prediligere una visione oggettiva, lo sguardo furtivo di uno spettatore invisibile che, per caso, sia finito poco lontano dal centro dell’azione e che cerchi di spiare quello che gli si para davanti, fosse il miracolo di una statuetta della Vergine che lacrima sangue o i giochi perversi di due bambini.

Abbiamo semplicemente seguito l’evolversi degli eventi, spesso precipitosi, con un passo un poco più lento delle figure che lo animano.

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