Il disco è un'opera che esplora il conflitto in tutte le sue declinazioni, dalle guerre e alle repressioni politiche fino alle fratture interiori e alle contraddizioni dell'identità, attraversando e rielaborando linguaggi differenti come strumenti di resistenza e tensione narrativa. Dal funk cinematografico allo swing orchestrale degli anni ’30, dalla durezza dell'hard rock all'hip hop fino alle radici sonore di New Orleans
1. Impressions - John Coltrane
Impressions di John Coltrane è uno dei riferimenti che hanno contribuito alla scrittura di Zweite Heimat, brano composto e arrangiato da Ugo Moroni e contenuto nell’album The Impossible Escape. La scrittura di Moroni attinge e rielabora in maniera personale il linguaggio sviluppato da McCoy Tyner nel quartetto, in particolare l’armonia quartale di Tyner e le linee pentatoniche proprie del linguaggio di Coltrane. Sebbene Zweite Heimat sia un brano funk d’ispirazione cinematografica, tra gli elementi alla base c’è sicuramente la ricerca musicale di quella formazione, assimilata e rielaborata all’interno del linguaggio di Venus Ship.
2. Isfahan - Duke Ellington & Billy Strayhorn
La scrittura di Duke Ellington e Billy Strayhorn è da sempre uno dei punti di ricerca alla base dell’orchestrazione dei fiati di Venus Ship. Isfahan, in particolare, non guarda soltanto alle tecniche compositive di questi grandi maestri, ma anche al rapporto tra parte scritta e libertà interpretativa dei singoli musicisti. Il modo di articolare di Johnny Hodges, e soprattutto il suo modo unico di glissare le note, diventa nella scrittura di Moroni un’indicazione precisa riportata nelle partiture. In diversi brani, come Tupac Amaru e Zweite Heimat, nella parte di sax contralto affidata a Marco Vecchio compare infatti la dicitura “Johnny Hodges”, un’indicazione precisa che chiede di eseguire i passaggi scritti adottando quella particolare pronuncia e quel modo di far scivolare le note. È proprio questo rapporto tra scrittura e personalità del musicista a essere centrale: le singole parti non sono pensate soltanto per una sezione di fiati, ma per i musicisti che la compongono, tenendo conto del loro suono e della loro personalità interpretativa.
3. Moanin’ - Charles Mingus
Moanin’ di Charles Mingus è alla base di alcuni elementi della scrittura di The Impossible Escape. L’idea generativa nasce dalla linea di baritono di Moanin’: non una citazione o una ripresa del materiale originale, ma lo spunto per costruire un diverso blocco ritmico, nel quale baritono, basso e chitarra diventano il substrato su cui si sviluppano i diversi livelli contrappuntistici tra le famiglie dei legni e degli ottoni.
C’è invece una precisa linea di flauto che riprende una formula caratteristica del linguaggio mingusiano: una citazione volutamente discreta, quasi un omaggio nascosto, che compare un paio di volte nel brano.
4. Main Title / Anatomy of a Murder – Duke Ellington
Main Title / Anatomy of a Murder di Duke Ellington nasce per il cinema, ma non rinuncia alla forza del linguaggio jazzistico. È proprio questo incontro tra scrittura orchestrale, groove e dimensione cinematografica a essere particolarmente vicino alla ricerca di Venus Ship. Ellington utilizza l’ensemble jazz come un vero strumento narrativo: i riff, gli interventi delle sezioni e le diverse densità dell’orchestrazione contribuiscono a costruire il carattere e la tensione della scena, senza separare la funzione cinematografica dalla libertà e dalla fisicità del jazz. È una direzione che Venus Ship cerca di sviluppare attraverso il proprio linguaggio: una musica orchestrale in cui funk, jazz e scrittura dei fiati non siano soltanto elementi musicali, ma possano diventare strumenti per evocare immagini, atmosfere e narrazioni.
5. Killing in the Name dei Rage Against the Machine
Il carattere di protesta di Killing in the Name dei Rage Against the Machine è una delle matrici di Venus Against, insieme al modo in cui i potenti riff della sezione ritmica dialogano con la voce e il testo di Solomon B. I contrappunti dei fiati contribuiscono a loro volta a costruire una tensione crescente e fortemente fisica. La scelta del titolo stesso nasce come omaggio ai Rage Against the Machine.
6. Pride and Joy - Stevie Ray Vaughan & Double Trouble
Pride and Joy di Stevie Ray Vaughan & Double Trouble è un riferimento importante per il linguaggio di Venus Ship. Il blues costituisce infatti una delle matrici fondamentali del progetto. Il brano Screw Up, contenuto nell’album Underground Foxes, ad esempio, è dichiaratamente ispirato al Texas blues e presenta energici riff di chitarra in stile texano. La composizione parte da quella specifica tradizione, sulla quale vengono innestate le parti dei fiati, integrando il blues nel linguaggio della band.
7. The Good, the Bad and the Ugly - Ennio Morricone
L’ascolto di The Good, the Bad and the Ugly di Ennio Morricone ha contribuito alla scrittura di Arthur Morgan, composto dal bassista di Venus Ship Daniele Marrone. È anche l’unico brano dell’album a non passare dalla penna di Moroni. In questo brano Marrone cerca una sintesi tra il proprio stile nella scrittura dei fiati e il ricchissimo mondo sonoro di Morricone, guardando in particolare ai suoni della chitarra elettrica, iconici nelle colonne sonore western. Ne esce un funk dal sapore western, perfettamente in linea con l’eterogeneità di Venus Ship.
8. Tank! - Yoko Kanno & Seatbelts
Tank! di Yoko Kanno, eseguita dai Seatbelts per la serie Cowboy Bebop, rappresenta per Venus Ship una vera e propria fonte di ispirazione, un orizzonte verso cui ci piacerebbe portare la nostra musica. La forza dell’ensemble, l’intreccio dei fiati, il groove funk e la scrittura jazzistica, insieme alla forte dimensione cinematografica, indicano una direzione precisa per Venus Ship: sviluppare una musica orchestrale, fisica e spettacolare, capace di sostenere immagini e narrazione, con l’ambizione di arrivare un giorno alla scrittura di colonne sonore.
9. Diamonds - Jet Harris & Tony Meehan
Diamonds di Jet Harris & Tony Meehan è il punto di partenza per Rogue Wave, un nuovo brano surf di Venus Ship, ancora inedito e mai eseguito dal vivo.
Il riferimento è soprattutto nel rapporto tra chitarra elettrica e batteria: il timbro della chitarra e i groove strumentali di Diamonds vengono assorbiti e rielaborati nella scrittura di Rogue Wave, insieme agli elementi caratteristici del surf rock e del rock strumentale dei primi anni Sessanta. Anche in questo caso, Venus Ship parte da una grammatica precisa per portarla in una direzione propria, inserendola all’interno della propria ricerca sonora.
10. Le Ore Che Contano - Piero Umiliani
Il suono della chitarra elettrica e l’uso del wah-wah in Le Ore Che Contano di Piero Umiliani sono tra gli elementi che hanno contribuito alla ricerca sonora di Venus Ship.
Il caratteristico suono “chaka-waka” della chitarra, insieme al groove funk e alla scrittura orchestrale, mostra un modo di intendere il funk non soltanto come linguaggio ritmico, ma come materia da modellare attraverso timbri, arrangiamento e dimensione cinematografica.