Il Racconto del Reale: Non smetto quando voglio - Nuove droghe sintetiche

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Le droghe sintetiche, una delle piaghe di questo millennio: con Non smetto quando voglio - Nuove Droghe sintetiche, Il Racconto del Reale ci porta alla scoperta di un mondo inquietante e più pericoloso di quanto non si possa credere. L'appuntamento con il docu-film di Alessandro Casati e Marco Maisano, autori e registi, è per domenica 4 novembre alle 21.15, su Sky Atlantic: continua a leggere e scopri di più

Cosa c’è dietro una pasticca? A dircelo è il nuovo appuntamento con Il Racconto del Reale, Non smetto quando voglio - Nuove droghe sintetiche, il docu-film di scritto e diretto da Alessandro Casati e Marco Maisano che ci porta dentro questo inquietante mondo. Un mondo molto più pericoloso di quanto non si possa pensare. Un mondo da cui non è così facile uscire. L'appuntamento è per domenica 4 novembre alle 21.15. 

 

Non smetto quando voglio - Nuove droghe sintetiche

In laboratori clandestini vengono sintetizzate nuove sostanze psicoattive che vanno a sostituire le vecchie droghe. Chimici professionisti disegnano a tavolino nuove formule per ottenere nuovi effetti e soprattutto per eludere i controlli delle Forze dell’Ordine, che non riconoscendo la struttura molecolare di queste sostanze non possono classificarle come droghe. Le nuove droghe viaggiano per posta, ma anche in aereo, e spesso è difficile scovarle.

Quando poi vengono scovate, in genere grazie a controlli doganali, bisogna capire di cosa si tratta: le tabelle che contengono le classificazioni degli stupefacenti vengono costantemente aggiornate, ma si tratta di aggiornamenti con cadenze lunghe (settimane, spesso mesi), pertanto qualcosa sfugge sempre anche al controllo più accurato.

Insomma, nel nuovo millennio anche le sostanze stupefacenti sono diventate smart, intelligenti, nel senso che sono in grado di eludere i controlli. Ma ciò non significa che sia smart usarle.

Tutto questo chiaramente agevola la distribuzione, rivolta quasi esclusivamente agli adolescenti e ai giovani, il target prediletto di produttori e spacciatori. I luoghi in cui è più facile procurarsi queste pasticche sono infatti le discoteche: lì i ragazzi ne fanno largo uso perché il costo è irrisorio (una pasticca può arrivare a costare soltanto cinque euro, dunque meno di un drink) e la modalità di assunzione non è invasiva, innescando nelle mente l'illusione di non essere tossicodipendenti. Ma è veramente così? Ovviamente no.

I consumatori più “fortunati” continuano a farne uso senza avere grossi problemi immediati, ma chi invece prende la sostanza sbagliata rischia addirittura di perdere la vita. A Giorgia, per esempio, mezza pasticca contenente, tra le altre cose, piombo e veleno per topi, ha sconvolto l'intera esistenza, rendendola a tutti gli effetti una malata cronica (il suo è stato il primo caso italiano di epatite tossica fulminante da ecstasy).

A Donatella e Livio è andata anche peggio: dei cristalli liquidi di ecstasy si sono portati via Lamberto, il loro figlio appena sedicenne. L'hanno lasciato sorridente e rassicurati dal fatto che passasse il weekend a casa di un amico, con i suoi genitori, e l'hanno ritrovato disteso su un lettino di un pronto soccorso, senza vita.

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