Il trailer di Allen v. Farrow, la docu-serie di HBO sulle accuse di molestie al regista

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Camilla Sernagiotto

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In attesa dell’uscita del documentario in quattro parti che torna sul caso Woody-Mia, ecco il video che condensa in un minuto ciò che vedremo. Una miscellanea di filmati casalinghi inediti, documenti processuali, materiale della polizia e registrazioni audio mai ascoltate fino ad ora. L'intento sarebbe quello di fare ulteriore luce sulle accuse che l’ex compagna del celebre director mosse all’inizio degli anni Novanta, circa le presunte molestie sessuali contro la figlia adottiva Dylan

È uscito da poche ore il trailer ufficiale di Allen v. Farrow, la docu-serie firmata HBO che torna sul caso Woody versus Mia che uscirà il 21 febbraio per fare ulteriore luce sulle accuse rivolte al regista di Manhattan dalla sua ex compagna. Accuse risalenti agli anni Novanta circa le presunte molestie sessuali contro la figlia adottiva della coppia, Dylan.

In un solo minuto, il video condensa tutto quello che vedremo, nel senso di tipologia di contenuti e di documenti: filmati casalinghi inediti, documenti giudiziari, materiale della polizia e registrazioni audio mai ascoltate fino a oggi faranno da contorno (anzi, da piatto forte) di questa docu-serie in arrivo.

Nonostante Woody Allen sia stato assolto dalle accuse di molestie nel corso delle indagini giudiziarie, questa docu-serie nasce in seno al dibattito che il movimento MeToo sta stimolando negli ultimi anni.

Allen v. Farrow, la docu-serie

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Allen v. Farrow è una miniserie documentaristica composta da quattro puntate che ripercorrono il caso, facendo luce sulla storia che si cela dietro alle accuse mosse da Mia Farrow.
Con filmati casalinghi inediti, documenti processuali, prove indiziarie, materiale della polizia e registrazioni audio mai ascoltate prima d’ora, il documentario vorrebbe riesaminare nuovamente il caso, benché a livello giudiziario Allen sia stato assolto dalle accuse dell’ex compagna ed ex partner di set (la Farrow è stata protagonista di 13 suoi film).

Prodotto da HBO Documentary Films, Impact Partners e Chicago Media Project, diretto da Kirby Dick ed Amy Ziering (anche in veste di produttori esecutivi assieme, tra gli altri, ai due producer Jamie Rogers e Amy Herdy), Allen v. Farrow sta già facendo molto parlare di sé. Secondo alcuni si tratterebbe di un documentario eccessivamente sbilanciato dalla parte di lei, senza considerare in maniera equilibrata anche la versione di lui.


Stando al trailer (nelle cui prime immagini vediamo Mia Farrow seduta frontalmente - come vuole il giornalismo statunitense per le interviste -  mentre dichiara “I couldn’t believe it”, ossia “non potevo crederci”), le voci interpellate dai registi sembrerebbero più da una parte che dall’altra. Oltre alla Farrow, compaiono i figli Dylan e Ronan, quest’ultimo noto per essere il giornalista che ha firmato per il New Yorker gli articoli che hanno contribuito a sollevare gli scandali sessuali legati ad Harvey Weinstein, dando così origine al movimento MeToo.

A quanto fino a ora è dato conoscere del progetto, sarebbero tante e diverse le voci interpellate in questo documentario corale ma sembrerebbero tutte piuttosto pendenti verso l’accusa contro il regista, senza contemplare la difesa. Ad esempio non manca l’intervista all’avvocato dell’accusa Frank Maco mentre, per ora, non sappiamo se sia stato interpretato o meno anche Elkan Abramowitz, il legale di Woody Allen.

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La docu-serie Allen v. Farrow è nata con l’intento di raccontare step by step il controverso caso che dagli anni Novanta a oggi ha reso il regista e l’attrice protagonisti di uno degli scontri giudiziari più delicati e disturbanti della storia di Hollywood.

Il documentario seguirà in quattro puntate il caso, partendo dalle accuse emerse nel 1992 fino a ciò che quelle accuse e la battaglia legale per ottenere la custodia dei figli hanno comportato sull’intera famiglia.
Verrà analizzata anche la relazione tra Woody Allen e Soon-Yi, figlia adottiva di Mia Farrow (e dell'ex-marito di lei, André Previn) con cui il regista ha iniziato una relazione nei primi anni Novanta.

Allen e la Farrow si sono separati nel 1992 a seguito della scoperta di lei di alcune foto di nudo dell’allora 21enne Soon-Yi Farrow Previn scattate da Allen, come riportò allora il Los Angeles Times.

Nella sua autobiografia Quel che si perde, la Farrow ha raccontato la sua versione, quella secondo cui inizialmente lui dichiarò di amare Soon-Yi e di volerla sposare, cambiando poi idea e supplicando la Farrow di sposarlo. Stando a quanto riporta l’attrice, lui se ne sarebbe andato di casa assieme a Soon-Yi solo dopo il rifiuto di lei ad acconsentire al matrimonio “riparatore” (in questo caso riparatore inteso come risolutivo della frattura tra l’ex coppia).

In seguito alla separazione, sarebbe stato Allen a citare in giudizio la Farrow per chiedere la custodia dei figli adottivi Dylan e Moses e del figlio biologico Satchel, dando il via alla lunghissima battaglia legale che conosciamo.

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Non solo il rapporto personale ma anche quello professionale che negli anni ha legato Woody Allen e Mia Farrow verrà considerato nel documentario. Una simbiosi artistica che ha portato a ben tredici pellicole dirette da lui e recitate da quella che per anni è stata la sua musa, oltre che la sua compagna.

Non manca nemmeno uno sguardo su quanto questo genere di accuse possa aver mutato la percezione del pubblico di Woody Allen, cambiando radicalmente il modo in cui le suo opere vengono accolte, percepite, comprese e fruite.

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Il sodalizio professionale tra i due ha portato a tredici pellicole assieme. La prima volta insieme risale al 1982 e il film era Una commedia sexy in una notte di mezza estate.
Nell’83 e nell’84 l’attrice ha recitato rispettivamente in Zelig e Broadway Danny Rose, mentre l’anno seguente è stata la volta de La rosa purpurea del Cairo.

A suon di un film all’anno, Mia Farrow ha calcato il set di Hannah e le sue sorelle nel 1986 per poi arrivare addirittura a girare due film in soli 365 giorni assieme a lui, come è capitato nel 1987 con Radio Days e Settembre e poi nel 1989 con New York Stories e Crimini e misfatti.

L’anno prima, nel 1988, ha preso parte alla pellicola Un'altra donna. Gli ultimi tre titoli della filmografia di Mia Farrow che si interseca con quella del regista sono Alice (1990), Ombre e nebbia (1991) e Mariti e mogli del 1992, anno che segna indelebilmente la separazione totale (sia pubblica sia privata) tra i due.

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