Filippo Graziani, l'album Verso Casa: "Ho trovato il mio nuovo posto nella musica"
Musica Credit Fabio Cannizzo
Il disco arriva a quasi dieci anni dal precedente e la nascita del figlio Ludovico ha spostato il suo sguardo. Il tour acustico debutta il 26 novembre e sono solo sei date mentre quello full band partirà il 17 marzo 2027. L'INTERVISTA
Verso Casa è il nuovo album di inediti di Filippo Graziani, pubblicato da INRI Records.
A quasi dieci anni dal precedente lavoro di inediti, questo disco segna il ritorno discografico di Filippo Graziani con un progetto nato da una nuova urgenza di scrittura e da un punto di osservazione profondamente cambiato. La nascita del figlio Ludovico sposta lo sguardo dell’artista e il passato, più che qualcosa da ricordare, diventa materia da rileggere e comprendere per rimettersi in movimento.
Filippo partiamo dalla storia di Verso Casa, un album che arriva quasi dieci anni dopo Sala Giochi: mi racconti come è nato, se i pezzi sono tutti di recente scrittura e quanto ci sia dentro del tuo nuovo ruolo di papà?
Ha inciso tantissimo il ruolo di papà, ha innescato il cambio di visione sulla vita e sulla musica. Ti sgrassa da tante sovrastrutture che prima erano importanti e ora no, vivi una nuova voglia di riconnetterti con la realtà. Selvaggio è la canzone più vecchia, viene dal periodo del covid, lì è partita la riscoperta e ho trovato il mio nuovo posto nella musica.
Quasi vent’anni fa hai vissuto per un periodo negli Stati Uniti respirando dal vivo il clima di quegli anni e avvicinandoti al folk elettronico: quell’esperienza resta oggi per te ancora fondamentale e di ispirazione?
Dici bene, è stato un periodo, ho molto gustato non avere responsabilità nella vita e prendermi tre mesi per me. Al tempo c’erano situazioni musicali che in Italia neanche erano pensati, alcune cose le ascolto ancora.
Il cane nato figlio di nessuno che è poi è uno dei protagoniste Le Tre Chiavi mi ha fatto pensare alle ultime generazioni che certe situazioni le subiscono, la loro non è una scelta: il brano può essere interpretato come una analisi sociale ante litteram?
Se lo è significa che non è cambiato nulla e il preoccupante è quello, ci facciamo fregare anni dopo dalle stesse situazioni. E’ una canzone su tanti livelli, nonostante la voce di papà che la racconta dentro ha altri strati narrativi.
Tra i temi che permeano Verso Casa c’è il concetto di provincia: io penso che la provincia e le nuove generazioni, quelle che hanno scelto la piazza per portarci la loro insofferenza in maniera consapevole e non violenta, sia la speranza: concordi?
La provincia ha i suoi pro e i suoi contro, la ho vissuta è posso confermarti che è una grande fucina di talenti, amo molto, nella musica, quello che arriva da lì. I piccoli posti ti obbligavano a informarti per essere al pari con quello che accadeva nei grandi centri. E’ un punto di ripartenza.
Selvaggio sono fotografie di vita, a un certo punto dici “mi è sembrato che non conta niente quel che dice la gente”: oggi che sei uomo e padre possiamo sostituire quel mi è sembrato con un sono certo?
La str***a di cui parlo era più grande e mi ha insegnato che non conta niente quello che dice la gente, vorrei che già oggi mio figlio sapesse che non deve temere il giudizio.
Lambrate è la tua sliding door? La consapevolezza che l’adolescenza è passata e che sei un giovane uomo con responsabilità crescenti?
Lo è, mi piace la tua definizione. Ho rischiato di essere ancora là in un mondo che non è quello che vivo ora. Quando vai a convivere non sai se chi hai vicino ti odia o ti ama, ci sono baci e calci, una camera diventa un mondo di convivenza mostrandone tutti i lati.
Ragazzi Perduti è un ritorno alla vita in provincia degli anni Novanta: nella canzone parli di un tuo amico che si è perso nella droga. Ci sono stati momenti in cui il vuoto della provincia ha rischiato di portarti alla deriva? E cosa è rimasto di quel ragazzo che a 15 anni era “un nervo scoperto pieno di sogni”?
Sono ancora un nervo scoperto con i suoi sogni. Mi piacerebbe farmi scivolare di più le cose addosso. In quel periodo della mia vita sono successe cose nella mia famiglia, avevo tutto quello che mi serviva per prendere altre strade, non lo ho fatto perché di natura sono un fifone e questo mi ha salvato. Lì parlo di un momento della mia vita ma a dirla tutta non mi sembra che oggi stiano meglio gli adolescenti.
In Povero Me ci sono “quelle gambe che mi fanno peccatore”, in Ragazzi perduti la prima ragazza contesa, in Lambrate pensi all’amore e dici “aspettami sul letto e accendi in ventilatore”, in Selvaggio c’è una str***a che è stata la prima “a regalarmi il mondo dalle sue mutande”: ci sono molte immagini provocanti e provocatorie nei tuoi testi, poetiche e romanzesche. Ti piace creare turbamento?
Mi piace, il sesso è una cosa importante nella vita di una persona. La mia adolescenza è stata caratterizzata da quell’aspetto come per tanti altri, ci si pensava parecchio in quel periodo. Non fa male anzi è la sola che non fa male nella vita.
Parlami di Silvia…chi è? E’ come immagini tu l’innocenza perduta? E tu sei sempre stato un romantico?
Racconto la perdita della verginità di questa ragazza, sai le ragazze se arrivano a scuola ed era successo qualcosa avevano gli occhi diversi. Gli amici facevano delle ole, loro sono più riservate.
Di solito a un figlio si dedica una ninna nanna, tu hai scelto una via più complicata, una preghiera laica. Mi ha ricordato, soprattutto nel finale, l’accanto a te mi troverai de Il Nostro Concerto di Umberto Bindi. E’ nata in un momento preciso, da una urgenza oppure è maturata col tuo essere sempre più genitore attento e consapevole?
La ho costruita facendo il papà, nelle centinaia di notti sveglio, mio figlio mai ha dormito e tuttora non dorme dunque ho tanto tempo per pensare. All’epoca mi avrebbe fatto bene. E’ anche una canzone sul fatto che io quando penso a mio padre entro nella sua produzione per sentirmi vicino a lui e vorrei fosse lo stesso per Ludovico, alla fine dico se mi cerchi mi troverai nella musica.
Chiudi il disco con Le Tre Chiavi: ne abbiamo già un po’ parlato. Sono curioso di sapere se c’è altro materiale inedito di tuo padre?
E’ sempre casuale la scoperta, non ho una risposta.
Infine che accadrà nei prossimi mesi della tua vita artistica?
Sono pronto a portare questo disco in concerto. Partirò con sei date in acustico, la prima a Casalgrande il 26 novembre e poi gireo con la band al completo, partiamo da Rieti il 17 marzo 2027.