House of the Dragon 3, la danza dei draghi entra nel vivo. Recensione dell'episodio 7

Serie TV sky atlantic
Gabriele Lippi

Gabriele Lippi

Il penultimo episodio di stagione è un turbinio di eventi ed emozioni che inizia a chiudere diverse sottotrame e prepara il terreno per il gran finale. Disponibile su Sky e NOW, anche on demand

Ci sono famiglie che sembrano potersi riunire, altre che finiscono in pezzi. E nella grande coreografia della Danza dei Draghi, qualcuno perde il passo ed è costretto a farsi da parte, mentre altri, rimasti ai margini finora, iniziano a guadagnare in protagonismo e tornano a sognare un ruolo da étoile. Il settimo e penultimo episodio della terza stagione di House of the Dragon, serie HBO spin-off e prequel de Il Trono di Spade, è arrivato su Sky e i NOW, disponibile on demand come tutto il resto della serie, e fa segnare una improvvisa impennata adrenalinica, un ritorno all’azione pura dopo una lunga fase centrale più calma.

Un episodio densissimo

Nina Lopez-Corrado dirige un episodio densissimo di eventi, sceneggiato da Philippa Goslett e Zenzele Price tra continui ribaltamenti di prospettiva, un vortice di emozioni che rimbalza con un ritmo incalzante tra Approdo del Re, Harrenhal, Tumbleton, Nido dell’Aquila. Tutti i nodi cominciano a venire al pettine, molte sottotrame si chiudono, il destino dei personaggi comincia a delinearsi in maniera nitida senza che vengano lesinati colpi di scena. I draghi, soprattutto loro, tornano prepotentemente al centro della scena, protagonisti assoluti delle scene più spettacolari, nelle quali la qualità tecnica di questa terza stagione viene pienamente esaltata.

Alicent (Olivia Cooke) e Aemond (Ewan Mitchell) in una scena del settimo episodio della terza stagione di House of the Dragon
Alicent (Olivia Cooke) e Aemond (Ewan Mitchell) in una scena del settimo episodio della terza stagione di House of the Dragon

Rhaenyra, Alicent ed Helaena

Mentre Rhaenyra è costretta a fare i conti sulla donna che è e ha sempre pensato di essere e la regina che vuole o deve diventare, Alicent si trova di fronte al momento più difficile della sua vita, a una scelta che ha già compiuto e ora deve mettere in atto. Le due “regine” vengono ritratte da Nina Lopez-Corrado con una maestria nel gestire le inquadrature fuori dal comune: se la ferrea determinazione di Rhaenyra si esprime all’interno di un confronto acceso e serrato con Helaena nel volto volitivo di una Emma D’Arcy per la cui bravura non esistono più aggettivi, l’animo combattuto di Alicent emerge dal viso quasi pietrificato, pallido, che appare scolpito nel marmo di Olivia Cooke. Helaena, poi, è in questo episodio protagonista di una crescita di personalità che sembra presagire l’assunzione di un nuovo ruolo, con una prova attoriale decisamente convincente di Phia Saban. La conferma di quanto questa serie sia a trazione femminile, semmai ce ne fosse stato ancora bisogno.

Ormund e Daemon

A Tumbleton Ormund (James Norton) continua a tessere le sue trame per destabilizzare Approdo del Re e gettare il caos sulla Fortezza Rossa, proseguendo nella sua strategia del divide et impera, incurante di avere tra le mani un giovane principe, Daeron (Benjamin Evan Ainsworth), che re proprio non vuole diventare, mentre nella capitale Mysaria (Sonoya Mizuno) insiste nel suo tentativo di arrampicata tra le gerarchie del potere, seminando disaccordo e diffidenza tra Rhaenyra e Daemon (Matt Smith). Quest’ultimo si conferma il personaggio più evoluto e cambiato, sempre impulsivo ma meno irruento, capace di tenerezze e premure genitoriali un tempo a lui ignote, marito e servitore fedele di una regina di cui ha ormai accettato e riconosciuto pienamente potere e carisma. E per un pretendente al trono che sembra aver abdicato, un altro invece torna prepotentemente in gioco.

Daemon (Matt Smith) e Rhaenyra (Emma D'Arcy) in una scena del settimo episodio della terza stagione di House of the Dragon
Daemon (Matt Smith) e Rhaenyra (Emma D'Arcy) in una scena del settimo episodio della terza stagione di House of the Dragon

Regia e fotografia

Nina Lopez-Corrado si conferma l’esteta più fine ed elegante tra i registi di questa terza stagione. Il suo gusto per le simmetrie e i campi larghi evocativi rimane una costante capace di donare solennità e austerità all’atmosfera visiva dell’episodio. Il suo giocare abilmente con i dettagli espressivi degli attori arricchisce l’intensità della recitazione di un cast in stato di grazia, mentre la fotografia di Richard Donnelly gioca con una palette di colori freddi e desaturati, flirtando con i grigi, scaldandosi solo in presenza del fuoco dei draghi e nelle scene oniriche di Helaena. Così, il settimo episodio della terza stagione di House of the Dragon regala ai fan la più dolce delle promesse per un finale di stagione che, c’è da scommetterci, lascerà tutto col fiato sospeso.

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