Le città seriali in cui vivere (e quelle da evitare!)

Serie TV

Linda Avolio

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Alcune non esistono, altre sì, alcune sembrano dei piccoli paradisi, altre sembrano l’anticamera dell’inferno: sono le città in cui sono ambientate le serie di Sky Atlantic, e se in alcune ci trasferiremmo volentieri, in altre non ci metteremmo mai e poi mai piede! 

 

Dalla Pennsylvania all’Islanda, passando per la Norvegia, l’Irlanda del Nord e addirittura l’immaginario Continente Occidentale, le serie tv in onda su Sky Atlantic sono spesso ambientate in città più o meno grandi e più o meno popolate che diventano parte integrante delle storie: ecco cinque posti in cui ci trasferiremmo subito e cinque dove invece non metteremmo piede neanche morti!

 

Le città seriali dove vorremmo abitare

 

La Lillehammer di Lilyhammer. Se non ne potete proprio più della vita metropolitana e degli stress annessi e connessi, la ridente cittadina della contea di Oppland che fu sede delle Olimpiadi invernali del 1994 è il posto giusto per vivere a “velocità umana”. Bagnata dal fiume Lågen e situata in una posizione molto pittoresca, circondata dalle montagne e sulla sponda settentrionale del lago Mjøsa, Lillehammer sembra uscita da una fiaba. Fa bene al corpo e allo spirito. Parola di Frank Tagliano.

 

La New York di Mozart In The Jungle. Culturalmente vivissima, piena di vita, di musica, di colori, di arte, di novità: se siete persone che si annoiano facilmente, questo è il posto che fa per voi, perché a New York pare sia veramente impossibile annoiarsi! E ricordate: il Maestro Rodrigo de Souza vuole vedervi in prima fila alla prossima serata dell’Orchestra Sinfonica. E’ tempo di rifarsi le orecchie (e anche il guardaroba).

 

La Miami di Ballers. Bel tempo perenne (è caratterizzata da un clima quasi tropicale, quindi sì, ogni tanto qualche uragano arriva, ma keep calm and don’t panic!), rigogliose palme, chioschi sulla spiaggia, e già questo basterebbe. Se poi doveste anche riuscire a diventare amici di Spencer o degli altri personaggi di Ballers…beh, a quel punto avreste vinto alla lotteria! Non per niente la chiamavano Vice City, la città del vizio…

 

La San Francisco di Looking. Divertimento allo stato puro e paesaggi mozzafiato per la città più friendly della California. E poi le parate, le feste, le fiere, le convention! Forza, convincete qualche amico e trasferitevi lì subito in gruppo, ci penseranno Patrick e compagni a farvi scoprire i posti più “in”!

 

La Los Angeles di The Comeback. Amanti di Hollywood, questa è la metropoli che fa per voi. C’è veramente bisogno di chiederci perché? Ma è ovvio: perché potreste imbattervi nella mitica Valerie Cherish! Scherzi a parte, Los Angeles, una vera e propria megalopoli, è un centro economico, culturale, cinematografico e scientifico di rilevanza mondiale. Piccola curiosità: il suo nome originario è El Pueblo de Nuestra Señora de los Ángeles de Porciúncula de Asís, che significa "Il villaggio di Santa Maria degli Angeli della Porziuncola di Assisi".

 

 

Le città seriali dove non vorremmo mai e poi mai finire

 

Approdo del Re de Il Trono di Spade. La povertà. Lo sporco. La puzza. Le guerre. La dissoluzione. Le tasse per mantenere quei depravati che se ne stanno rinchiusi nella Fortezza Rossa. Aggiungete gli integralisti religiosi, e il quadro è completo. Per noi, insomma, è decisamente NO, la capitale dei Sette Regni va evitata a tutti i costi.

 

La City of Vinci di True Detective. Un posto deprimente come pochi. Inquinata, letteralmente e metaforicamente (i funzionari e i poliziotti sono praticamente tutti corrotti e/o invischiati in qualche modo con la malavita!), Vinci è una di quelle città tristi, ma tristi, ma tristi, che il solo nascere e crescere lì non solo ti segna a vita a livello psicologico/emotivo, ma segna anche il tuo destino. Praticamente un palcoscenico esteso per una tragedia annunciata.

 

la City of Banshee di Banshee. Tra truffatori che si fingono tutori della legge, criminali Amish dal grilletto facile e nativi americani grossi come armadi a quattro ante pronti a darle di santa ragione…beh, non c’è molto altro da aggiungere! Meglio stare alla larga da Banshee…a meno che non siate un ex neo-nazi in cerca di redenzione.

 

Fortitude di Fortitude. Tanto per cominciare, IL GELO PERENNE. Poi “l’effetto villaggione”, tale per cui tutti conoscono tutti, quindi addio privacy. Poi, l’isolamento. Infine, il fatto che dalle carcasse scongelate dei mammut potrebbero uscire delle disgustose vespe preistoriche pronte a usarvi come incubatrici viventi. Grazie, ma anche no!

 

La New York di The Knick. Epidemia di febbre tifoide, ma non escludiamo anche polio, colera, polmoniti, e altre infezioni mortali. Condomini con appartamenti in condizioni fatiscenti, senza acqua corrente e senza un sistema fognario minimamente decente. Per non parlare degli ospedali: avete presente le condizioni in cui opera il Dr. Thackery?? Al diavolo la malinconia e la filosofia del “si stava meglio quando si stava peggio”. Date retta a noi: si stava MOLTO PEGGIO quando si stava peggio! Bye Bye New York di inizio novecento, dove se non eri ricco vivevi fianco a fianco con ratti e scarafaggi!

 

 

Bonus indecisione: le città seriali dove non abbiamo ancora capito se vorremmo vivere oppure no

 

La Mapleton di The Leftovers. Colpevoli Sopravvissuti a parte, Mapleton non è né meglio né peggio di molti altri posti, seriali o meno. Un bassissimo tasso di criminalità, grande quanto basta per evitare “l’effetto villaggione” ma con un’estensione ancora a misura di essere umano, con bellissimi boschi a pochi minuti,. La cittadina della prima stagione di The Leftovers in fondo non è poi così male. Dopo la Grande Sparizione, poi, sicuramente si sarà liberata qualche casa, facciamoci un pensierino!

 

La cittadina alpina di Les Revenants. Anzitutto un panorama bellissimo, da cartolina. Impossibile negarlo: la cornice che abbraccia la cittadina di montagna dove si svolgono le vicende dell’affascinante serie francese è veramente una delizia per gli occhi. Se siete amanti della natura e del silenzio, questo è il posto adatto a voi. Piccolo inconveniente: ogni tanto potrebbero tornare dal nulla dei “morti che non sono poi così morti”. E non potete lasciare la vallata. Vabbè, due problemini da niente in fondo.

 

La Belfast di The Fall. Fermiamoci un momento a riflettere. Paul Spector a parte (che, peraltro, è stato acciuffato, quindi anche volendo non potrebbe più rappresentare un pericolo), Belfast sembra una città gradevole, con dei bei sobborghi, circondata da boschi in cui fare lunghe e rilassanti passeggiate. Volendo, inoltre, siete anche a un passo dalla Scozia, terra estremamente affascinante. E poi…beh, con una detective come Stella Gibson in circolazione andremmo tutti lì anche solo per farci arrestare!

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