Yellowstone 3, la recensione del finale di stagione

Serie TV sky atlantic

Linda Avolio

Ecco cos'è successo negli ultimi due episodi, il nono e il decimo, della terza stagione di 'Yellowstone' (la serie è disponibile on demand e in streaming su NOW TV). ** ATTENZIONE: SPOILER **

Yellowstone 3, cos'è successo nel nono episodio

Il penultimo episodio di Yellowstone 3 si apre con Colby che ricuce (o meglio, graffetta…) la faccia alla povera Teether dopo l’assalto nel fiume a opera di Wade Morrow e figlio. Ci scappa anche un bacio, finalmente! Chi la dura la vince, direbbe la mandriana texana (ovviamente in maniera più colorita), peccato che questa piccola vittoria sia arrivata dopo un momento veramente da incubo. Lontano da lì, Walker è nei guai: non appena fuori dal locale in cui si è esibito, infatti, viene catturato da Rip e Lloyd, che lo riportano di forza al ranch.

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Ancora ammaccata dopo l’impresa del giorno precedente, Monica manda tutto al diavolo e resta a letto, d’altronde l’estate non è ancora finita. Poi, dopo aver parlato con Kayce, decide di assecondare la sua proposta di non iscrivere Tate a scuola per l’anno che verrà: le lezioni “classiche” potrà dargliele lei, mentre le lezioni “di vita” (cioè quelle relative al ranch e a come si sta al mondo in quella precisa parte di mondo) gliele darà suo nonno. Tanto alla fine sarà lui a ereditare l’impero di famiglia, dunque è bene che impari quanto prima come gestirlo.

 

Intanto Rip e Lloyd sono tornati, e giustamente chiedono spiegazioni a Kayce sul perché Walker sia ancora vivo. Beccato. Long story short, il mandriano cantautore non si è potuto allontanare troppo perché doveva rendersi reperibile alle forze dell’ordine (per non tornare in galera), ecco perché non se n’è andato in un altro Stato. Le opzioni ora sono due: ucciderlo subito, oppure ridargli il suo vecchio lavoro, ma solo dopo che avrà dato prova di sé (cioè dopo che avrà fatto qualcosa per cui potrà essere ricattato). Fortunatamente per Walker, a decidere è Kayce.

 

Ormai è guerra con la Market Equities, e Roarke Morris ordina ai Morrow di provocare in maniera pesante Dutton: servono i danni per fare causa per danni. Mentre Colby e Teether fanno ritorno alla baracca, John fa colazione con suo nipote, amante dei cereali soffiati al cioccolato. Per la gioia dello chef, che è tipo dalle cinque del mattino che è ai fornelli… Questo momento di pace dura però pochissimo. Kayce e Rip gli raccontano cos’hanno fatto i Morrow, e quel punto Dutton dà l’ordine al suo vice: c’è bisogno di controbattere. E c’è anche bisogno che Wheeler gli riporti quella cosa che Wade ha ma che appartiene a lui.

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Intanto Jamie va a trovare il suo vero padre, Garrett randall, che vive in una piccola e disastrata proprietà in mezzo al nulla e che si mantiene facendo il saldatore. C’è imbarazzo nell’aria, e c’è anche un po’ di tensione, ma il personaggio di Wes Bentley vuole la verità, ne ha bisogno, altrimenti non saprà mai chi è veramente. E la verità, durissima, arriva. Randall gli dice che sia lui che sua madre da giovani erano sempre fattissimi, e che lei era solita vendersi per la droga. Per questo motivo lui l’ha uccisa. E in fondo sembra proprio che gli abbia fatto un favore.

 

Quando Beth arriva ufficio ha una brutta sorpresa: alla sua scrivania è seduta Willa Hays. La Market Equities, infatti, si è praticamente comprata la Schwartz & Meyer, e lei è licenziata. Il problema vero, però, è che insieme alla società Hays ha “guadagnato” anche tutte le terre acquistate da Miss Dutton fino a quel momento…le terre che sarebbero dovute servire da "cintura di sicurezza" per il ranch… Beth non si lascia impressionare – incassare un colpo non è da lei –, e ribatte a tono prima di andarsene. Willa è sempre più colpita: quella donna le ha dato tante grane, ma cavolo se le piace!

 

I mandriani imbracciano i fucili e si preparano ad andare a caccia. Per Mia e Laramie è arrivato il momento di levare le tende: la prima è quantomeno perplessa (quel posto sta cominciando a perdere il suo fascino…), mentre la seconda, che ha adocchiato Walker, non sembra farsi troppe domande. Usando il cowboy cantautore come esca, i Morrow finiscono in trappola: Wade viene preso al lazo da Rip, mentre suo figlio si mette a inseguire Lloyd nella boscaglia, ma cade da cavallo a causa di un ramo e si spacca la testa su un sasso.

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Suo padre viene legato per il collo a un albero, ed è chiaro: non se ne andrà via con le proprie gambe. La prova, l’assicurazione, che Walker deve dare a Wheeler è semplice: deve riprendere quello che appartiene a John, cioè il marchio sul petto del vecchio mandriano. Prima di farsi scuoiare, però, Wade canta: ad assoldarlo è stato un certo Roarke della Market Equities. A cose fatte, Rip avvisa gli altri: volevano la vendetta, e l’hanno avuta, ma ogni vendetta ha un prezzo. A cena, Kayce fa l’errore di parlare di lavoro, e Beth non ci pensa cinque secondi prima di sputare un velenoso “Mi hanno licenziata.” Ormai è tardi per fare finta di essere una grande famiglia felice, così si alza e se ne va. Meglio sbollire altrove. Anche Monica e Tate si dileguano. Dutton guarda il figlio e gli dice solo una cosa: ecco per quale motivo a tavola non si parla di affari.

 

Sul portico, davanti a un tramonto spettacolare, John dona un’altra perla di saggezza al suo figlio minore: la vita è ingiusta, ma col diavolo non si può ragionare, semplicemente bisogna imparare a essere più cattivi di lui. A notte inoltrata, di fronte al fuoco nel bosco, Ryan, Colby e Teether si lasciano marchiare da Rip. Ora il loro destino sarà legato per sempre a quello del ranch. Intanto Lloyd va a scaricare i cadaveri dei Morrow nel solito posto. Walker, che lo accompagna, vuole sapere perché proprio lì. Semplice: perché quella zona è praticamente disabitata. Sui cadaveri che si trovano in fondo a quel burrone è stato costruita quella parte del west...basta solo fare attenzione a non finire in cima alla pila...

Yellowstone 3, cos'è successo nel decimo episodio

Il finale della terza stagione di Yellowstone ci riporta un po’ agli inizi, al marchio. Con gli occhi di Mia, occhi dallo sguardo inorridito, ci ritroviamo nel bagno della baracca, con i nuovi marchiati intenti a medicarsi il petto. Sì, è veramente arrivato il momento di cambiare aria, anche se Laramie ha passato una nottata alquanto divertente con Walker (e Lloyd di sicuro si starà mangiando le mani per non averlo fatto finire nel burrone insieme ai Morrow…).

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Jamie va nuovamente a trovare Garrett, e da lui viene a sapere che ha qualche familiare in giro per il Paese: un fratellastro, un paio di cugini, e un nonno ultracentenario a Fargo, la conferma del fatto che la gente cattiva vive a lungo. Randall gli parla della notte dell’omicidio della madre, di lui affamato e attaccato a una pipa da crack, e di lei “piegata sul lavandino davanti a un grassone.” Un’immagine ben poco edificante, non c’è che dire. La prigione è stata dura, prosegue l’uomo, ma almeno è servita a salvare lui, a dargli una seconda chance. Alla domanda “John Dutton ti ha voluto bene? Ti vuole bene?” Jamie però va in crisi. Per Garrett non ci sono dubbi: quell’uomo ama solo il suo ranch. Il personaggio di Wes Bentley, questa è l’amara constatazione, è stato cresciuto solo per quello, per fare gli interessi dell’impero. Randall gli mette la pulce nell’orecchio: gli imperi si conquistano in un solo modo, uccidendo il Re. E lui ha già ucciso, glielo legge negli occhi… Uccidere d’altronde, è il loro unico dono, a quanto pare…

 

Mentre Monica si lamenta per il fatto che Kayce è sempre impegnato e che non è mai a casa – lui però adora il suo nuovo ruolo, adora lottare per qualcuno, non per qualcosa –, John e Beth si preparano per il fatidico incontro con la Market Equities, il procuratore generale, e la governatrice Perry. Prima di andare in battaglia, il personaggio di Kelly Reilly chiede a quello di Cole Hauser cos’è successo quella notte…e quanti uomini ha ucciso nel corso degli anni. Rip inizialmente è restio, ma poi decide di parlare. Non scende nei dettagli, e a Beth va bene, comunque ammette di aver fatto cose che andavano fatte, e di averle fatte svariate volte. Poco male: per Miss Dutton non c’è giusto o sbagliato, non c’è buono o cattivo, ci sono solo l’amore e la distruzione totale di chi prova a ferire chi si ama. E questo è quanto.

 

Intanto Morris, dressed to kill, non riesce a mettersi in contatto con Wade. E noi spettatori sappiamo bene perché. C’è di più: Rip dice a Dutton che Morrow ha fatto il nome di un certo Roarke che lavora per la Market Equities. Mentre Kayce si lascia accarezzare dall’idea di essere il nuovo governatore del Montana – tre pezzi grossi dell’associazione degli allevatori lo sosterranno, finalmente c’è qualcuno che pensa veramente a loro e ai loro interessi –, Rainwater e Angela Bluethunder hanno un interessante scambio di opinioni. Per farla breve, anche la tosta avvocata desidera che il loro popolo torni in possesso della loro terra ancestrale, ma, ne è sicura, ciò non potrà avvenire per opera di Thomas, troppo legato all’inutile concetto di moralità. C’è la vittoria, e c’è la sconfitta. Nient’altro. 

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Mia “redarguisce” Jimmy e gli dice senza troppi giri di parole che i marchi si fanno alle bestie, non alle persone. Poi, prima di andare a esibirsi, gli dà un aut-aut: o Dutton, o lei. Se proprio vuole appartenere a qualcuno, che appartenga a lei. Jimmy ha paura, non lo nega, ma muore dalla voglia di tornare in sella e di sentirsi nuovamente libero, così alla fine sceglie Mia, sceglie l’amore, sceglie il rodeo. Tornato al ranch sale in groppa a un cavallo scalciante…e cade a terra, battendo nuovamente la testa. Si rialzerà?

 

Ed eccoci dunque al famigerato incontro. Willa Hays purtroppo deve congedarsi prima del previsto: a quanto pare è trapelata una notizia che la coinvolge, e lo scandalo è dietro l’angolo. “Incassa questo, brutta stron*a!” le dice Beth per salutarla. Mai mettersi contro Miss Dutton. Tornando alla proposta della Market Equities, Roarke – finalmente John ha una faccia da associare a quel vile nome – spiega alla governatrice Perry che è tutto a posto, le concessioni sono in regola e sono state approvate dai relativi enti, e i finanziatori sono pronti a investire. Per il Montana praticamente si tratterebbe di un upgrade a costo (quasi) zero, un’occasione imperdibile per l’economia della zona e dello Stato. Ma c’è un ma: il terreno dove dovrebbe sorgere l’aeroporto è di Dutton, e lui non vuole vendere.

 

Ed ecco che Jamie sgancia la bomba: la procura per il ranch fatta redigere da Beth è valida soltanto nello stato dello Utah, dove è stata registrata, quindi lui, in qualità di procuratore del Montana, ha l’autorità per approvare la vendita, vantaggiosa sia per lo Stato, sia per le casse della sua famiglia. John prova a opporsi, ma oltre al figlio traditore si trova contro Lynelle, che gli dice senza mezzi termini che se dovesse arrivarle una richiesta formale a quel punto avrà le mani legate e sarà obbligata a concedere l’espropriazione, con tutte le conseguenze del caso. Ormai non si tratta più di scegliere: ormai ci sono solo opzioni.

 

Finalmente interviene Angela, che dice senza mezzi termini che quel progetto avrà un impatto ambientale devastante, e che loro si opporranno con una class action. Si vedranno in tribunale, questo è certo. Thomas propone a John di unirsi a loro: tanto ormai cos’ha da perdere? Dutton, costretto a incassare un tradimento di dimensioni epiche, se ne va lanciando un neanche tanto velata minaccia a Morris (“Hai perso i cagnolini? Pensi di poter vincere a questo gioco, ma non conosci neanche le regole. Non preoccuparti, te le insegno io…”). Lo sguardo di disprezzo di Beth riempie la stanza, poi Jamie, rimasto solo con la governatrice, confessa di non aver preso quella decisione per suo padre, ma per sé stesso. Da lì in avanti farà tutto solo e soltanto per sé stesso.

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In macchina, Angela mette la pulce nell’orecchio a Rainwater: lui e Dutton non sono e non saranno mai amici, questa potrebbe essere l’occasione giusta per liberare la terra e uscirne pulito, perché non approfittarne? Thomas risponde senza esitazione: lui non è un criminale. Ma l’agguerrita avvocata – che, proprio come Beth, è una fan del mantra “il fine giustifica i mezzi” – lo incalza: proteggere la loro casa è un dovere, e poco importa se ciò significherà infrangere le leggi che sono state imposte dall’alto, perché gli Stati Uniti d’America quelle leggi le hanno confezionate per sé stessi, non per gli altri. Ci sono le regole per gli schiavi, e le regole per i padroni: Rainwater cosa sceglierà, la pace codarda o l’onorevole guerra? Scopriamo finalmente cos’è successo a Willa. A quanto pare è arrivata una soffiata anonima che l’accusa di cattiva condotta professionale, un evidente atto di sabotaggio, e sappiamo bene da chi è partito. Hays ha raggiunto il limite, e dà il nulla osta a Morris: è arrivato il momento di giocare veramente sporco.

 

Mentre Rip, con le lacrime agli occhi, recupera dal corpo della madre l’anello che regalerà a Beth, John si ferma ad aiutare una signora californiana rimasta ferma a causa di una gomma bucata. Con pazienza, Dutton prende la ruota di scorta e si mette all’opera, coinvolgendo anche il figlio della donna, che però dimentica i bulloni nel posto dov’è andato a fare pipì. Succede tutto nel giro di pochi secondi. Mentre il bambino va a recuperare i bulloni, passa un furgoncino. Il guidatore chiede conferma dell’identità del buon samaritano: sì, si tratta di John Dutton. Poi parte una scarica di pallottole. Il personaggio di Kevin Costner viene colpito ripetutamente, e anche la sfortunata turista, che muore sul colpo.

 

Nel frattempo, due individui armati fanno irruzione nell’ufficio di Kayce, che però ha la prontezza di ribaltare la scrivania e ripararsi. Dall’altra parte del telefono, Monica ascolta terrorizzata. Non è finita qui: mentre sta facendo gli scatoloni nel suo ex ufficio, Beth scopre dalla sua assistente che è arrivato un pacco per lei. Un pacco con dentro una scatola, strano. Miss Dutton fa appena in tempo a urlarle “Non toccarlo!!”, ma ormai è tardi: BOOM. L’esplosione polverizza i vetri delle finestre e fa tremare l’intero palazzo.

 

Di ritorno al ranch, Rip prova a chiamare Dutton, Beth e Kayce, ma nessuno gli risponde. Riesce a mettersi in contatto con Jamie, che però gli dice che è meglio non sentirsi più. Di male in peggio: Wheeler è costretto a sparare a un cavallo morente già preda dei corvi. Una cosa che detesta con tutto sé stesso, è meglio sparare alle persone che ai cavalli. E non è finita: oltre la collina, in cielo ci sono degli avvoltoi che volano in cerchio. Sì, sembrerebbe proprio che stia morendo tutta la ca**o di valle, non c’è che dire. Eppure il finale di Yellowstone 3 si chiude con una (piccola, piccolissima) nota di speranza: John, infatti, è ancora vivo. Quel telefono tanto odiato, quello smartphone che in genere è solo portatore di cattive notizie, ha fermato il proiettile che l’avrebbe sicuramente mandato al Creatore. “Ca**o! A qualcosa è servito!” sono le ultime parole del personaggio di Kevin Costner, quantomeno per ora. 

Yellowstone 3, il commento al finale di stagione

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E’ un finale “col botto” quello della terza stagione di Yellowstone, metaforicamente ma anche letteralmente. Ci riferiamo ovviamente al pacco bomba ricevuto da Beth, ma anche alle aggressioni armate ai danni di Kayce e John. Dutton è rimasto ferito, però si è salvato, ironia della sorte proprio grazie a quel telefono portatore solo di cattive notizie, dunque nella quarta stagione (attualmente in produzione) sicuramente rivedremo il buon Kevin Costner, anima e volto della serie.

 

Non possiamo essere invece così certi di rivedere Luke Grimes e, soprattutto, Kelly Reilly, purtroppo. Ritorno assicurato per Wes Bentley e per il suo Jamie, il "Giuda del Montana," ma anche per Cole Hauser (forse sarà proprio lui a trovare John, non dimentichiamo che ha avvistato gli avvoltoi in cielo). Di sicuro, se Beth dovesse essere morta Rip farà fuoco e fiamme, inutile dirlo. Resta in sospeso anche Jimmy, caduto nuovamente da cavallo. E’ brutto da dire, ma è pressoché certo che almeno uno dei personaggi dal destino in bilico non farà parte di Yellowstone 4, è bene che cominciamo a farcene una ragione. Per adesso, però, fare previsioni è veramente difficile.

 

Se il nono episodio è in buona parte dedicato alla vendetta dei mandriani e ci prepara a ciò che vedremo di lì a poco, il decimo, il gran finale, è ovviamente quello della resa dei conti tra Dutton e la Market Equities. Lo scontro arriva, ed è brutale. Dopo aver scoperto di essere stato adottato, Jamie, infatti, abbandona ogni ritegno e decide di andare contro il volere di suo padre (di quello adottivo, s’intende). Non c’è che dire: il personaggio di Wes Bentley sarà probabilmente il più odiato dai fan della serie, però quantomeno in questa stagione ha fatto un salto in avanti da un punto di vista di crescita personale. In sostanza, Jamie ha finalmente “tirato fuori gli attributi,” peccato che abbia deciso di farlo per tradire, di nuovo, la sua famiglia.

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Molto interessante la scena in cui a Kayce viene proposto di candidarsi come prossimo governatore del Montana. Il personaggio di Luke Grimes ha passato mezza stagione a ripetere di non essere un politico, ma adesso sembra che le cose stiano per cambiare. Sempre se sopravvivrà, è chiaro. Purtroppo sottoutilizzata ma sicuramente d’impatto Angela Bluethunder, una guerriera che ha studiato il nemico da vicino e nei minimi dettagli e che ora è pronta a combattere in prima linea per restituire al suo popolo ciò che gli spetta di diritto, arrivando addirittura a suggerire a Rainwater se non l’omicidio “attivo” quantomeno l’omicidio “passivo” di Dutton. Che i bianchi si ammazzino tra di loro, di sicuro lei non piangerà.

 

Rispetto al finale della S02 – “aperto ma non troppo” –, l’ultimo episodio della S03 di conclusivo non ha veramente niente, anzi, lascia TUTTO in sospeso. La sensazione è che in realtà la terza e la quarta stagione siano state concepite, quantomeno idealmente, come un blocco unico da mandare in onda in due parti, e l’annuncio del prossimo arrivo di una serie prequel, Y:1883 (ve ne abbiamo parlato qui), e di uno spin-off ambientato in Texas (ve ne abbiamo parlato qui) porterebbe a pensare che il quarto capitolo di Yellowstone sarà quello conclusivo. Ovviamente si tratta solo di ipotesi, non c’è ancora nulla (ma proprio nulla) di certo. In compenso, la S04 potrebbe arrivare anche in Italia entro la fine dell’anno, cosa che farebbe sicuramente guadagnar qualche punto a questo 2021 che sembra una continuazione del non propriamente fantasmagorico 2020.

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