Morbo K, trama e cast della serie ispirata a una storia vera stasera in tv
Serie TV
Introduzione
La memoria storica della Resistenza italiana non è fatta soltanto di azioni armate e scontri diretti. Esistono vicende in cui l’opposizione al nazifascismo ha assunto forme silenziose ma decisive, costruite sull’ingegno, sulla responsabilità morale e sulla solidarietà umana.
È in questo solco che si inserisce Morbo K, la nuova miniserie evento proposta da Rai 1 in due serate, oggi 27 gennaio e domani 28 gennaio 21.30, che riporta alla luce una pagina poco conosciuta della storia italiana. Il racconto si muove nella Roma occupata, dove la paura domina le strade e la finzione diventa uno strumento di salvezza, ricordando che anche nei momenti più bui qualcuno ha avuto il coraggio di dire “no”.
Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere su Morbo K, la miniserie che mostra la Resistenza che passa dalla medicina. Dalla trama al cast, ecco ciò che bisogna conoscere.
Quello che devi sapere
La trama
La vicenda della miniserie televisiva Morbo K è ambientata durante l’occupazione nazista di Roma, quando il colonnello Herbert Kappler, capo delle SS, impone alla comunità ebraica un ricatto spietato: cinquanta chili d’oro da consegnare entro ventiquattro ore per evitare la deportazione.
Molti comprendono che quella promessa difficilmente verrà mantenuta, ma nessuno può sottrarsi alla richiesta. A pochi passi dal Ghetto, sull’Isola Tiberina, sorge l’Ospedale Fatebenefratelli. Qui il direttore, il professor Matteo Prati, intuisce che la minaccia non si fermerà all’oro e concepisce un piano tanto semplice quanto audace: inventare una malattia inesistente, terribile e altamente contagiosa, ribattezzata "Morbo K", capace di terrorizzare i nazisti e tenerli lontani dall’ospedale.
Un reparto fittizio diventa così un rifugio reale per decine di ebrei. Parallelamente si sviluppa una dimensione più intima, legata all’amore tra Silvia Calò, giovane artista ebrea, e Pietro Prestifilippo, medico e collaboratore di Prati, entrambi trascinati in una rete di scelte estreme, Resistenza e sacrificio. Nel primo episodio l’ultimatum getta la famiglia Calò nel caos e un malore improvviso conduce Silvia al Fatebenefratelli, mentre nel secondo la pressione nazista aumenta, i registri degli ebrei romani vengono sequestrati e il rastrellamento si avvicina fino alla data fissata del 16 ottobre 1943.
Il cast e i personaggi
Al centro di Morbo K si muove un insieme di personaggi che danno corpo a una Resistenza fatta di intelligenza e rischio quotidiano. Roma, 1943. Per proteggere le famiglie del ghetto ebraico dai rastrellamenti, il professor Prati isola un reparto dell'Ospedale Fatebenefratelli inventando il "Morbo K", una finta malattia letale che terrorizza i nazisti tenendoli lontani ma, mentre l'ospedale diventa un rifugio clandestino, il generale Kappler stringe la morsa su Roma.
Attorno a questa vicenda si intrecciano le figure di Pietro Prestifilippo, medico che affianca Prati nella costruzione del Reparto K, e di Silvia Calò, giovane artista ebrea sospesa tra paura e speranza. Il cast comprende Giacomo Giorgio, Vincenzo Ferrera, Marco Fiore, Dharma Mangia Woods, Christoph Hulsen, Flavio Furno, Antonello Fassari e Luigi Diberti, chiamati a interpretare un racconto corale in cui ogni personaggio contribuisce a restituire il clima di tensione e di scelta morale che segna la città occupata.
La produzione
La miniserie Morbo K è diretta da Francesco Patierno e viene proposta come evento televisivo in due serate su Rai 1, oggi 27 gennaio e domani 28 gennaio. La messa in onda è prevista a partire dalle 21.30, con la possibilità di seguire gli episodi anche in diretta streaming e in modalità on demand sulla piattaforma RaiPlay.
La scelta di una struttura breve e concentrata rafforza il tono del racconto, mantenendo alta la tensione e accompagnando lo spettatore all’interno di una ricostruzione storica che intreccia dramma, suspense e riflessione civile.
La storia vera
Morbo K si ispira a una storia realmente accaduta durante l’occupazione nazista di Roma. All’Ospedale Fatebenefratelli, situato sull’Isola Tiberina, un gruppo di medici mise in atto uno stratagemma destinato a entrare nella storia: la creazione di una falsa epidemia per impedire ai soldati tedeschi di entrare nei reparti e scoprire gli ebrei nascosti.
La malattia inventata, descritta come altamente contagiosa, sfruttava la paura dei nazisti per proteggere decine di persone dalla deportazione. Una vicenda che dimostra come la Resistenza non sia stata soltanto lotta armata, ma anche intelligenza, coraggio e solidarietà messi al servizio della vita umana.