Levante, testo e significato del nuovo singolo Ruggine

Musica

Il brano è un capitolo dell'album Dell'Amore il Fallimento e Altri Passi di Danza, il nuovo progetto della cantautrice siciliana

Ruggine è il singolo che accompagna l'uscita di Dell'Amore il Fallimento e Altri Passi di Danza, il nuovo album della cantautrice siciliana. Si tratta di un disco molto intimo nato dal desiderio di osservare l’amore da una prospettiva diversa rispetto al passato: non più chiedersi cosa sia o dove vada a finire, ma interrogarsi sui motivi che lo fanno vacillare, interrompere o non iniziare affatto. Da questa riflessione prende forma anche il titolo del disco, che associa il fallimento alla danza, immaginando relazioni, incontri e addii come passi condivisi che si ripetono e, inevitabilmente, ci riportano sempre davanti a noi stessi. A firmare la produzione del disco sono ancora Antonio Filippelli e Gianmarco Manilardi, protagonisti insieme a Levante di un sodalizio artistico che da dieci anni accompagna la sua evoluzione musicale. Ruggine è un brano molto intenso che indaga i tempi del tempo e della profondità con la ruggine diventa il sinbolo di un qualcosa che corrode ma anche, più semplicemente, segna e in un risveglio solitario assume un lirismo melanconico.

RUGGINE, IL TESTO

Cuore Mio
Parto dentro l’alba

Nel mattino rosa.

Ho preso la tua mela

Per la fame, se ne avrò.

Non ti ho svegliata

Eri così bella nel tuo sonno

Ora, mi pento di essere fuggito come un ladro

Che ti ha rubato l’amore.

Sì, ti ho rubato l’amore.

E forse un giorno mi perdonerai se

Tu risvegliandoti dal sogno ti rendessi conto che

Non sono niente di che, niente di che.

E forse un giorno mi perdonerai se

Tu ritrovandomi nel fondo dei pensieri mi vedessi

Come ruggine, solo ruggine.

Stupido io,

Che non ho pensato al tempo che passava

Senza sentire la tua voce o chiederti “che fai?”

Le viole suonano la primavera ed io ti riconosco

Dall’altro capo dell’Italia stai pensando a me

Che ti ho rubato l’amore

Sì, ti ho rubato l’amore.

E forse un giorno mi perdonerai se

Tu risvegliandoti dal sonno ti rendessi conto che

Non sono niente di che, niente di che.

E forse un giorno mi perdonerai se

Tu ritrovandomi nel fondo dei pensieri mi vedessi

Come ruggine, solo ruggine.

Ma dai, lo sai, che era solo questione di tempo

Non sono il tuo uomo perfetto

Son solo il tuo letto disfatto

Ormai avrai già letto il biglietto vigliacco

Mi trovo al di là del confine

Che qui, a Montecarlo, mi gioco il destino.

E forse un giorno mi perdonerai se

Tu risvegliandoti dal sogno ti rendessi conto che

Non sono niente di che, niente di che.

E forse un giorno mi perdonerai se

Tu ritrovandomi nel fondo dei pensieri mi vedessi

Come ruggine, solo ruggine.

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