Radioframe21 presentano il singolo Entre Dos Luces: il video

Musica

La canzone sviluppa l'idea di un tempo che non appartiene completamente né alla luce né al buio ma che esiste nell’incontro tra queste due condizioni

IL VIDEO E' INTROOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELLA BAND

Entre Dos Luces nasce da un’immagine: quella di un momento sospeso. Il titolo prende in prestito un’espressione spagnola che indica il crepuscolo, quando il giorno non è ancora finito e la notte non è ancora cominciata. Mi affascinava l’idea di un tempo che non appartenesse completamente né alla luce né al buio, ma che esistesse nell’incontro tra queste due condizioni. Il brano esce per Bassa Fedeltà e anticipa l’uscita del nostro primo album. Rispetto ai precedenti singoli di Radioframe21, con Entre Dos Luces abbiamo voluto prenderci più tempo e spingere ancora di più sulla dimensione cinematografica. Tra gli elementi centrali c’è il violoncello, affidato a Francesca Fedi Perilli. Il suo contributo cambia progressivamente funzione: più misurato nelle strofe, prende spazio nei ritornelli e porta il brano verso una dimensione più tesa e drammatica. Intorno si intrecciano pianoforte, chitarre, elettronica e la batteria di Danesh Chillura, a cui si aggiungono cori che ho registrato insieme ad alcuni amici durante una festa a casa. Volevo introdurre un elemento quasi tribale, istintivo, che entrasse in contrasto con l’atmosfera del brano e ne incrinasse l’equilibrio.

Quando ho iniziato a immaginare il videoclip, che ho diretto, quella condizione di sospensione si è trasformata nella volontà di raccontare uno stesso individuo attraverso due possibilità opposte di stare al mondo. A interpretarle entrambe è Teo Guarini, attore formatosi tra l’Accademia Internazionale d’Arte Drammatica del Teatro Quirino di Roma e l’Académie Internationale des Arts du Spectacle di Versailles. Il primo personaggio vive attraverso il controllo: è freddo, metodico, composto, immerso in un ambiente altrettanto ordinato e rigoroso. Ma quella perfezione non è mai davvero pacifica. Ogni tanto qualcosa sfugge: un tic, uno scatto, un movimento involontario. Piccole crepe che lasciano percepire quanto possa essere faticoso contenersi. L’altro sembra invece aver rinunciato a qualsiasi forma di controllo. È più oscuro, folle, istintivo e vive le emozioni fino quasi a confonderle. Ride, piange, danza, cade, gioca con la morte. Anche la casa cambia con lui: gli stessi spazi diventano decadenti, coperti da teli, attraversati dalla nebbia, da luci basse, cibo deteriorato e oggetti che sembrano appartenere a un tempo passato.

Mi interessava evitare una contrapposizione semplice tra una vita “giusta” e una “sbagliata”. Nessuno dei due personaggi rappresenta una soluzione. Sono due estremi e, probabilmente, due parti che possono convivere dentro la stessa persona.

C’è qualcosa che per entrambi procede nello stesso identico modo: il tempo. Orologi, clessidre e piccoli rituali attraversano il video fino a condurre i due personaggi allo stesso epilogo. La morte è presente fin dall’inizio, ma non è realmente il centro del racconto. Il punto non è come finisce la nostra storia, perché quella parte è già scritta. È come decidiamo di attraversare il tempo che abbiamo prima di arrivarci.

Forse Entre Dos Luces parla proprio di questo: dello spazio che esiste tra due estremi. Quello in cui, alla fine, passiamo gran parte della nostra vita.

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