Gio DeCaprio presenta il brano Santo Subito con una playlist

Musica

L'artista campano colpisce con un brano ironico, uno swing teatrale e disincantato, costruito come una satira sulla falsa moralità e sulle ipocrisie del mondo contemporaneo. Il protagonista osserva una società popolata da autorità, opportunisti, perbenisti e uomini di buona volontà che, però, sembrano introvabili

Mornin’ - Al Jarreau

Amava umilmente definirsi “ Pop singer” ma lui, Al Jarreau era molto, molto di più.

Dotato di una timbrica vocale unica e straordinaria capace di spaziare nel

pentagramma musicale tra le ottave e volare tra bassi e acuti vertiginosi, Al Jarreau è

riuscito ad abbracciare con disinvoltura dal Jazz (la sua versione di Take Five è

diventata un cult) al Soul, al Funky e al Pop e ovunque la sua impronta e la sua

interpretazione hanno lasciato un segno indelebile. Mornin’, che da il titolo al celebre

album, è un vero inno alla vita, celebra in modo spettacolare il giorno che sorge in un

crescendo corale di fiati dal sapore quasi “ bandistico” ed un capolavoro orecchiabile

di fusione tra Jazz e Pop che non mi stanco mai di ascoltare.

The Night Fly - Donald Fagen

Una nota in apertura dell’album The Nighfly recita: “Le canzoni di questo album

rappresentano alcune fantasie di giovane cresciuto nei remoti sobborghi di una città

nordorientale tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta,” Il primo album

solista di Donald Fagen incarna alla perfezione quello spirito di speranza e di

ingenuità collettiva, che ha caratterizzato il ventennio ’50/’60. Questo brano che da

il titolo all’album, resta per me una pietra miliare della musica in assoluto: una

fusione mirabile tra esperienze rock, pop e jazz. Ascoltando the Night Fly avverto la

sensazione di essere davvero sospeso in volo, ma un volo non convenzionale, che ti

fa magicamente sorvolare quell’ottimismo di un epoca da me non vissuta, ma che

diventa palpabile nell’odeggiare del groove di questo brano.

Brother to Brother - Gino Vannelli

Era il 1978 quando il vocalist italo canadese Gino Vannelli lanciò un album destinato

a diventare un cult della musica fusion, Brother to Brother. Vannelli è un vocalist

straordinario ma in questo brano (come del resto gli altri dell’album) tocca vette

eccelse di musicalità. Il testo è semplice, un appello alla fratellanza, ma la

progressione armonica incalzante, il pathos della sua prorompente vocalità mi

prendono nell’anima, ed ascoltarlo è sempre come assistere ad uno spettacolo

cosmico avvincente. Ritengo che questo brano non sia un capolavoro ma IL

capolavoro della musica di tutti i tempi per eleganza groove e stile.

If You live me now - Chicago

Il bello oggettivo esiste. Questo brano dei Chicago ne è una prova. Un testo semplice,

romantico, ma confezionato con una musicalità straordinaria, una scelta felice degli

stumenti, e i contrappunti magici dei fiati. E’ stata la colonna sonora della mia

adolescenza , fatta come per tutti di speranze, aspettative, amori non corrisposti. Già

l’incipit del brano, immediatamente riconoscibile, è un richiamo alla nostalgia

suggerito in modo elegante, quasi discreto. Nulla in questo brano è greve o scontato

anche se affronta un tema ricorrente nel pop, e persino il ritornello, con quella

implorazione a non andare via, ha un andamento ciclico che riesce a rapirti.

Last tango in Paris - Gato Barbieri

Confesso di avere un debole per le colonne sonore e nella mia play list ideale non può

mancare un brano che forse più di ogni altro è riuscito a fondersi con lo spirito del

film: Last Tango in Paris del 1972 di Gato Barbieri. Le note graffiate del suo sax che

scorrono sulla orchestrazione di Oliver Nelson rendono perfettamente quel senso di

solitudine, malinconia, sensualità e disperazione vissuto dai protagonisti. Un vero capolavoro di empatia in cui la narrazione e il commento musicale sembrano

stati ideati all’unisono, al punto che ogni volta che ascolti Last Tango " vedi " Last

Tango. La magia della musica è questa.

Travels - Pat Metheny

Se dovessi stilare 10 play list preferite in ognuna ci sarebbe lui, Pat Metheny, che

definire chitarrista è semplicemente riduttivo. Metheny è la musica: un artista capace di intrpretare qualunque linguaggio musicale dal jazz al folk al classico con

ineguagliabile maestria e leggerezza. Adoro Travels, che da il titolo all’omonimo

album , per la sua “ innocente semplicità” come molti recensori hanno rilevato. E la

grandezza di Pat è proprio questa : un brano semplice, modulato su una ballata folk,

che il tocco e la fluidità di Metheny, anche senza ricorrere ai virtuosismi tecnici di cui

è capace, rendono meravigliosamente narrativo ed intimo.

Us and Them - Pink Floyd

Paradossalmente uno dei brani piu iconici del gruppo rock per eccellenza è un brano

quasi jazzistico, con una progressione armonica semplice ma lontana dalle atmosfere

propriamente rock. Per questo resta il mio pezzo preferito della band forse più

famosa al mondo ed entra di diritto nella mia play list. La storia del brano è elaborata: una prima stesura risale al 1969 quando fu proposta a Michelangelo Antonioni per il film Zabriskie Point, riproposto poi nel mitico album The Dark Side Of The Moon, questo brano ti rapisce per la sua forza ipnotica, meditativa, espressa con un inaspettato accordo minore settima aumentata, che ti resta nella mente per sempre, con cui affronta una tematica profonda della rappresentazione dell’ “altro come nemico “ tipica della cultura bellica. Un vero gioiello ancor oggi prezioso

 

Don Giovanni - Lucio Battisti

Non credo di esagerare se affermo che nel panorama musicale italiano Battisti è stato l’unico capace di rinnovarsi in modo totale e profondo riuscendo a non perdere la sua originalità. L’album Don Giovanni ne è la prova: il sodalizio con il poeta Pasquale

Panella ci ha regalato un capolavoro di ermetismo e new age rivoluzionario. Come

tanti, quando ascoltai questo brano (e l’album omonimo) rimasi rapito dalla completa trasformazione di Battisti, e dalla simbiosi perfetta tra musica e lessico ermetico, che si intuisce subito nell’esordio quasi cartesiano del brano, quel “ non penso quindi tu sei” geniale inversione del celebre detto. E’ proprio questa destrutturazione del narrare, che si muove sinuosa su ritmiche new age, arricchite da stumenti classici, che fa di questo brano uno dei miei preferiti in assoluto.

Innamorati a Milano - Memo Remigi

Poche canzoni hanno la capacità evocativa di questo brano di Memo Remigi e

Alberto Testa del 1965. Non a caso è uno dei brani del mio repertorio che ho riarrangiato in chiave jazzistica. E’ più di una canzone d’amore, è un quadro di una

Milano comunemente considerata fredda, pragmatica, che all’improvviso diventa

romantica, tenera. Mi affascina questa capacità di trasformare il grigiore proverbiale

della città in un luogo magico: quel “senza fiori senza verde, senza cielo senza

niente” che scorre su una semplice ma accattivante progressione 2-5-1-è

semplicemente geniale Un brano davvero senza tempo che dimostra quanto la

semplicità sia cosa diversa dalla banalità.

Per inciso - Valentina Gramazio

Non può mancare nella mia playlist ideale questo brano bellissimo della song writer e

cantante Valentina Gramazio: con un intelligente gioco di parole sul concetto del

tempo la prorompente voce di Valentina ironizza sul difficile rapporto tra il tempo

oggettivo e quello “ individuale” della nostra vita, un rapporto non sempre agevole,

quasi sempre conflittuale, mentre le lancette di un ideale orologio danzano al

contrario su un raffinato ritmo di samba impreziosito dall’ arrangiamento di Giovanni

Mazzarino. Il risultato è un brano di una grande raffinatezza stilistica nel solco della

migliore tradizione jazz-samba.

Spettacolo: Per te