È morto Francesco Guccini, il Maestrone lanciato contro l'ingiustizia
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Se ne è andato a 86 anni. A dare la notizia la sua famiglia, i funerali si terranno nei prossimi giorni in forma privata, ma a settembre ci sarà una cerimonia commemorativa pubblica. Umberto Eco lo definì il più colto dei nostri cantautori. Una vita all'insegna dell'impegno. IL RICORDO
Francesco Guccini è morto. E' un Dio che è morto per citare una sua canzone celeberrima. Aveva 86 anni, da tempo viveva ritirato nella sua Pavana, cullato dal "suono continuo e ossessivo che fa il Limentra", il fiume celebrato nella canzone Amerigo, storia di povertà e migranti. Viene dal mondo delle osterie e delle balere, un mondo che non esiste più ma che lui ha reso eterno: ancora oggi a Bologna, che luì definì "una vecchia signora col seno sul piano padono e il culo sui colli", c'è chi cerca il respiro di quei luoghi, in primis l'Osteria delle Dame. I funerali si svolgeranno in forma privata, per suo volere e come ribadito dalla famiglia, nei prossimi giorni. Per me è stato un punto di riferimento dall'adolescenza in avanti, è stato il secondo concerto della mia vita (il primo fu Edoardo Bennato nella stagione di Burattino senza Fili) e credo di averlo visto sul palco almeno una ventina di volte. Al suo fiaco una fantastica compagnia di musicisti, da Juan Flaco Biondini ad Ares Tavolazzi, dal mitico batterista Ellade Bandini a Vince Tempera per citare qualche nome. Oltre che narratore di storie è stato anche scrittore, indimenticabile il suo Croniche Epafaniche del 1986.
IL DEBUTTO NEL 1967 CON FOLK BEAT N. 1
Il suo viaggio musicale è iniziato nel 1967 con un album per l'epoca ostico dal titolo Folk Beat N. 1 (per la cronaca non c'è mai stato un secondo atto). I dischi erano esclusivamente vinili e si dividevano in Lato A e lAto B. Pur essendo un esordio conteneva già canzoni che sono sempre state presenti nei suoi concerti e che restano, nel 2026, pietre angolari del cantaurorato: si tratta di Noi non ci saremo, In Morte di S.F. (con la quale apriva tutti i suoi spettacoli mentre la chiusura era affidata a La Locomotiva) e La canzone del Bambino nel Vento (Auschwitz): "io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà" è un interrogativo che ancora oggi resta tristemente senza risposta.
L'ULTIMA THULE E LE CANZONI DA INTORTO E DA OSTERIA
Muoversi nella sua discografia è opera titanica. Francesco Guccini è stato il maestro Alberto Manzi (quel professore che negli Sessanta attraverso un programma televisivo, ha fatto prendere la licenza elementare a un milione e mezzo di italiani)