Francesco De Gregori compie 75 anni, non solo Rimmel e Generale: le canzoni più famose
L'artista romano è nato il 4 aprile 1971. I suoi brani hanno segnato la storia della musica italiana, coniando una sorta di genere a se stante. Da "Alice" a "La donna cannone", ecco i più influenti
I 75 ANNI DI FRANCESCO DE GREGORI - Francesco De Gregori compie 75 anni: il cantautore romano è nato il 4 aprile del 1951. Con cinquanta album pubblicati, ha scritto la storia della musica italiana, tra folklore popolare, pop d’autore e qualche incursione nel rock, sempre a modo suo. Alla pari di Fabrizio De Andrè o Lucio Dalla, si può dire che abbia creato un genere a sé.
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DE GREGORI PAROLIERE - Protagonisti assoluti nella discografia di De Gregori sono i testi delle sue canzoni: letterari e narrativi, a volte politici, spesso intrisi di riferimenti storici, dall’atmosfera intimista. Iniziando a cantare nell'ormai mitologico Folkstudio della Capitale, ha gettato le basi per quella "scuola romana" di cui tanto si parla. Ecco alcuni dei suoi brani più caratteristici e famosi di sempre.
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ALICE – Il primo album solista esce nel 1973: si chiama Alice non lo sa. Con una vena poetica, il singolo di lancio – Alice – è il suo primo approccio al ritratto femminile. “Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole - Mentre il mondo sta girando senza fretta - Irene al quarto piano è lì tranquilla - E si guarda nello specchio e accende un'altra sigaretta - E Lili Marlene, bella più che mai - Sorride e non ti dice la sua età - Ma tutto questo Alice non lo sa”, canta a inizio brano.
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BUONANOTTE FIORELLINO - Eterna è Buonanotte fiorellino, del 1975, dall'album Rimmel. Una sorta di filastrocca per un'amante lontana, intrisa della malinconia tipica della distanza. "Buonanotte, buonanotte fiorellino - Buonanotte tra le stelle e la stanza - Per sognarti devo averti vicino - E vicino non è ancora abbastanza - Ora un raggio di sole si è fermato - Proprio sopra il mio biglietto scaduto - Tra i tuoi fiocchi di neve e le tue foglie di tè - Buonanotte, questa notte è per te", è il secondo verso (su tre in totale).
RIMMEL - Altrettanto malinconica è Rimmel, dove però De Gregori canta di un amore ormai finito, con una punta di serenità: lui stesso raccontò di essersi fatto leggere le carte e gli era stato predetto un futuro positivo. Il ritornello: "Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo - E la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro ancora - I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo - Li puoi nascondere o giocare come vuoi - O farli rimanere buoni amici come noi".
GENERALE - Nel 1978 esce Generale, forse uno dei più famosi brani contro la guerra di sempre, inconfondibile già dal primo verso: "Generale, dietro la collina - Ci sta la notte crucca e assassina - E in mezzo al prato c'è una contadina - Curva sul tramonto, sembra una bambina - Di cinquant'anni e di cinque figli - Venuti al mondo come conigli - Partiti al mondo come soldati - E non ancora tornati".
VIVA L'ITALIA - "Viva l'Italia, l'Italia liberata, l'Italia del valzer, l'Italia del caffè - L'Italia derubata e colpita al cuore, viva l'Italia, l'Italia che non muore - Viva l'Italia, presa a tradimento, l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento, l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura, viva l'Italia, l'Italia che non ha paura". Nel 1979 De Gregori dipinge il ritratto di un Paese diviso, contraddittorio, difficile, ma non per questo meno bello.
LA LEVA CALCISTICA DELLA CLASSE '68 - È del 1982 La leva calcistica della classe '68, il dipinto di un provino ansioso per un aspirante calciatore in erba: "Nino cammina che sembra un uomo - Con le scarpette di gomma dura - Dodic'anni e il cuore pieno di paura - Ma Nino non aver paura - Di sbagliare un calcio di rigore - Non è mica da questi particolari - Che si giudica un giocatore - Un giocatore lo vedi dal coraggio - Dall'altruismo e dalla fantasia"
TITANIC - Nello stesso anno De Gregori ripercorre in musica il tragico naufragio del Titanic, in tre canzoni, di cui una prende il titolo dalla stessa nave (così si chiama anche l'album in cui esce). Inizia così:"La prima classe costa mille lire - La seconda cento, la terza dolore e spavento - E puzza di sudore dal boccaporto - E odore di mare morto - Sior Capitano, mi stia a sentire - Ho belle e pronte le mille lire - In prima classe voglio viaggiare".
LA DONNA CANNONE - Nel 1983 De Gregori torna a cantare d'amore con La donna cannone, riprendendo un fatto di cronaca di inizio secolo: la fuga di una donna cannone dal circo per andare verso l'uomo amato. "Così la donna cannone, quell'enorme mistero, volò - E tutta sola verso un cielo nero nero s'incamminò - Tutti chiusero gli occhi nell'attimo esatto in cui sparì - Altri giurarono e spergiurarono che non erano mai stati lì".
SEMPRE E PER SEMPRE - E ancora, nel 1986 arriva un'altra delle più grandi canzoni d'amore di De Gregori, Sempre e per sempre, il viaggio di una storia che non finisce mai davvero. È un brano più "universale" rispetto ad altri, così come lo è il testo: "Sempre e per sempre - Tu, ricordati - Dovunque sei - Se mi cercherai - Sempre e per sempre - Dalla stessa parte mi troverai".
NIENTE DA CAPIRE - Da sempre tacciato di ermetismo, si è detto che con Niente da capire (uscita in vari momenti della carriera di De Gregori, con arrangiamenti diversi, da ultimo nel 1990), l'artista volesse rispondere scherzosamente. Il testo parla però anche questa volta di amore, citando anche una relazione con la cantante Giovanna Marinuzzi. L'incipit è storico: è suo il famosissimo verso "Le stelle sono tante, milioni di milioni..".
LA STORIA SIAMO NOI - "La storia siamo noi, nessuno si senta offesa. Simo noi questo prato di aghi sotto il cielo - La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso - La storia siamo noi - Siamo noi queste onde nel mare - Questo rumore che rompe il silenzio - Questo silenzio così duro da masticare - E poi ti dicono: 'Tutti sono uguali, tutti rubano nella stessa maniera' - Ma è solo un modo per convincerti - A restare chiuso dentro casa quando viene la sera". Francesco De Gregori e la coscienza politica, anno 1990.
TI LEGGO NEL PENSIERO - Uno dei brani più radiofonici di De Gregori è Ti leggo nel pensiero, 2003. Un altro abile racconto delle complicazioni d'amore: "Faccio a pugni con te, poi ti vengo a cercare - Benedico e ringrazio ...e maledico il mondo com'è - E mi domando perché ti dovrei chiamare tutte le volte che passi e ti fermi lontano, lontano da me".
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