Twisted Metal, motori sangue e ironia nel caos post-apocalittico. Recensione
Serie TVIntroduzione
L’apocalisse, stavolta, arriva a bordo di auto truccate, armate e pronte a trasformare ogni strada in un’arena. Tra inseguimenti, combattimenti e humour nero, la serie porta sullo schermo l’universo irriverente nato con il celebre videogame PlayStation. Al centro, un viaggio attraverso un mondo devastato, dove sopravvivere significa soprattutto saper premere sull’acceleratore. A guidare la corsa è Anthony Mackie, volto del Marvel Cinematic Universe nei panni prima di Falcon e poi del nuovo Captain America. Personaggi eccentrici, veicoli improbabili e un clown psicopatico diventano gli ingredienti di una commedia d’azione fuori dagli schemi. La prima stagione è già disponibile in esclusiva su Sky e NOW, mentre la seconda arriverà il 21 settembre. Un doppio appuntamento per scoprire una delle trasposizioni più folli e scatenate arrivate dal mondo dei videogame
Quello che devi sapere
L’apocalisse ha il piede sull’acceleratore
È arrivato in Italia Twisted Metal, l’adattamento live-action della celebre saga videoludica PlayStation, con la prima stagione già disponibile e la seconda dal 21 settembre, entrambe in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW. La serie prende l’idea di base del videogame e la trasforma in una commedia d’azione post-apocalittica che non ha alcuna intenzione di prendersi troppo sul serio: un mondo devastato, città trasformate in territori ostili, bande di predoni e soprattutto automobili diventate vere e proprie armi da combattimento.
Al centro della prima stagione c’è un corriere incaricato di attraversare questa terra desolata per consegnare un misterioso pacco, con la promessa di ottenere in cambio una vita migliore.
Il viaggio diventa però una corsa a ostacoli tra inseguimenti, sparatorie, incidenti spettacolari e incontri con personaggi completamente fuori controllo. Il tono è volutamente sopra le righe, sospeso tra violenza splatter, humour nero e spirito da road movie. Non cerca il realismo e nemmeno una sofisticata riflessione sulla fine del mondo: il suo punto di forza è proprio la libertà con cui mescola generi e linguaggi, trasformando l’apocalisse in un enorme parco giochi per adulti.
Auto armate, desideri e caos senza freni
John Doe e Quiet si ritrovano coinvolti in una competizione organizzata da Calypso, interpretato da Anthony Carrigan, che promette al vincitore la realizzazione di un desiderio. In gara ci sono sedici concorrenti, ciascuno con una motivazione e un mezzo pensato per trasformare la strada in un campo di battaglia.
È qui che la serie sembra trovare la sua dimensione più naturale: meno road movie e più demolition derby apocalittico, con scontri automobilistici, nuovi personaggi e una maggiore fedeltà allo spirito del videogame. Twisted Metal sceglie consapevolmente il caos, l’eccesso e il divertimento.
La prima stagione funziona soprattutto come una lunga introduzione all’universo della serie, mentre la seconda alzerà ulteriormente la posta e porta finalmente in primo piano la competizione automobilistica che costituisce il cuore della saga originale.
Dal videogame cult alla serie televisiva
Prima di diventare una serie televisiva, Twisted Metal è stato uno dei titoli che hanno contribuito a definire l’identità più spericolata della prima PlayStation. Il videogame originale arrivò nel 1995 e metteva al centro un’idea semplice quanto irresistibile: una gara di combattimenti automobilistici in cui i concorrenti, al volante di veicoli modificati e armati fino ai denti, dovevano eliminarsi a vicenda. A organizzare il torneo era il misterioso Calypso, pronto a esaudire il desiderio del vincitore, senza limiti apparenti.
Da quel primo capitolo nacque una saga che avrebbe sviluppato una propria mitologia, popolata da personaggi sopra le righe e automobili diventate vere e proprie estensioni della loro follia. Tra tutti, Sweet Tooth, il clown psicopatico alla guida del furgoncino dei gelati, è diventato il simbolo stesso del franchise.
La serie televisiva non prova però a trasformare quel materiale in una semplice trasposizione: ne conserva l’anima anarchica, l’umorismo nero e la passione per la distruzione, costruendo intorno a questi elementi una storia originale.
L’anima irriverente di "Deadpool" e "Zombieland" dietro la serie
A dare alla serie il suo tono particolare sono Rhett Reese e Paul Wernick, il duo creativo noto per aver lavorato a Deadpool e Zombieland. La loro idea parte dall’universo del videogame, ma lo amplia in una vera commedia d’azione post-apocalittica, affidando la sceneggiatura e il ruolo di showrunner a Michael Jonathan Smith.
Da una parte l’azione spettacolare, gli inseguimenti e le automobili trasformate in armi, dall’altra battute, personaggi eccentrici e un’ironia che tende continuamente a sgonfiare la drammaticità dell’apocalisse. Il risultato è un adattamento che non cerca di imitare il linguaggio del videogioco, ma di trasferirne sul piccolo schermo lo spirito più irriverente.
Reese e Wernick portano così nel mondo di Twisted Metal quella combinazione di violenza fumettistica, comicità demenziale e ritmo frenetico che aveva già caratterizzato i loro lavori più celebri.
John Doe, l’eroe improbabile
A tenere insieme questo delirio è John Doe, interpretato da Anthony Mackie, un outsider costretto a fare affidamento sulla propria parlantina, sull’istinto e soprattutto sulla capacità di guidare in situazioni impossibili. Il personaggio è costruito volutamente lontano dal classico eroe post-apocalittico: è ironico, spaccone, spesso impaurito e molto più interessato a sopravvivere che a salvare il mondo.
Il viaggio che intraprende cambia progressivamente le sue priorità e lo costringe a confrontarsi con la possibilità di costruire rapporti autentici in un universo dominato dalla violenza. Al suo fianco c’è Quiet, interpretata da Stephanie Beatriz, una ladra d’auto dal carattere esplosivo che inizialmente vede John soprattutto come un mezzo per raggiungere i propri obiettivi.
Mackie sfrutta bene il suo naturale talento comico, ma la serie gli chiede anche di dare a John una dimensione più vulnerabile, soprattutto quando il desiderio di trovare un posto sicuro comincia a entrare in conflitto con il suo spirito nomade.
Prima di calarsi nell’apocalisse di Twisted Metal, Anthony Mackie aveva già conquistato un posto nell’universo Marvel. L’attore ha interpretato Sam Wilson (conosciuto come Falcon) e Captain America, entrando progressivamente nel gruppo degli Avengers. Ha poi ripreso il ruolo in diversi film Marvel, tra cui Avengers: Age of Ultron, Ant-Man, Captain America: Civil War, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame. Con The Falcon and the Winter Soldier ha portato il personaggio al centro della scena televisiva, fino a raccogliere l’eredità di Steve Rogers.
Sweet Tooth, il pagliaccio psicopatico
Se John Doe è il motore narrativo, Sweet Tooth è il volto più folle e riconoscibile di Twisted Metal. Il gigantesco assassino mascherato da clown guida un camioncino dei gelati trasformato in una macchina da guerra e rappresenta perfettamente l’anima più anarchica della serie.
Il personaggio, protagonista della saga del videogioco, è interpretato dal wrestler Joe Seanoa, noto come Samoa Joe, mentre la voce è quella di Will Arnett: una scelta che combina presenza fisica e comicità vocale e che rende il killer ancora più surreale. Sweet Tooth non è semplicemente il cattivo di turno: è una creatura imprevedibile, capace di passare dalla minaccia alla gag nel giro di pochi secondi. La sua violenza viene continuamente deformata dall’ironia, creando un personaggio che può terrorizzare e far ridere nella stessa scena. È anche uno dei casi in cui la serie dimostra di aver compreso lo spirito del materiale originale: non tenta di normalizzare l’eccesso, ma lo porta all’estremo.