Introduzione
Affascinante, geniale, ma anche cinico, spregiudicato e con una considerevole tendenza all’autosabotaggio, Lorenzo Ligas è la rockstar del Tribunale di Milano. A prestargli tutto il suo carisma è l’amatissimo Luca Argentero: è lui il protagonista assoluto di Avvocato Ligas, il primo legal drama Sky Original in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW dal 6 marzo.
Tratta dal romanzo Un caso complicato per l'avvocato Ligas. Perdenti di Gianluca Ferraris (dal 3 marzo in libreria con Corbaccio), la serie in sei episodi è prodotta da Sky Studios e Fabula Pictures ed è diretta da Fabio Paladini. Alla scrittura Federico Baccomo, Jean Ludwigg, Leonardo Valenti, Matteo Bozzi, Camilla Buizza e Francesco Tosco.
Quello che devi sapere
Luca Argentero protagonista del primo legal drama Sky Original
Affascinante, geniale, ma anche cinico, spregiudicato e con una considerevole tendenza all’autosabotaggio, Lorenzo Ligas è la rockstar del Tribunale di Milano. A prestargli tutto il suo carisma è l’amatissimo Luca Argentero: è lui il protagonista assoluto di Avvocato Ligas, il primo legal drama Sky Original in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW dal 6 marzo.
Vai allo Speciale Avvocato Ligas
Il cast
Nel cast, insieme ad Argentero, Marina Occhionero nei panni di Marta Carati, la determinata praticante di Ligas, e Barbara Chichiarelli in quelli del pubblico ministero “rivale” di Ligas in tribunale, Annamaria Pastori. E ancora Gaia Messerklinger e Flavio Furno a interpretare rispettivamente l’ex moglie di Ligas, Patrizia Roncella, e Paolo Scarpelli, collega e migliore amico di Ligas.
Avvocato Ligas, una clip in anteprima: "Ligas discute con Patrizia: deve parlare con Laura, loro figlia"
Quando e dove vedere la serie tv
Tratta dal romanzo Un caso complicato per l'avvocato Ligas. Perdenti di Gianluca Ferraris (dal 3 marzo in libreria con Corbaccio), la serie in sei episodi è prodotta da Sky Studios e Fabula Pictures ed è diretta da Fabio Paladini. Alla scrittura Federico Baccomo, Jean Ludwigg, Leonardo Valenti, Matteo Bozzi, Camilla Buizza e Francesco Tosco. La serie debutterà coi primi due episodi su Sky Atlantic il 6 marzo. Dal venerdì successivo andrà su Sky e NOW con un nuovo episodio a settimana, fino al 3 aprile. E grazie a Sky Extra (il programma loyalty di Sky), per i clienti Sky da più di tre anni gli episodi saranno disponibili in anteprima on demand ogni martedì con Primissime.
La sinossi
Sempre elegante, geniale e all’occorrenza spietato: Lorenzo Ligas sarebbe il miglior penalista del Foro di Milano, se solo non avesse anche la straordinaria capacità di sabotarsi con le sue stesse mani. La mente di Ligas è veloce, inarrestabile, per lui anche un dettaglio insignificante racconta una storia, un gioiello è un indizio, una parola un’arma da usare in aula. Ma il suo più grande dono è anche la sua maledizione, perché è per sfuggire alla noia e inseguire il suo continuo bisogno di sfide che Ligas finisce per complicare la sua vita e quella di chi gli sta vicino. È per questo che si è recentemente separato dalla moglie Patrizia, brillante corporate lawyer con la quale ha una figlia, l’adorabile Laura. E quando il capo del prestigioso studio legale di cui è partner, Michele Petrello, lo licenzia in tronco a seguito di una questione “personale” (un modo elegante per dire che andava a letto con sua moglie) Ligas si ritrova in un colpo solo senza lavoro e con gli ex colleghi sul piede di guerra. Anche Paolo, il suo miglior amico e collega (ex collega) sembra non poter far nulla per lui, questa volta. Ma quella che per chiunque altro sarebbe una situazione senza via d’uscita, per Ligas diventa una sfida all’altezza delle sue capacità. Così, affiancato da Marta Carati, giovane praticante alla ricerca di una guida, Ligas esercita la legge dal bordo piscina di un club esclusivo. I suoi clienti in un certo senso gli somigliano: sono le pecore nere, i reietti, quelli che nessun altro vorrebbe mai difendere. Personaggi non sempre moralmente ineccepibili, ma tutti, secondo Ligas, sono innocenti fino a prova contraria, e meritano la miglior difesa possibile. Ovvero la sua.
Luca Argentero è Lorenzo Ligas
Avvocato. Nello specifico: penalista. Nessuno dovrebbe essere definito dal suo lavoro, ma a Ligas non dispiace che lo si faccia: lui non fa l’avvocato, lui è un avvocato. Uno dei migliori peraltro. A renderlo speciale è la sua mente analitica, perspicace, clinica, ai limiti del maniacale: dettagli, finezze, minuzie, nella sua testa trovano un ordine naturale e immediato che gli permette di leggere la realtà al di là delle apparenze. Del resto, Ligas con le apparenze ci va a nozze: è un uomo che ama mostrarsi perfetto, elegante negli abiti, curato nel fisico, ricercato negli accessori. Forse – ma lui non lo ammetterebbe mai – lo fa per nascondere i demoni che ha dentro. Del resto, non sono pochi i difetti di Ligas. Anzi: per quanto nessuno neghi che sia intelligente, fascinoso, preparato, dotato di un vivace umorismo, a chi lo conosce – che sia la moglie, l’amico o il collega – sono altri gli aggettivi che saltano in testa per descriverlo: cinico, sfrontato, inaffidabile, sessualmente irrequieto… stronzo. E quando lo incontriamo, Ligas è in un momento delicato della sua vita: lui e la moglie si stanno trascinando in una vita da separati in casa in attesa che finalmente Ligas prenda consapevolezza che è finita e la sua strada e quella di Patrizia, la moglie, si separino. In questo momento delicato su Ligas sta per scatenarsi un’altra tempesta: viene cacciato dallo studio in cui ha militato per tutta la sua vita professionale, buttato fuori dal suo dominus, l’uomo che gli ha insegnato tutto e che il nostro “eroe” ha ripagato portandosi a letto la moglie. E allora eccolo qua Ligas: senza famiglia, senza studio, che deve ricominciare tutto da capo, con la sola compagnia di una bottiglia piena (ma presto vuota).
Marina Occhionero è Marta Carati
Praticante di Ligas, brillante e determinata, ha lasciato il lavoro accademica all’università dopo una relazione complicata con il suo tutor, un uomo sposato che le ha fatto perdere la testa e la fiducia. Ora sta muovendo i suoi primi passi come avvocata penalista, cercando un nuovo equilibrio. Idealista e sensibile, sa leggere le persone con empatia e acume psicologico. Diversa da Ligas ma complementare, con lui trova un maestro capace di mostrarle la realtà oltre i libri. È solo l’inizio del suo percorso, difficile ma promettente.
Barbara Chichiarelli è Anna Maria Pastori
Pubblico ministero, abile e arguta, applica estrema cura nel preparare i casi a cui lavora. Spesso in contrapposizione etica rispetto a Ligas, con il quale c’è una vivace rivalità. Lei e Ligas sono agli antipodi: lei PM battagliera dal piglio quasi militaresco, convinta della sua missione di accusatrice; Ligas tutto genio e sregolatezza, ma altrettanto convinto della sua missione di difensore. Eppure, proprio perché gli opposti si attraggono, tra loro c’è sempre un’elettricità particolare…
Gaia Messerklinger è Patrizia Roncella
Ex moglie di Ligas, ma soprattutto donna autonoma e determinata. Avvocata civilista, dopo la nascita della figlia ha scelto la stabilità del ruolo in-house, diventando legal manager di una multinazionale. Brillante, capace, ha però pagato l’inaffidabilità dell’ex marito, assumendosi tutto il peso familiare. L’amore per Ligas si è spento: ora Patrizia sa che la sua realizzazione non passa più da lui. Forte e lucida, è pronta a ricominciare, aprendo spazio a nuove possibilità di vita e carriera.
Mia Eustacchio è Laura
Figlia di Ligas e Patrizia, è una bimba di otto anni, intelligente e sorprendentemente matura. Con il padre ha un legame speciale: giocoso, affettuoso, pieno di luce, è l’unica capace di far emergere il lato migliore di lui. Ma non è facile essere papà, e tra errori e imprevisti Ligas capirà quanto sia fragile quell’equilibrio. Laura è il suo specchio più puro, e perderla sarebbe il suo vero fallimento.
Flavio Furno è Paolo Scarpelli
Migliore amico di Ligas, si sono conosciuti all’università e il loro legame è rimasto saldo fino a oggi. Leale, intelligente, ironico, è tra i pochi a vedere oltre la facciata perfetta di Ligas. Paolo gli fa da coscienza, da grillo parlante, restando al suo fianco anche quando l’amico lo respinge. Ma l’uscita di Ligas dallo studio lo mette in crisi: diviso tra il suo capo, la carriera e l’amico, rischia di diventare il suo rivale. E tra sospetti e incomprensioni, la loro amicizia rischia di cominciare a incrinarsi.
Note di produzione - Sky Studios
Tra gli antieroi che abbiamo sempre raccontato nella nostra storia, tra gangster, politici senza scrupoli e detective, un avvocato ci mancava. Volevamo fare qualcosa di nuovo. Volevamo fare qualcosa di audace, qualcosa di memorabile e insieme qualcosa che facesse divertire il pubblico, che facesse stare bene. Poi abbiamo incontrato Lorenzo Ligas, leggendo un affascinante romanzo del defunto Gianluca Ferraris e abbiamo capito di aver trovato la storia che stavamo cercando. Siamo quindi entusiasti di portare al nostro pubblico il primo show legal di Sky.
Una serie instancabile e sorprendente, che non potevamo produrre che con Fabula. Era dai tempi di quell’incredibile avventura di Un’estate fa che non vedevamo l’ora di tornare in pista insieme. Siamo quindi impazienti di presentare a tutti Lorenzo Ligas, una faccia da schiaffi che amerete e odierete, l’avvocato più controverso del Foro di Milano, ma l’avvocato che tutti vorrete al vostro fianco quando vi accuseranno di omicidio.
Quello che ci ha intrigato di questo personaggio è la sua unicità e la possibilità di esplorare, attraverso i suoi casi, i temi e il sapore della contemporaneità, ispirandoci sempre a fatti di cronaca che hanno scosso l’opinione pubblica e, insieme, farlo attraverso un protagonista scomodo, scorretto, che ci ha permesso di mettere in luce le contraddizioni e la complessità del nostro mondo di oggi. Il fatto che questa serie riesca ad essere allo stesso tempo così intensa e insieme così divertente è frutto della grande abilità di un team di scrittura di eccellenza capitanato da Federico Baccomo e alla regia freschissima, piena di idee e di pathos di Fabio Paladini.
Per interpretare Ligas, in questa Milano glamour piena di ombre, ci serviva qualcuno con tanto carisma, savoir faire e il sorrisetto arrogante di chi se le va a cercare. Insomma, Luca Argentero. Che si è messo in gioco più di quanto gli avessimo chiesto, dando vita a un personaggio scorretto, tagliente, carismatico e allo stesso tempo pieno di inaspettate fragilità. Un personaggio che vede tutti i tuoi segreti, che ti sfida, ti guarda dall’alto in basso… e alla fine ha pure ragione. Signore e signori, a voi, Lorenzo Ligas. Solo su Sky.
Nils Hartmann - Executive Vice President Sky Studios Italia
Note di produzione - Fabula Pictures
Quando per puro caso mi capitò in mano il romanzo di Gianluca Ferraris “Perdenti” fu un fulmine a ciel sereno dalle prime pagine. Sapevo che il personaggio di Lorenzo Ligas sarebbe stato l’architrave di una grandissima serie; Ligas è un uomo che vive in un disequilibrio costante ma che riesce a trovare la verità dove altri vedono solo caos. Perché per noi Avvocato Ligas è molto più di una semplice serie.
È un progetto a cui teniamo moltissimo: un modo per raccontare la contemporaneità, con tutte le sue contraddizioni e la costante ricerca di equilibrio in un mondo complesso. E Sky ci ha aiutato a realizzarlo: ci hanno dato la libertà di creare una storia forte, matura, moderna ed europea. Ci siamo immaginati questa serie come un legal drama un po’ fuori dagli schemi, un mix tra crime, noir e molta ironia per non prendersi troppo sul serio, anche nei momenti più tosti. Ogni episodio è un caso da risolvere, ma anche un nuovo graffio nell’anima del protagonista. Insomma, il vero processo è il suo. Una dimensione di racconto ironico, tagliente e al tempo stesso mainstream in un formato procedurale “caso della settimana” ancora poco utilizzato qui da noi in Italia. Dal punto di vista visivo Avvocato Ligas è una serie urbana nel vero senso della parola. Lo spettatore si ritrova immerso nella città di Milano senza percepire Milano stessa e quindi senza stereotipare pregi e difetti. E così i personaggi fanno esplodere la bolla “territoriale” diventando un tutt’uno con le indagini e il tessuto cittadino. Non ci siamo preoccupati di far diventare Milano una protagonista semplicemente perché non ce n’era bisogno. Era lì con tutti i suoi contrasti e gli effetti che fa ai suoi cittadini. È una città che facilmente ti lascia da solo ma che affascina e attrae e Ligas subisce anche questo. Ci serviva un super interprete e abbiamo fortemente voluto Luca Argentero. Luca ha capito e incarnato un Lorenzo Ligas straordinario: Faccia da schiaffi arguta, affascinante e ironica. Una prova attoriale sorprendente diretto da un ottimo regista Fabio Paladini e accompagnato da una scrittura eccezionale capitanata da Federico Baccomo.
Nicola De Angelis - CEO, con Marco De Angelis, di Fabula Pictures
Note di regia
Ogni testa funziona in modo diverso. Ogni sguardo proietta sulla realtà una prospettiva tutta sua. Il mondo di Ligas è un luogo contraddittorio, dove coesistono rigore e disordine, fascino e autodistruzione. Ligas è geniale ma compulsivo, elegante ma eccessivo. Da un lato il consumo smodato di alcol, la totale inaffidabilità, la vita sentimentale a pezzi, dall’altro l’eleganza e il fascino innati, ma anche la sobrietà e il rigore dei luoghi della legge. Questo dualismo ha guidato ogni scelta stilistica.
La fotografia è morbida ed elegante, ma applicata a un mondo spesso colorato e vivace. Le inquadrature alternano simmetrie rigorose e movimenti puliti, a composizioni sbilanciate e a un uso “caldo” della camera a mano. I punti macchina sono spesso insoliti, per restituire la prospettiva unica da cui Ligas osserva il mondo. Il montaggio è dinamico, frammentato: tante inquadrature, tanti punti di vista, per raccontare la tensione analitica del protagonista, la sua capacità di scomporre il reale e ricomporlo secondo logiche impreviste. È come se la realtà “aggredisse” la mente di Ligas (che solo attraverso l’alcol trova un po’ di tregua da questo assedio costante). Per restituire questo effetto ho scelto di usare lenti particolari – deformanti, ravvicinate – che ci portino dentro il suo sguardo, e poi ancora dentro la sua mente: sono dettagli che spesso diventano – attraverso montage velocissimi, quasi subliminali – la chiave per risolvere i casi o per guardare con improvvisa lucidità alla propria sfera privata ed emotiva.
Con Ligas ho cercato un modo personale e diverso di raccontare il legal drama: più intimo, vivace, ma anche più disturbato. Perché in questa serie il vero caso da risolvere, prima di ogni altro, è Ligas stesso.
Fabio Paladini
Note di sceneggiatura
Ligas è un personaggio originale e spiazzante nel panorama seriale italiano. È un avvocato penalista brillante, corrosivo, anticonformista, allergico alle regole, capace di geniali intuizioni ma anche di clamorose cadute. Né eroe, né antieroe, o forse entrambi, si porta addosso la stessa ambiguità delle cause impossibili – apparentemente indifendibili – di cui si occupa: casi urgenti, scottanti, che raccontano l’Italia di oggi e le sue contraddizioni più profonde. In questo senso la serie rappresenta una sfida di scrittura particolarmente eccitante: si tratta di lavorare su un personaggio di spiccata complessità, dalle tante luci e altrettante ombre, che intende conquistare il pubblico senza cedere ad addolcimenti o attenuazioni del suo carattere o delle situazioni in cui si trova invischiato.
Ligas sa spiazzare, irritare, persino deludere, ma proprio in questa sua natura contraddittoria risiede la forza di un personaggio che indaga il concetto di giustizia senza timore di occupare entrambi i posti, quello del torto quello della ragione. La sfida naturalmente si estende al terreno dei casi legali, vero e proprio cuore pulsante della serie. Ogni processo è costruito per andare oltre il semplice impianto giudiziario: è un pretesto per interrogarsi sul presente, sulle sue zone grigie, sulle responsabilità collettive e individuali. Ligas non prende mai posizione in modo semplicistico: solleva domande, mette in crisi le certezze, espone le contraddizioni. I casi sono moralmente ambigui, spesso scomodi, e pongono il protagonista di fronte a dilemmi reali. Difendere qualcuno, per Ligas, non significa giustificarlo: significa capire dove si colloca la verità. Il tono della serie è realistico e brillante, sempre in bilico tra tensione e ironia, con dialoghi taglienti e situazioni che alternano il dramma alla provocazione, la riflessione alla sorpresa. Ligas, in fondo, attinge ai canoni della commedia brillante, a volte scorretta, che si propone di divertire e coinvolgere, ma senza fuggire di fronte agli aspetti più problematici o dolorosi della realtà, nel tentativo di raccontare la complessità dell’essere umano attraverso, da un lato, lo specchio deformante – e rivelatore – della legge e, dall’altro, un protagonista che non si impegna a essere perfetto, si accontenta di essere libero, con l’ambizione di portare sullo schermo un legal drama che sia anche e soprattutto una riflessione sul nostro tempo.
Federico Baccomo
Fotografia
La fotografia di Avvocato Ligas mira a tradurre visivamente la complessità e la dualità del protagonista (genio vs autodistruzione). Si è scelta una luce morbida ed elegante – come elegante è il mondo che Ligas abita – abbinata a una buona dose di colore per riflettere la brillantezza del pensiero di Ligas e l’ironia del suo sguardo.
La ricerca dell’eleganza è stato un punto fermo del racconto visivo della serie, ma non per questo si è rinunciato – a volte – a scardinare il concetto “classico” che vede il protagonista sempre primeggiare sullo sfondo: al contrario, si è cercato uno “sbilanciamento armonico”, con lenti e angoli di ripresa inaspettati. Ricorrendo quindi a una composizione spesso sbilanciata in cui il soggetto perde la sua centralità all’interno del fotogramma. Nei luoghi più formali, come tribunali, aule e uffici legali, dominerà una luce essenziale e monocromatica (legno, marmo), quasi priva di ombre, che sottolinea il rigore e la razionalità dell’istituzione, a contrasto con la sregolatezza del personaggio. Di notte, invece, predominano i toni caldi e soffusi di locali eleganti, dove si respira un’atmosfera di trasgressione e intimità. A tratti, la luce notturna si accende di colori vivaci e decisi, vicini a un’estetica pop/kitsch, evocando l’eccesso e la vitalità sfrenata della vita notturna.
Gogò Bianchi
Scenografia
Avvocato Ligas ci ha dato l’opportunità di raccontare una Milano inedita, lontana dai consueti cliché visivi della città patinata e della metropoli grigia e verticale. Abbiamo scelto di esplorare un volto più intimo, stratificato e, a tratti, contraddittorio della città, riflettendo le molteplici sfaccettature del suo protagonista: l’avvocato Ligas, uomo elegante, brillante, caparbio e risoluto, ma anche caotico e borderline.
La narrazione si sviluppa attraverso spazi che raccontano il suo declino apparente, ma anche la sua resistenza: dagli interni monumentali del Palazzo di Giustizia di Milano, ricreati presso prestigiose location romane, agli ambienti ovattati di hotel e ristoranti di lusso, in cui Ligas si muove con disinvoltura, spesso e volentieri con un drink in mano. Dai tavoli del bar del club sportivo di cui è socio, sui quali improvvisa il suo nuovo ufficio dopo essere stato cacciato da quello storico e prestigioso nel centro di Milano, passiamo alla vecchia casa d’infanzia, nella quale è costretto a tornare dopo la rottura con la moglie, attraversando gli interni del carcere di San Vittore – anche questi reinterpretati a Roma – fino agli esterni e agli originalissimi saloni di Villa Litta a Lainate, dove organizza una grande festa per il compleanno della figlia. Abbiamo costruito visivamente una Milano a misura dell’avvocato Ligas: una città elegante ma anche sporca di vita, in cui si ritrova, suo malgrado, a essere l’eroe dei perdenti, diventando il punto di equilibrio – e, a volte, di rottura – tra mondi che raramente si toccano. La città è quindi protagonista al pari dei personaggi, con scorci volutamente fuori fuoco rispetto alla narrazione convenzionale. Alternando l’interior design tipico della città meneghina all’architettura razionalista, passando per palestre e condomini di periferia, fino ad arrivare all'affascinante Milano by night, abbiamo cercato ambientazioni che riflettessero la personalità di Ligas: impeccabile in apparenza, ma profondamente fuori asse.
Marcello Di Carlo, scenografo Sabina Cellitti, arredatrice
Location
La produzione ha selezionato con grande cura location emblematiche che riflettono l’anima poliedrica di Milano, sospesa tra passato e futuro. Ogni ambientazione contribuisce alla narrazione, restituendo autenticità e profondità visiva. Il maestoso Palazzo di Giustizia in Corso di Porta Vittoria, con la sua imponenza razionalista, ospita le scene più intense legate al mondo giudiziario.
Lo studio dell’avvocato Ligas si trova invece in un elegante edificio d’epoca in Piazza San Babila, nel cuore del quadrilatero della moda: simbolo di ambizione, rigore e stile. La macchina da presa attraversa la città, raccontandola da prospettive diverse. Dai Navigli, con la loro atmosfera malinconica e romantica, ai grattacieli di Porta Nuova, icona di una Milano contemporanea e proiettata verso l’innovazione. Non mancano le grandi icone storiche, come il Duomo, che diventa teatro naturale di passaggi fondamentali dove si incontrano fede, potere e giustizia. Brera, con i suoi caffè letterari, le botteghe d’arte e l’eleganza senza tempo, è il rifugio dell’avvocato nei momenti di riflessione, mentre Isola rappresenta la Milano giovane, vibrante, creativa. In ogni episodio, Milano si rivela nella sua complessità, trasformandosi in un vero e proprio personaggio. Con i suoi contrasti armoniosi tra innovazione e tradizione, bellezza e concretezza, offre lo sfondo ideale alle vicende di un avvocato moderno, chiamato ad affrontare casi intricati che riflettono i dilemmi morali e sociali del presente.
Marco Bergamaschi
Costumi
Il personaggio di Ligas è stato l’elemento cardine del lavoro sui costumi fin dal primo incontro. Luca Argentero ha espresso da subito una chiara esigenza: asciuttezza. Un rigore formale che non fosse freddo, una sobrietà che non diventasse anonimato. Nulla di eccessivo, nulla di eccentrico. La sua interpretazione, giocata su una sottile ironia e un’intensa presenza scenica, non poteva e non doveva essere soffocata da una sovrastruttura estetica. Abbiamo quindi scelto un guardaroba essenziale ma curato, in cui ogni capo fosse al servizio del personaggio, e non viceversa. A volte è fondamentale che i costumi non si vedano, che accompagnino i personaggi con discrezione, che trasmettano una certa ricchezza – di stile, di carattere – senza ostentazione. In questo senso, ci siamo ispirati a quella particolare eleganza milanese capace di essere insieme precisa e imperfetta, calibrata ma spontanea, che potremmo definire con il concetto giapponese di wabi-sabi: bellezza nella misura, nella sobrietà, nel non detto. Speriamo di essere riusciti a restituire questa sensazione visiva e narrativa, e ad accompagnare con coerenza il racconto di un personaggio tanto complesso quanto affascinante.
Francesca Sartori
Musica
Pensando alla musica per Avvocato Ligas, insieme a Roberto Vallicelli ci siamo chiesti come far convivere le varie anime della serie e privilegiare il “tono” così ben identificato dalla regia di Fabio Palladini e dalle interpretazioni dei protagonisti. Dopo varie prove, ricerche fin dalla fase delle riprese, abbiamo unito mondi musicali tra loro solitamente lontani, come il blues e la musica tribale, oltre alla rielaborazione elettronica di suoni organici, per provare a tenere insieme in modo fluido, l’ironia, la tensione, i dibattimenti in aula e le vicende personali di Ligas. Il personaggio di Ligas è particolarmente interessante da commentare con la musica, in equilibrio continuo tra l’anima torbida ed un intuito fuori dal comune, ha un’andatura spavalda accompagnate dalle chitarre distorte e dal suo “beef” blues, ma viene punteggiato da suoni sottili e non convenzionali, quando in lui prevalgono l’acume e l’ironia. Riuscire a far vibrare ancor di più il suo personaggio e illuminare anche le parti di lui non immediatamente visibili, era quello che pensavamo dovesse fare la musica in questa serie. Speriamo di esserci riusciti.
Francesco Cerasi
Cast artistico
Luca argentero: Lorenzo Ligas
Marina Occhionero: Marta Carati
Barbara Chichiarelli: Anna Maria Pastori
Gaia Messerklinger: Patrizia Roncella
Flavio Furno: Paolo Scarpelli
Sergio Romano: Michele Petrello
Gianluca Gobbi: Jack Zero
Raz Degan: Ayman Farah
Alberto Astorri: Roberto Gallerani
Gigio Alberti: Brasca
Giulio Beranek: Ferdinando Iezzi
Valerio Aprea: Sandro Masi
Blaise Afonso: Patrick Quassi
Miriam Bardini: Antonia Navelli
De Bellis: “Con Ligas volevamo una serie profondamente milanese"
Nel corso della presentazione di Ligas, la nuova serie con Luca Argentero in onda dal 6 marzo su Sky, è intervenuto Giuseppe De Bellis, Executive Vice President Entertainment, Sport e News di Sky Italia. De Bellis ha spiegato che “da tempo volevamo confrontarci con questo genere e aspettavamo il progetto giusto”.
“Quando ci è stato proposto Ligas – ha raccontato – abbiamo detto sì per diverse ragioni: la storia, il personaggio e soprattutto Milano, così presente e caratterizzante. Dopo aver ambientato tante produzioni altrove, cercavamo proprio una serie che mettesse la città al centro”.
Ha poi tracciato un quadro generale sull’andamento dell’azienda: “Abbiamo chiuso un 2025 straordinario e il 2026 è iniziato molto bene. Siamo molto soddisfatti sia degli ascolti delle nostre produzioni sia del rapporto con i clienti”.
Infine, una riflessione sul mercato dei contenuti: “Viviamo un momento affascinante per chi crea contenuti. Attorno a noi c’è fermento, innovazione, grandi cose che accadono. Sappiamo di essere un player importante e ci godiamo questo periodo ricco di stimoli”.