Introduzione
Napoli, 1977. La storia di come tutto è iniziato: di come un giovanissimo Pietro Savastano entrerà nel mondo della criminalità, sullo sfondo di una Napoli in piena trasformazione, povera, segnata dal contrabbando di sigarette e all’alba dell’arrivo dell’eroina. Gomorra - Le origini è l’attesissimo prequel in sei episodi, prodotto da Sky Studios e da Cattleya - parte di ITV Studios, dell’epica saga crime Sky Original tratta dall’omonimo bestseller di Roberto Saviano. La serie andrà dal 9 gennaio in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW. La nuova serie, origin story sull’educazione criminale del futuro boss, fornendo una nuova prospettiva sulle radici del potere di Pietro cattura un’epoca che ha definito il volto della criminalità moderna.
Quello che devi sapere
Registi e autori
I primi quattro episodi della serie sono diretti da Marco D’Amore, anche supervisore artistico e co-sceneggiatore del progetto nonché già indimenticabile protagonista di Gomorra – La Serie, mentre gli ultimi due sono diretti da Francesco Ghiaccio (Dolcissime, Un posto sicuro). Creata da Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e Roberto Saviano, è distribuita internazionalmente da Beta Film.
Il cast
Luca Lubrano interpreta il giovane Pietro, qui ambizioso e inquieto ragazzo di strada di Secondigliano che insieme al suo inseparabile gruppo di amici sogna una vita migliore, per loro e per le loro famiglie. Con lui nel cast: Francesco Pellegrino nei panni di Angelo ‘A Sirena, carismatico malavitoso che lavora per il clan dei Villa gestendo una bisca, ruolo che gli sta molto stretto; Flavio Furno interpreta ‘O Paisano, malavitoso detenuto in carcere, dove inizia a raccogliere «fedeli» che lo seguano nel suo progetto: una camorra nuova, che sia senza schiavi e senza capi; Tullia Venezia è una giovanissima Imma, che frequenta il liceo, suona al conservatorio e sogna di andare a studiare in America; Antonio Buono, Ciro Burzo e Luigi Cardone sono rispettivamente Mimì, Tresette e ‘A Macchietta, amici di Angelo ‘A Sirena; Antonio Del Duca, Mattia Francesco Cozzolino, Junior Rancel Rodriguez Arcia e il piccolo Antonio Incalza interpretano gli amici del gruppo di Pietro, rispettivamente Lello, Manuele, Toni e Fucariello; Renato Russo nei panni di Michele Villa, detto ‘O Santo, erede al trono di una delle famiglie dell’aristocrazia criminale di Napoli, i Villa. Il padre, Don Antonio, è uno dei boss del centro storico. A interpretarlo è Ciro Capano. E ancora Biagio Forestieri nei panni di Corrado Arena, re del contrabbando di sigarette a Napoli; Fabiola Balestriere che interpreta Annalisa Magliocca, la futura Scianel, qui giovane madre vittima della gelosia violenta del marito; e Veronica D’Elia nei panni di Anna, sorella di ‘O Paisano.
Tratta dal romanzo di Roberto Saviano
Come la storica serie madre che ha conquistato pubblico e critica in oltre 190 territori nel mondo, Gomorra - Le origini è tratta dal romanzo Gomorra di Roberto Saviano, edito da Arnoldo Mondadori Editore. Il soggetto di serie e i soggetti di puntata sono scritti da Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e Roberto Saviano, mentre le sceneggiature sono firmate dagli stessi Fasoli e Ravagli con Marco D’Amore.
Quando esce
La serie debutterà coi primi due episodi su Sky Atlantic il 9 gennaio. Dal venerdì successivo andrà su Sky e NOW con un nuovo episodio a settimana, fino al 6 febbraio. E grazie a Sky Extra (il programma loyalty di Sky), per i clienti Sky da più di tre anni gli episodi saranno disponibili in anteprima on demand ogni martedì con Primissime.
La trama
Napoli, 1977. Pietro ha quindici anni, è cresciuto senza padre né madre, insieme ad una sorta di zia e ai suoi due figli e vive con loro in una condizione di estrema povertà. Tutto ciò che sogna è di poter fare un giorno la bella vita, avere una bella macchina, una bella donna al suo fianco. Ed è per questo che è da sempre affascinato da Angelo ‘A Sirena, il giovane re del quartiere. Angelo sembra avere tutto. È bello, affascinante, carismatico. Insieme ai suoi amici ha un negozio di vestiti americani frequentato da tutti i giovani della città e gestisce pure la bisca clandestina del quartiere per conto dei Villa, un’antica famiglia camorrista del centro che domina Secondigliano. Pietro vorrebbe essere come lui. Ecco perché, quando la bisca subisce una rapina, deciso a farsi notare, porta ad Angelo la prova decisiva che gli permette di consegnare i colpevoli e la refurtiva a Don Antonio Villa. Così facendo, il giovane Savastano entra finalmente nelle grazie del suo idolo e inizia a seguirlo nel suo ambizioso piano per conquistare il proprio spazio nel panorama criminale della città. Ma ben presto Pietro, Angelo e i loro amici si trovano a muoversi su un terreno accidentato, finendo per diventare l’ago della bilancia tra le forze in campo: Corrado Arena, il più importante contrabbandiere di sigarette della città, alleato con la mafia siciliana; e ‘O Santo, il giovane rampollo dei Villa, alleato con i francesi, disposto a qualunque cosa pur di essere il primo ad aprire finalmente Napoli al traffico di eroina. Mentre nell’ombra, un nuovo e spietato nemico, ‘O Paisano, sta muovendo i primi passi per assumere il controllo dell’intera città…
Pietro si trova così coinvolto in uno scontro feroce, scoprendo ben presto che quella vita che tanto aveva sognato porta con sé un lato oscuro che non aveva considerato. E quando per la prima volta conosce Imma, innamorandosene follemente, inizierà a chiedersi se è davvero quello ciò che vuole o se un futuro diverso è possibile.
I personaggi
Pietro (15) - LUCA LUBRANO. Cresciuto senza padre né madre insieme ad una sorta di zia e ai suoi due figli, vive con loro in una condizione di estrema povertà ai confini di Secondigliano. Tra piccoli furti e lavoretti, sogna una vita diversa: donne, auto, cene eleganti. Ma il suo desiderio più grande è diventare come Angelo ‘A Sirena, il re del quartiere. Quando entra nel suo mondo, però, scopre che dietro quella facciata luccicante si nasconde un lato oscuro e si chiede se quel sogno valga davvero la pena o se sia l’amore per una giovane Imma a potergli offrire la vera salvezza.
Angelo ‘A Sirena (25) - FRANCESCO PELLEGRINO. Bellissimo e magnetico, è tutto ciò che Pietro sogna di diventare: audace, carismatico, il vero re di Secondigliano. Gestisce una bisca, un negozio di abbigliamento americano e guida una Mustang blu e sembra invincibile. In realtà, è solo un sottoposto dei Villa, un’antica famiglia camorrista del centro di Napoli, che a lui lascia in gestione la periferia. Cresciuto con un vecchio zio dopo la morte dei genitori, Angelo è un uomo solo, che non desidera altro che emergere dal giogo dei Villa e che riconosce in Pietro la sua stessa solitudine ed ambizione.
‘O Paisano (35) - FLAVIO FURNO. Dal carcere dove è “ingiustamente recluso”, riesce a capire i bisogni dei detenuti, degli ultimi dimenticati dal sistema dei clan che li ha sfruttati e abbandonati, diventandone una guida. È ascoltato e rispettato come si fa con i profeti e nei corridoi del carcere raccoglie velocemente un esercito di affiliati che gli giurano cieca fedeltà. E grazie a sua sorella, Anna, il suo verbo raggiunge anche le strade di Napoli, dove le sue idee di un nuovo umanesimo camorrista iniziano a fare breccia, contro l’antico e superato sistema criminale.
Anna (35) - VERONICA D’ELIA. È la sorella di ‘O Paisano, ma per lei il boss non è solo un fratello, è una guida da seguire con cieca fedeltà. Come una voce che dal carcere di Poggioreale si allunga sulla città di Napoli, Anna diffonde il verbo di suo fratello e ne mette in atto i piani con lucida e spietata capacità strategica. All’apparenza innocua, Anna è destinata a diventare una figura con cui i boss di Napoli saranno costretti a fare i conti.
Imma Ajeta (15) - TULLIA VENEZIA. Figlia di due gioiellieri di Corso Secondigliano, Imma vive nella parte più ricca del quartiere e sta già pianificando di trasferirsi a New York per frequentare la scuola che ha sempre desiderato. Convinta che ogni sogno si possa realizzare, presto Imma si renderà conto che non per tutti è così. Perché non tutti hanno il privilegio di poter sognare, come la sua amica Annalisa, soggiogata dal marito, o Pietro, che è pronto anche a rinunciare a lei, pur di non trascinarla in quel mondo spietato da cui proviene.
Michele Villa (22) - RENATO RUSSO. Detto ‘O Santo, è l’erede al trono di una delle famiglie dell’aristocrazia criminale di Napoli, i Villa. Il padre, Don Antonio, è uno dei boss più importanti del centro storico e sotto al suo regno è suddito anche Angelo che gestisce per lui la provincia di Secondigliano. ‘O Santo è strategico, doppiogiochista, capace di sorriderti mentre ti stringe la mano e con l’altra ti pugnala, ma soprattutto ‘O Santo è ambizioso e mal sopporta di dover seguire la visione tradizionalista del padre. Lui il futuro lo vede già e farà di tutto per metterlo in pratica, anche alle spalle di Don Antonio, se necessario.
Corrado Arena (35) - BIAGIO FORESTIERI. È il re del contrabbando e senza di lui, a Napoli, nessuno si accenderebbe una sigaretta. In città è una leggenda: alla guida di un motoscafo non ha rivali, ha una villa a Posillipo da cui si domina il golfo di Napoli fino al Vesuvio e tutti i boss della città gli portano rispetto. Ma vuole di più e ben presto trova in Angelo un valido alleato per perseguire nuovi e ambiziosi progetti e riscrivere gli equilibri criminali della città in suo favore.
Annalisa Magliocca (21) - FABIOLA BALESTRIERE. La giovane Scianel, fiera e bellissima, ha poco più di vent’anni, ha già un figlio ed è sposata con un uomo molto più grande di lei, che la ritiene una sua proprietà da picchiare o da possedere a piacimento a seconda delle necessità. E Annalisa non ci può fare nulla, perché quell’uomo, suo marito, è un uomo che conta a Secondigliano ed è intoccabile. Nessuno l’aiuterà. E così si rifugia tra i suoi profumi, le sue essenze e qualche chiacchiera con la sua amica Imma, aspettando il giorno in cui tutto questo dolore finirà.
Manuele (Mattia Francesco Cozzolino), Lello (Antonio Del Duca), Toni (Junior Rancel Rodriguez Arcia) e Fucariello (Antonio Incalza) sono gli inseparabili amici di Pietro e insieme vivono le avventure più rocambolesche. Pietro è cresciuto sotto lo stesso tetto di Manuele Caputo (17), sveglio e con la risposta sempre pronta, e Lello Caputo (16), il fratello minore, che da sempre sogna di giocare a calcio in serie A. Oltre a questi due “fratelli” acquisiti, fanno parte del gruppo anche Toni (15), tanto generoso quanto spericolato, e Fucariello (9), un orfanello sempre alla ricerca di qualche guaio e di qualcosa da mettersi nello stomaco.
Note di produzione - Sky Studios
Dire Sky e dire Gomorra per tanto tempo ha significato dire la stessa cosa. Negli anni abbiamo poi esplorato nuove strade, raccontato nuove storie, dato vita a personaggi altrettanto memorabili, ma la saga della famiglia Savastano e la sete di potere di Ciro di Marzio sono il nostro DNA, la nostra storia, la nostra origine.
Con Gomorra non sono nate solo le serie Sky, è nata la nuova serialità italiana. Abbiamo fatto scoprire al pubblico che anche in Italia sapevamo fare le cose in grande, che anche il piccolo schermo poteva regalarci emozioni che tutti pensavano esistessero solo nella sala cinematografica. Ma non solo competere con i grandi racconti americani, abbiamo fatto qualcosa che non aveva mai osato nessuno: siamo scesi in un mondo scuro, inesplorato, e abbiamo scelto come protagonisti quelli che in qualsiasi altra storia sarebbero stati i più cattivi dei cattivi. Abbiamo scelto i dannati, e ne abbiamo raccontato l’odio, il rancore, la brama di potere e il dolore. E il pubblico li ha amati, non perché li difendessimo, ma perché erano veri, e forse perché qualcosa di loro ha parlato a tutti noi.
Potremmo stare ore a parlare di Gomorra, e lo abbiamo fatto, mentre la serie era in onda fino al suo epico finale, e dopo, per anni, quando dopo l’ultima stagione è rimasto vivo il desiderio di tornare a esplorare quelle passioni inarrestabili, quella vitalità maledetta, quei rapporti più forti del sangue. Quello che siamo lo dobbiamo a Gomorra, e per anni abbiamo cercato insieme a Cattleya e alla squadra con cui abbiamo costruito questa epica il modo di tornare in quel mondo, di tornare a casa. Fino a quando abbiamo trovato la storia giusta, scritta ancora una volta dalle sapienti penne di Maddalena Ravagli e Leonardo Fasoli. La storia delle origini del giovane Pietro Savastano, un ragazzo che più lontano dai grande boss della serie originale non potrebbe essere, in un mondo, quello della Napoli degli Anni Settanta, per molti versi incomparabile al contesto di Gomorra come la conoscete tutti.
Abbiamo rimesso insieme la squadra, e a dirigere un cast di giovanissimi volti nuovi, una scommessa vincente che come Sky abbiamo fatto tante volte, è tornato ancora una volta il nostro Immortale, Marco D’Amore, che nel ruolo di regista ha saputo fare da ponte tra la serie originale e questo nuovo prequel.
Come questo ragazzo così innocente è diventato il boss più spietato di tutti? E come questa città piena di vita è caduta nel baratro più profondo? Quali sono le origini del male, e cosa resta del bene quando si scontra con il potere e la violenza? Non vediamo l’ora di raccontarvelo.
A fine d'o juorno sta tutta ccà.
Nils Hartmann,
Executive Vice President Sky Studios Italia
Note di produzione - Cattleya
Tornare alle origini non è mai semplice. E se parliamo di Gomorra - La serie, diventata un vero e proprio fenomeno cult a livello globale, è forse da incoscienti. Ma, oltre ad amare il rischio perché ci rende più creativi, pensiamo che nulla sia veramente intoccabile; anzi avere l’opportunità di esplorare a fondo mondi così ricchi di storie e personaggi è un gran privilegio. Però serviva la storia giusta perché, quando ti confronti con un’eredità così importante, l’asticella è altissima. Ma la proposta fatta dagli autori ci ha convinto subito: una Gomorra che non fosse Gomorra. E le Origini è esattamente questo. Ci sono Pietro Savastano, Imma e Scianel, ma immersi in un mondo completamente diverso, in una Napoli lontanissima nel tempo, quella degli anni ’70 preterremoto, che ora non esiste più. Un racconto dove c’è spazio per il calore, dove si ride e si piange. In Gomorra - La Serie non succedeva mai. In questo nuovo capitolo ciò che muove i nostri personaggi non è il potere, ma il sogno di una vita migliore. Un sogno però che non a tutti è concesso o che magari è concesso, ma a carissimo prezzo. Mettere in scena un progetto in epoca così ambizioso, con così tanti personaggi, che a loro volta si fanno portatori di mondi profondamente diversi - da quello povero dei ragazzi, a quello scintillante dei piccoli criminali a quello della piccola borghesia, fino alla più alta aristocrazia criminale - è stato un lavoro complesso, capitanato abilmente da Marco D’Amore, e svolto in modo formidabile da tutti i reparti, che insieme al comparto produttivo hanno saputo ricreare un mondo visivamente potentissimo ed emotivamente avvolgente. Dove ogni dialogo, ogni personaggio, ogni dettaglio di scenografia e di costume sono curati in maniera millimetrica, per restituire allo spettatore un mondo tanto variegato quanto caldo, ma allo stesso tempo spietato, che si pone innanzitutto come obiettivo quello di restituire un senso di verità, che è da sempre il cuore pulsante di Gomorra, che sia ambientata ai giorni nostri oppure cinquant’anni fa.
Riccardo Tozzi,
fondatore di Cattleya
Note di regia
Napoli 1977. Napoli e le sue province. Nel 1977, nel quartiere Ises di Secondigliano, un bambino su sette muore per denutrizione e per le precarie condizioni igieniche. Scugnizzi e guagliuni scalzi nel fango, il colera del ’73, ‘o contrabbando de’ sigarette, le bische, le puttane e la malavita dei guappi. Il 21 gennaio del ’77 Jimmy Carter diventa presidente degli Stati Uniti, in Italia hanno inizio le trasmissioni televisive a colori, a Buenos Aires cominciano le manifestazioni pacifiche delle Madri di Plaza de Mayo e qualcuno in Ohio riceve segnali dallo spazio che collega ad intelligenze extraterrestri.
Secondigliano è un lungo corso di commerci e traffici, una piccola borghesia si unisce al popolo che tira a campare, un incremento demografico spropositato. Corso Umberto spacca in due questo mondo, da una parte una certa espansione edilizia, dall’altra la campagna e i ruderi, coi cessi sui ballatoi e le abitazioni senza acqua corrente. Là sta Pietro, coi compagni suoi. Là stanno i sogni e la rabbia che cresce con loro. Tra quelle case sgarrupate e i cani randagi, si alimentano la speranza e il desiderio dei poveri, la voglia di farsi valere, di diventare qualcuno. Diventare come Angelo. Angelo ‘A Sirena, un nome che sa di prodigio e mitologia, di ipnosi e meraviglia. Angelo biondo come gli angeli, Angelo e la macchina bella, i vestiti belli, le canzoni americane. Allora Pietro, Pietro e basta, Pietro senza cognome e con la fame, si attacca, si aggrappa, si appiglia coi denti a questa magia, ma scopre presto il trucco. Vede, coi suoi occhi, che cosa c’è dietro l’incantamento. Vede il sangue e sente il fischio delle pallottole, avverte lo spavento salire dallo stomaco e farsi saliva in bocca, teme di perdere quel poco che tiene, pure la vita, la vita stessa! Allora quando si fa sotto dalla paura, corre sotto al balcone di lei. Tira sassi per svegliarla. Grida il suo nome che da quando lo ha imparato non fa che ripeterlo. Quel nome che si bacia tra le labbra… Imma! E Imma viene, con gli occhi di Imma, e le parole che solo lei sa dirgli e ancora quegli occhi suoi grandi che lo incatenano, come e forse più del canto della Sirena. Alle origini del male e della camorra, del business e del Sistema, della droga e delle paranze, ci stanno loro. Ci stiamo noi e una storia che si fa paradigma di una città, sospesa tra bene e male, redenzione e condanna, violenza e bellezza. Contesa tra chi giudica e sentenzia e chi ancora vuole capire, comprendere. Attesa, ogni santo giorno a parlare e fare parlare di sé e che tanto fa rumore sempre, pure se sta zitta. Pure se, muta.
Marco D’Amore
A volte, in certe vite, c’è un istante preciso in cui tutto si spezza.
Nel dirigere i miei due episodi ho cercato proprio quello: dare luce a quei punti di frattura, quando la fragilità si apre come una crepa e lascia intravedere il futuro. È lì che nasce un destino nuovo, è lì che le emozioni diventano potenti, feroci e vere.
Lavorare con gli interpreti di questa serie è stata una fortuna, si sono consegnati alla scena senza filtri, senza paura. Attraverso di loro ho cercato immagini da scolpire, spiragli di verità in cui la vita entra di colpo e ti spiazza con le sue contraddizioni.
La durezza di un padre convinto di educare il figlio.
Un amore che prova a resistere, anche quando fa male.
Una pace armata, sempre sul punto di saltare.
I sogni allucinati di chi rincorre potere e libertà come fossero miraggi.
Un cortile in festa, pieno di anime disperate eppure così cariche di bellezza.
È stato un grande viaggio, partito da lontano e corso fino all’ultimo respiro. Potrò dire di aver vissuto negli anni ‘70, insieme a una troupe fantastica che ha affrontato splendidamente ostacoli grandi come onde in tempesta.
A capo di questo viaggio rocambolesco, abbiamo avuto un capitano unico, prima figlio e infine padre di questa serie divenuta leggendaria. Mi sono inserito sulla rotta che aveva tracciato nei suoi quattro episodi, cercando di onorarla, con l’obiettivo di approdare insieme in un nuovo mondo. A Marco il merito di averci portato lontano senza perdere nessuno per strada. Allo spettatore, ora, la visione di quanto abbiamo scoperto. Mettetevi comodi, Napoli è stupenda.
Francesco Ghiaccio
Note di sceneggiatura
Per tutti arriva un momento nella vita in cui, ritornando in un luogo dimenticato, riscoprendo una vecchia foto, ripetendo un gesto che ormai non ci apparteneva più, ci troviamo all’improvviso davanti a un giovane sconosciuto. Che ci giudica, senza capire noi e le nostre scelte, che ci guarda con malinconia e rimpianto, ma soprattutto con rabbia. Che ci domanda: come è stato possibile? Quale assurda catena di eventi e scelte ti ha portato così lontano da me? Abbiamo rivissuto gli ultimi istanti di Pietro Savastano, accanto alla tomba di Imma. Abbiamo immaginato che un attimo prima di morire non abbia più visto davanti a sé Ciro che premeva il grilletto, ma un ragazzino dal sorriso dolce, i capelli castani lunghi alle spalle spettinati al vento, gli occhi luminosi e pieni di speranza: sé stesso a sedici anni. E allora abbiamo deciso di interrogarlo, quel ragazzino, di seguirlo mentre si muove quasi a passo di danza insieme ai suoi fratelli elettivi e alla giovanissima Imma nella Napoli della fine degli anni ’70, piena di musica, di promesse di cambiamento, modernità e libertà per tutti. Lo abbiamo guardato affacciarsi al mondo degli adulti con la fretta bruciante degli orfani, ma senza capirne fino in fondo le regole e con ancora l’illusione di poterle cambiare. E il racconto struggente dell’adolescenza di Pietro e Imma che si consuma è al tempo stesso anche il racconto di una adolescenza criminale della camorra napoletana. Un mondo in cui le droghe di “distruzione di massa” sono ancora un orizzonte lontano e dove le famiglie reggenti dei rioni storici e dell’emergente Secondigliano sostentano il loro popolo grazie al contrabbando di sigarette. Un mondo e un ragazzino adolescenti, fotografati nel momento in cui stanno per essere travolti da due fattori impossibili da prevedere, l’arrivo dell’eroina a Napoli e il sogno folle di un visionario carismatico che cambierà tutte le regole del gioco. E il cambiamento – a differenza di quanto tutti noi insieme a Pietro crediamo a sedici anni – è impossibile da governare.
Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli
Casting
Quando ho ricevuto la chiamata per Gomorra – Le Origini è stato per me un invito a tornare nella casa dove son cresciuto, ma con una nuova e ambiziosa sfida: rinnovare ciò che sembrava concluso, partire con un nuovo inizio, ma nel solco dei padri.
Negli anni di Gomorra – La Serie ho attinto, esplorato, razziato il bacino attoriale campano, ma la generosità di questa terra non conosce fine e, nonostante il timore di non riuscire, ho abbracciato la sfida con la fiducia che Napoli mi avrebbe aiutato.
Seguendo l’esempio dell’iter che Laura Muccino aveva ideato per la prima stagione di Gomorra – La Serie, ho formato una squadra che mi permettesse di esplorare il territorio in tutti i suoi meandri.
Con i miei meravigliosi collaboratori Alessia Foraggio ed Egidio Giordano abbiamo visitato le accademie, le piccole scuole di recitazione, abbiamo esplorato le piazze e i vicoli della città, mappando il territorio e avendo il grande privilegio di poterlo documentare.
La sfida nelle sfide è stata esplorare una nuova generazione di aspiranti attori che è cresciuta guardando la serie madre e che inevitabilmente ne conosce stilemi e linguaggio.
Proprio per questo la scelta iniziale è stata quella di fare una prima scrematura con dei testi diversi, che non rimandassero all’universo di Gomorra, per loro così riconoscibile.
Questo ci ha permesso di osservarli con una lente diversa, costringendo anche noi ad uno sforzo di immaginazione e di allontanamento dalla strada maestra.
“L’unico modo di onorare i propri maestri è tradirli” ed è ciò che credo abbiamo fatto, col rispetto di non voler andare in sovrapposizione, bensì in approfondimento.
Soprattutto nella ricerca degli attori che dovevano incarnare i personaggi storici. Per questo sento di dire che ciò che ci ha condotto alla scelta di Luca Lubrano per Pietro è il carisma di un futuro capo che però vive la purezza e l’ingenuità dei suoi anni; in Tullia Venezia per Imma la forza leonina in fieri di una ragazza pronta a diventare donna e accettare la sua natura; e in Fabiola Balestriere per Scianel la capacità affabulatoria e il farsi trovare pronta alle sfide enormi che la vita le presenta. Non una semplice somiglianza estetica, ma una vicinanza di animo e carattere.
Ma, oltre a loro – e insieme a loro - tutto il cast è un universo variegato, vivo e pulsante di umanità e interpreti di grande talento, che Gomorra – Le Origini mi ha dato la possibilità di esplorare e conoscere e verso cui sono eternamente debitore.
Davide Zurolo
Scenografia
Napoli 1977: una città che è un mondo. Vissuti lontanissimi che si scontrano nelle dinamiche di tutti i giorni: i reietti, i poteri forti, la gioventù che sogna e reclama emancipazione. Il production design di Gomorra - Le Origini parte da questi contrasti, lavorando sulle emozioni dei personaggi, sulle loro intensità, sullo spaesamento che gli ambienti generano quando accolgono diversità sociale e culturale. In totale discontinuità con le ambientazioni del racconto contemporaneo, la serie affonda l’immaginario in un passato remoto, nel mito, nel buio e nel colore dei ‘70 napoletani. Da un lato i luoghi degli adulti, scuri e maschili, celebrano arroganza ed esibizione di potere; dall’altro ambienti poveri e dimessi sottolineano la grande dignità di donne che sorreggono vita e speranza delle nuove generazioni. Tutti luoghi che si portano dietro il peso del Novecento: colori desaturati nelle gamme dei marroni, luci deboli, ambienti grandi con pochi oggetti carichi di tradizione. Qui si svolge la storia di Pietro e i suoi amici Lello, Manuele, Toni e Fucariello. Il loro palazzo è un habitat, un edificio semicrollato in cui si affastellano le generazioni, la solidarietà, il diritto a ridere e a giocare. In questo territorio al limite, dove la campagna sta per fare posto alle grandi periferie di cemento, si irradia corso Secondigliano. Un asse che comincia ad affollarsi di negozi e attività, di interessi e denaro. Qui Napoli vuole essere internazionale, i negozi sono quelli di una città metropolitana che si scrolla di dosso il suo passato. Qui Angelo ‘A Sirena e i suoi aprono un negozio di vestiti usati, che ibridano in uno spazio glamour attraverso superfici lucide, rossi brillanti, glitter e vanità. Un tunnel dai soffitti bassissimi che comprime la tensione del racconto ed esprime la forza e il coraggio dell’ambizione di Angelo: non è design bensì potenza, volontà di azione con cui i nostri hanno trasformato un vecchio magazzino nel loro spazio - negozio - quartier generale, carico delle trasformazioni estetiche e sociali di oltre frontiera. Nella bisca, invece, altro luogo fondamentale della serie, Pietro e i suoi amici compiono il loro primo ingresso nel mondo degli adulti, un mondo vietato ai minori: dove le luci puntiformi fendono il fumo dell’ambiente e scivolano sull’alta boiserie laccata, opacizzata dal tempo e dall’usura. Infine il carcere: qui la maestosità dello spazio è stata declinata a suggerire misticismo e astrazione, a percepire la religiosità del nuovo verbo che ‘O Paisano sta diffondendo tra le sbarre.
Fabrizio D’Arpino
Location
Uno dei protagonisti di Gomorra – Le Origini è la Napoli anni '70, solcata da grandi cambiamenti socioeconomici e culturali. Napoli custodisce le caratteristiche delle epoche che l’hanno attraversata e questo ha ispirato la scelta di ambientare dal vero la nostra serie, senza avvalersi di ricostruzioni in teatro.
Possiamo idealmente suddividere i mondi della serie in cinque macro-location: Pietro e i suoi amici abitano Palazzo Caputo, una masseria della Scampia rurale degli anni ‘70. A San Giovanni a Teduccio abbiamo trovato un edificio perfetto, rimasto fermo nel tempo. Qui, attraverso importanti adattamenti scenografici, abbiamo ricreato un mondo fatto di piccoli spazi destinati alla condivisione: bagni e cucine, espressione di un’epoca misera, dove è il senso di comunità l’unica salvezza di chi vi abita.
Angelo ‘A Sirena appartiene invece alla zona urbana di Secondigliano, dove gestisce con i suoi amici una bisca clandestina all’interno del Bar America - ricreato in una storica piazza della città di Nola - e un negozietto glam di abiti usati provenienti dagli Stati Uniti, ricostruito sempre a San Giovanni a Teduccio.
Le vite di Imma e Annalisa si snodano invece lungo Corso Secondigliano, la parte più ricca del Rione, storicamente sede di attività commerciali e palazzi nobiliari. Per ricreare la gioielleria della famiglia di Imma abbiamo individuato un negozio dismesso nel centro del Corso San Giovanni a Teduccio, allestendo anche le attività limitrofe.
La famiglia Villa, il clan che controlla Napoli e Secondigliano, invece, ha la sua roccaforte nel centro della città: palazzi nobiliari, stradine anguste, grotte sotterranee, luoghi quasi senza via d’uscita che fanno da sfondo a traffici illeciti e fughe rocambolesche.
‘O Paisano vive il suo arco narrativo interamente all’interno del Carcere di Poggioreale. Per queste riprese abbiamo individuato una struttura dismessa nel Comune di Santa Maria Capuavetere (ex Carcere, divenuto per un breve periodo sede dell’Università), che mantiene ancora intatta la configurazione detentiva.
Infine, abbiamo la location naturale per eccellenza: il mare, con la sua grande forza di racconto. Le navi cargo che sfiorano il porto di Torre Annunziata sono state riprese dal vivo, così come le baia di Bagnoli, incastrata tra i suoi mostri di cemento e i paesaggi costieri, il promontorio di Nisida e Portici.
Un lavoro complesso, agevolato dalla collaborazione con le istituzioni locali che hanno consentito l’allestimento di imponenti impianti organizzativi e scenografici, necessari per le scene d’azione e tutte le sequenze con centinaia di figurazioni e mezzi d’epoca.
Katia Franco, organizzatrice generale
Costumi
Sono state tante le sfide di costume affrontate su Gomorra - Le Origini, prima fra tutte quella di raccontare gli anni ‘70.
Il lavoro di ricerca storica sulla documentazione è stato lungo e ossessivo, e fondamentale per acquisire una conoscenza profonda di quegli anni, delle forme, dei colori, delle vestibilità.
Importante non solo per restituire autenticità al lavoro, ma anche per riuscire a dotarci di quegli strumenti di rottura che ci hanno poi permesso di prenderci alcune licenze nella narrazione del costume che alcuni personaggi richiedevano.
Un’altra sfida è stata quella di raccontare mondi radicalmente differenti all’interno di una stessa epoca, scegliendo di farlo anche attraverso l’uso del colore, abbandonando il nero e aderendo alla ricerca di una più vivace policromia.
Il mondo arcaico e povero in cui si snoda l’adolescenza del giovane Pietro Savastano e dei suoi amici è dominato dai marroni e dai beige, dai tessuti sporchi e invecchiati, in cui tuttavia fanno incursione i colori più vivaci dell’infanzia e dell’innocenza, i colori primari, i rossi, i blu, i gialli, i verdi.
Il mondo dei giovani uomini di Secondigliano, ambiziosi, irriverenti, è proiettato nel futuro e nella moda del futuro: è il mondo di Angelo, bello, affascinante, assomiglia a un cantante rock, si veste di pelle, usa i viola, i bordeaux, li mischia con i gialli e con le fantasie più psichedeliche.
Il mondo dei vecchi boss napoletani invece è antico e solido, fatto di regole e di gerarchie, dove l’eleganza nell’accezione più classica del termine è il leitmotiv.
E infine, il mondo piccolo borghese, quello di Imma e dei suoi genitori, rimasto bloccato nelle forme e nei colori tenui e classici, fatto di verde salvia, di bianco panna, di rosso mattone, dei blu e delle fantasie collegiali.
Olivia Bellini
Musica
Un'epica delle emozioni senza tempo.
La genesi musicale di Gomorra – Le Origini è scaturita da una riflessione: quali sonorità musicali creare per la nascita quasi mitologica di una storia il cui epilogo è già noto al pubblico?
L'intenzione, realizzata e condivisa con Marco D'Amore, è stata quella di non ancorare la musica originale alle sonorità degli anni ‘70 in cui si svolge l'azione – quel compito è stato delegato esclusivamente ai brani di repertorio – ma lasciare alla colonna sonora il compito evocativo di narrare l'epica delle emozioni dei protagonisti e la storia di una città in continuo cambiamento.
La cifra stilistica della musica originale nasce, dopo la lettura delle sceneggiature, con la scrittura di due lunghe suite da cui si sviluppano i brani che si muovono tra epica, intimità, azione e tensione. Si è scelto di scandire i momenti più intimi con poche note di chitarra elettrica, immerse in sonorità elettroniche. Elettronica che ritorna anche in forme differenti, angoscianti, dalle ritmiche incalzanti e che si fonde con strumenti acustici e dalle influenze mediorientali, come l’oud e la chitarra classica.
Un elemento cardine è il tema principale ("Origini" di Marco D'Amore), che funge da leitmotiv sia in forma orchestrale pura – per restituire un senso di grandezza o come uno “scherzo” che dipinge l’allegria di un’infanzia cresciuta nella miseria – che in forma orchestrale contaminata da inserti elettronici finali, a raccontare l’ascesa di nuove forme di potere.
A completare la composizione, frammenti di voci femminili ancestrali punteggiano la narrazione musicale, citando melodie che richiamano un passato ideale e senza tempo, aggiungono profondità alla dimensione emotiva.
Pasquale Catalano
Cast
- LUCA LUBRANO (Pietro Savastano)
- FRANCESCO PELLEGRINO (Angelo ‘A Sirena)
- FLAVIO FURNO (‘O Paisano)
- TULLIA VENEZIA (Imma)
- FABIOLA BALESTRIERE (Annalisa Magliocca)
- ANTONIO BUONO (Mimì)
- CIRO BURZO (Tresette)
- LUIGI CARDONE (‘A Macchietta)
- MATTIA FRANCESCO COZZOLINO (Manuele)
- ANTONIO DEL DUCA (Lello)
- JUNIOR RANCEL RODRIGUEZ ARCIA (Toni)
- ANTONIO INCALZA (Fucariello)
- VERONICA D’ELIA (Anna)
- RENATO RUSSO (‘O Santo)
- CIRO CAPANO (Don Antonio Villa)
- BIAGIO FORESTIERI (Corrado Arena)
- VERONICA D’ELIA (Anna)
Cast tecnico
- Regia di MARCO D’AMORE (EP. 1-4), FRANCESCO GHIACCIO (EP. 5, 6)
- Una serie creata da LEONARDO FASOLI, MADDALENA RAVAGLI, ROBERTO SAVIANO
- Tratta dal romanzo “Gomorra” di ROBERTO SAVIANO Edito da ARNOLDO MONDADORI EDITORE
- Soggetti di serie e di puntata di LEONARDO FASOLI, MADDALENA RAVAGLI, ROBERTO SAVIANO
- Sceneggiature di LEONARDO FASOLI, MADDALENA RAVAGLI, MARCO D’AMORE
- Supervisione artistica MARCO D’AMORE
- Casting DAVIDE ZUROLO (U.I.C.D.)
- Aiuto Regia GIAIME GRIECO, FABRIZIO IMPARATO
- Stunt Coordinator ALESSANDRO BORGESE
- Supervisore SFX LUCA RICCI
- Post-produzione SIMONA DE LAURENTIIS
- Suono in presa diretta CLAUDIO BAGNI
- Scenografo FABRIZIO D’ARPINO
- Costumista OLIVIA BELLINI
- Musiche PASQUALE CATALANO
- Montaggio PATRIZIO MARONE (AMC)
- Fotografia VITTORIO OMODEI ZORINI (EPS.1-4), MATTEO CARLESIMO (EPS.5, 6)
- Organizzatrice Generale KATIA FRANCO
- Responsabile Sviluppo Sky Studios EMANUELE MARCHESI
- Produttore Esecutivo MATTEO DE LAURENTIIS
- Produttori Esecutivi Sky Studios NILS HARTMANN, CHIARA CUCCI
- Una produzione SKY STUDIOS
- Una produzione CATTLEYA in collaborazione con BETA FILM
- Prodotta da RICCARDO TOZZI, GIOVANNI STABILINI, FRANCESCA LONGARDI, GIULIA FORGIONE