Rita Zingariello, l'album A Mente Scalza: "Il mio istinto è frutto di maturazione"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Otto canzoni che attraversano il tempo, le relazioni, la paura, la fiducia e il bisogno di lasciar andare il controllo. L'INTERVISTA

A Mente Scalza è il nuovo album della cantautrice Rita Zingariello ed è un percorso intimo e sincero di otto tracce che attraversa il tempo, le relazioni, la paura, la fiducia e il bisogno di lasciar andare il controllo. Il disco unisce canzone d’autore, sfumature acustiche e sensibilità jazz, avvalendosi di collaborazioni di rilievo come Fabrizio Bosso, Ferruccio Spinetti, Ernesto Marciante, i Flowing Chords diretti da Margherita Flore e gli arrangiamenti d'archi curati da Valter Sivilotti.

Rita partiamo dalle otto tracce di A Mente Scalza, un album molto intimo, che si pone ma anche pone molte domande e che non cerca per forza risposta: come lo hai costruito e perché hai scelto di portarci in un Limbo dell’anima?
Nasce dopo otto anni di silenzio autoriale, mi sono occupata di altro anche se non mi sono mai fermata rispetto alla musica che è il mio ossigeno. Volevo un disco maturo che fotografasse la me arista di oggi. Parla di fare spazio nella confusione di mille pensieri, ho sentito la necessità di rallentare, prendermi tempo e curare ogni singolo dettaglio.

E’ un album nel quale fai pace con te stessa attraverso un processo di accettazione e il messaggio che arriva forte è che c’è sempre un nuovo inizio: oggi ti senti una donna più razionale o resti pronta ad assecondare l’istinto?
Sicuramente sono più pronta a seguire l’istinto, mi fido di più del fatto che oggi è comunque ragionato: il mio è un istinto consapevole frutto della mia maturazione.

Ne Le balene di Notte dici “ho collezionato bugie in un paese bugiardo per sopravvivere meglio”: è una critica ai luoghi delle tue origini? Hai fatto pace col giudizio?
E’ una critica ma non giudico, sono parte di un paese poco meritocratico, poco incline all’ascolto, so che è complicato ascoltare le necessità di tutti ma è un dovere a quarant’anni interrogarsi per capire se posso lasciare ai miei studenti e ai miei nipoti qualcosa di più ragionato, di meno veloce.

Le balene sono animali che per il loro peso non possono stare ferme se no ne vengono schiacciate: è una metafora di una umanità in movimento che, citando Fidarsi, si perde “in quell’andare senza ragione” e “vedevo il tempo navigare altrove”?
Le balene sono la molteplicità di pensieri che nella mia vita si sono fatti così grandi che se li trattengo finisco schiacciata dai miei stessi pensieri. Ho compreso che vivevo passivamente lo scorrere dei giorni, mi sono detta che il tema andava affrontato e questo è il modo che ho trovato per incanalare i pensieri e liberarli da quelle gabbie che sono corpo e mente.

“Avrei potuto fare meglio a questo mondo così follemente bello”: hai più rimorsi o rimpianti? Anche se il conteggio tra vittorie e sconfitte non risolve alcuna partita?
Non vivo del senso di colpa per qualcosa che ho fatto né ho rammarico per cose non fatte. Azioni che andavano contro i miei valori morali non ce ne sono state nella prima parte della mia vita. Bisogna però interrogarsi sul perché dimentichiamo la bellezza che ci circonda e diamo troppe cose per scontate. Tenere teso il filo rosso delle domande con la me bambina è la chiave per provare a fare di meglio, anche invitando a una riflessione tramite una canzone.

Nella stagione dei social si può ancora sorprendersi d’amore e per amore?
Sì. Sì deve. Se non si può si deve comunque provarci: l’amore in tutte le sue forme è un atto di fiducia che dobbiamo a noi stessi, non importa a chi è rivolto. L’amore ci tiene in vita.

Quando pensi ai “forse del passato” pensi di avere sprecato troppi baci? Ti senti in credito o in debito emotivo?
Ho sprecato tutti i baci del giudizio, ogni volta che mi sentivo di deludere qualcuno dando un bacio diverso da quello che si aspettavano. Ma oggi recupero quotidianamente prendendomi e dando tutti quei baci che per un periodo della mia vita ho messo in pausa per un amore di altra natura, per un amore ancora troppe volte considerato diversità.

Sai riconoscere la Malaluna e sai perderti nell’ebbrezza di un bacio rubato?
Riconoscerla no ma quando ci sei dentro lo sai, è vivere la sensualità e il mistero che accompagnano parte della nostra vita, la luna non promette niente di buona ma se ci sei dentro non bisogna arrendersi.

Inciampa Pure è dedicata a tua nipote Mariagrazia: ti chiedo quanti anni ha e quanto è difficile, in questa società, convincerla di fidarsi e di non avere paura di inciampare nelle radici?
E’ piuttosto difficile. La canzoni si ispira a lei, che ha 25 anni, ma si rivolge a quella generazione che potrebbe essere composta da figli miei. Nella loro generazione la perfezione è insita, non devi sbagliare, non devi cadere mentre io invito a togliersi le scarpe e a non temere di sentire sotto i piedi una terra non livellata. Lo sbaglio permette di conoscere fino in fondo se stessi.

“La nostra storia non usa più parole per stupire o filtri per mentire”: sarà per l’età, dunque per una raggiunta maturità, oppure perché hai compreso l’essenza della parola libertà?
Entrambe le cose. L’essenza della libertà lo ho compresa con la maturità e il mio vissuto. Il momento del linfoma ha messo le risposte a tutto quello che era rimasto sospeso: ora posso amare liberamente Dalia, sono cresciuta coi valori del territorio, della famiglia, del Mediterraneo: spesso dimentichiamo che la vita è un attimo e dobbiamo dare il meglio a noi stessi e a chi ci sta vicino.

Che accadrà nelle prossime settimane?
Andiamo nella direzione di portare l’album dal vivo, è la mia dimensione incontrare il pubblico senza distanze virtuali. Aspetto l’arrivo del vinile, dopo quattro album di inediti questa volta lo ho voluto; e poi ci saranno date a dicembre.

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