In Utero, esce la serie medical drama con Sergio Castellitto. Le 5 cose da sapere

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Arriva su HBO Max un nuovo “psycho-medical drama”, come lo definisce il suo protagonista, ambientato in una clinica per la fecondazione assistita di Barcellona. Lì approdano coppie alle prese con l’infertilità e coppie omogenitoriali, ma anche chi vuole donare i propri ovociti e amici che decidono di avere un figlio insieme. Tra gli attori principali anche Maria Pia Calzone, l'esordiente Alessio Fiorenza e Thony. La serie nasce da un'idea di Margaret Mazzantini, la regia è di Maria Sole Tognazzi e Nicola Sorcinelli

Sergio Castellitto alla direzione di una clinica di fecondazione assistita a Barcellona, dove approdano coppie alle prese con l’infertilità e coppie omogenitoriali, ma anche chi vuole donare i propri ovociti e amici che decidono di avere un figlio insieme pur non essendo partner nel senso tradizionale del termine. È questa, in breve, la trama a grandi linee del medical drama In Utero, serie che debutta venerdì 8 maggio su HBO Max. Visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick, si snoderà in otto puntate, in uscita ogni venerdì. Questo nuovo “psycho-medical drama”, come definito da Castellitto, nasce da un’idea di Margaret Mazzantini (autrice del soggetto con Enrico Audenino e Teresa Gelli, che poi hanno sviluppato la sceneggiatura della serie) ed è diretto da Maria Sole Tognazzi e Nicola Sorcinelli. Ecco cosa sappiamo su In Utero

Chi sono i protagonisti di In Utero

Castellitto interpreta il brillante ginecologo Ruggero, fondatore della clinica Creatividad insieme alla moglie Teresa, con il volto di Maria Pia Calzone, che è anche amministratrice del modernissimo centro medico. Insieme a loro ci sono il biologo Angelo (l’esordiente Alessio Fiorenza), impegnato nel suo percorso di transizione sessuale, e Dora (Thony, all’anagrafe Federica Johanna Victoria Caiozzo), che si occupa dell’assistenza quotidiana dei pazienti. 

Perché la scelta di ambientare la serie in Spagna

Al di là del tema sempre più attuale, potrebbe far discutere l'ambientazione di In Utero, ovvero Barcellona: la serie si avvale della legislazione spagnola perché permette di raccontare casi che in Italia sono vietati. Le puntate sono frutto di una lunga ricerca condotta anche insieme a medici e pazienti tra le cliniche, sia spagnole che italiane.

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Il resto del cast: “Uno strano presepe un po’ sghembo”

“Le coppie che arrivano in questa clinica sono tutte inadeguate rispetto al desiderio che hanno e che non riescono in qualche modo a soddisfare”, ha spiegato Castellitto. Nel cast, a dar vita alle persone che si rivolgono all’istituto, anche Valentina Romani e Andrea Lattanzi, alle prese con problemi di fertilità; Ivana Lotito e Marianna Fontana, compagne che desiderano diventare madri; Maya Sansa, donna single che vorrebbe essere mamma e Romana Maggiora Vergano, studentessa che per finanziare i suoi studi decide di donare gli ovociti. Nella serie poi Donatella Finocchiaro e Fabrizio Ferracane, genitori di Angelo; Sara Drago ed Enrico Borello, amici che decidono di avere un figlio insieme nonostante non siano una coppia, e ancora Camille Dugay, Michela De Rossi, Fabrizio Falco, Denise Capezza, Francesco Colella, Daniele Parisi e Astrid Casali. Tutti insieme, i personaggi di In Utero formano quello che Mazzantini definisce “questo strano presepe un po’ sghembo”, con al centro il suo “San Giuseppe esperto in riproduzione umana, un po’ folle”, cioè Ruggero.

Una serie divisa tra due registi

Come anticipato, la regia è sia di Maria Sole Tognazzi che di Nicola Sorcinelli. Entrambi hanno quattro episodi a testa: Tognazzi (che è anche direttrice artistica) ha curato la prima metà della serie, Sorcinelli la seconda metà. La produzione di è di Cattleya (parte di ITV Studios), in associazione con Paramount Television International Studio.

I punti di vista dei protagonisti

Maria Sole Tognazzi ha spiegato di aver voluto partecipare al progetto “ancora di più” per il fatto di non essere madre: non solo non potrebbe diventarlo, perché fisicamente non ha più l’utero, ma anche perché appartiene a “quella categoria di donne che non hanno sentito il bisogno di diventare madri”. Come Mazzantini, definisce il diventare genitore “un desiderio” e non “un diritto” o “un dovere”. Anche Castellitto parla di desiderio, scendendo più nei meandri della psiche umana: “Le coppie che arrivano sono inadeguate rispetto al desiderio che hanno, arrivano con una mancanza. Il desiderio è una malattia molto particolare”.

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