Bohemian Rhapsody usciva 45 anni fa: la storia e le curiosità sul brano leggenda dei Queen

Approfondimenti
©Getty

Diffuso il 31 ottobre 1975, è tra i brani più amati della band britannica. Il suo successo continua a rinnovarsi anche a distanza di decenni, ma non fu scontato per una canzone che dura 6 minuti e che mischia hard rock, opera e canto a cappella. Firmato interamente da Freddie Mercury, è rimasto nella memoria anche per il videoclip, uno dei primi concepiti per promuovere un singolo

In circa 6 minuti un frullato che unisce opera e hard rock, canto a cappella, piano e chitarra. Sembrava impossibile, nel 1975, predire il successo di un brano così lungo e dalla struttura complessa, ma “Bohemian Rhapsody” dei Queen, che usciva il 31 ottobre 1975, fu proprio questo: un trionfo nelle classifiche dscografiche, destinato tra l’altro a durare nel tempo. Nel 1991, sull'onda emotiva della prematura scomparsa di Freddie Mercury, tornò in testa alla classifica. E ancora nel 2018, sulla scia del successo del film omonimo, dedicato alla storia della band, è diventata la canzone incisa nel Ventesimo secolo più ascoltata di sempre in streaming. Tante vite, quindi, per un brano che non smette di stupire gli ascoltatori dopo quasi cinque decenni dalla sua incisione.

La nascita del brano

approfondimento

Freddie Mercury, chi era l’icona pop e volto dei Queen. FOTO

“Bohemian Rhapsody è contenuta in “A night at the opera”, l’album fino a quel momento più ambizioso per i Queen, con le sue influenze che vanno dal progressive rock fino al dixieland passando per l’hard rock. L’emblema di questa rinnovata ambiziosità del sound dei Queen è proprio “Bohemian Rhapsody”, scritta da Freddie Mercury in larga parte nella sua abitazione di Kensington, Londra. Il brano è accreditato solo al frontman, che curò scrupolosamente il pezzo nei minimi dettagli, in ogni singolo passaggio e nella fusione di diversi generi musicali. Le registrazioni del brano iniziarono il 24 agosto 1975 al Rockfield Studio 1, in Galles, e richiesero sei settimane di lavoro. L’ambiziosità della canzone richiese l’utilizzo di numerose sovraincisioni, soprattutto delle voci dei Queen: si dice a essere sovraincise furono addirittura circa 180 parti vocali.

Una struttura unica

Il produttore del brano, Roy Thomas Baker, ha raccontato che Freddie, dopo avergli suonato la sezione iniziale di ballata al pianoforte, si fermò e disse: "E questa è la parte dove arriva l'opera!". Freddie Mercury, aiutato dal suo estro, concepì la canzone con l’intenzione di stupire, di unire generi diversi e strizzare l’occhio all’opera, come richiamato tra l’altro dal titolo del disco in cui è contenuta. “Bohemian Rhapsody” è strutturata in cinque diverse parti: un'introduzione corale cantata a cappella, un segmento in stile ballata che termina con un assolo di chitarra, un passaggio in stile operistico, una sezione più aggressiva in stile hard rock e infine un’ultima parte di nuovo in ballata che porta a concludere il brano con solo piano e chitarra.

Il video

approfondimento

Non solo Bohemian Rapsody: i Queen in 12 video

A trainare “Bohemian Rhapsody” verso il trionfale percorso che la porterà a rimanere nella memoria collettiva è stato anche il videoclip, tra i primi della storia della musica a essere utilizzato a scopo promozionale, che ha anche contribuito a introdurre la consuetudine presso le case discografiche di produrre video musicali per promuovere i singoli dei loro artisti. Tra i momenti più memorabili del video c’è l’intro, dove i quattro componenti dei Queen appaiono nel buio, con solo i volti illuminati, un’immagine che richiama la copertina del precedente album “Queen II”. A colpire il pubblico dell’epoca fu anche l'effetto visivo sul volto di Freddie Mercury mentre canta la parola “Go”, su cui c’è un forte effetto di eco.

Il successo

approfondimento

Il 5 settembre 1946 nasceva Freddie Mercury: i look più bizzarri

Il successo di Bohemian Rhapsody è tra i più longevi del rock. Nel corso degli anni, si è trovata per due volte in testa alla classifica dei singoli più venduti nel Regno Unito. La prima volta fu alla sua uscita, nel 1975, quando rimase in cima alla lista dei singoli britannici per nove settimane: ci mise poco meno di tre mesi per arrivare a un milione di copie vendute. La seconda fu nel 1991, anno della morte di Freddie Mercury. “Bohemian Rhapsody” è diventata così l'unico singolo britannico che ha venduto oltre un milione di copie in due diverse occasioni. La canzone è stata a lungo il terzo singolo più venduto nel Regno Unito, dopo “Candle In The Wind” di Elton John e la benefica “Do They Know It's Christmas?” scritta e cantata da Bob Geldolf e Midge Ure. Con l’avvento dello streaming, è scesa al quarto posto (ma resta al terzo se si contano solo le vendite fisiche). Nel 2018, anche grazie all’uscita dell’omonimo film, “Bohemian Rhapsody”, la canzone ha ottenuto la certificazione di pezzo inciso nel Ventesimo secolo più ascoltato di sempre in streaming con 1,6 miliardi di riproduzioni.

Il testo

Parte importante del successo di “Bohemian Rhapsody” sta anche nel testo e in alcune parole curiose che tutti si ritrovano a canticchiare quando ascoltano il brano, basti pensare al passaggio che recita “Galileo. Galileo. Galileo. Galileo, Galileo figaro Magnifico", oppure a"Bismillah!". Il significato del testo è stato sempre misterioso. Scritto interamente da Freddie Mercury come la musica, secondo Lesley-Ann Jones, giornalista e biografa dei Queen, sarebbe un espediente utilizzato dal cantante per dichiarare la propria omosessualità. In un documentario della BBC, il batterista Roger Taylor ha sottolineato che il significato della canzone “si spiega da sé” e che c’è molto non sense, e per questo è inutile cercare significati nascosti. "Freddie è sempre stato molto riservato sulla sua infanzia - ha dichiarato invece Brian May - ma c'è molto di se stesso e delle sue origini in quella canzone. Non credo sapremo mai quale sia il suo significato, ma anche se lo sapessi, non lo direi”. Il brano contiene numerosi riferimenti religiosi (il già citato “Bismillah”, che significa “in nome di Allah”) e al passato di Mercury (che forse si possono scorgere nei riferimenti alla povertà nel verso “I’m a poor boy from a poor family). Il brano poi ha un testo sorprendentemente fatalista: "Mama, just killed a man", "Nothing really matters", "I sometimes wish I'd never been born at all” ("Mamma, ho appena ucciso un uomo", "Niente è veramente importante", "A volte vorrei non essere mai nato del tutto") sono alcuni dei versi che non ci si aspetterebbe.

Spettacolo: Per te

Arriva sempre primo

Ricevi le notizie più importanti di politica, mondo, cronaca, spettacolo, le analisi e gli aggiornamenti. Per accettare le notifiche devi dare il consenso.

Hai attivato le notifiche di sky tg24

Fai login per ottenere il meglio subito

Accedi con il tuo Sky ID o registrati in pochi istanti.