Il brano è un invito a riscattare la propria forza interiore: fede nel credere, fede nel professare il bene, nell'aiutare noi stessi e il prossimo
IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA
Oba Oba rappresenta un momento molto cupo e difficile della mia vita, dove ho trovato la forza di scrivere le mie emozioni e tradurre quel momento così triste in un momento solenne. Nel brano invoco il Signore della Cura in Brasile e chiedo sostegno per fortificare la mia Fede. Ci sono momenti veramente complicati che succedono a tutti, momenti di energie dense, pesanti, dove tutto sembra perdere colore, vita. Dico sempre che siamo esseri veramente molto fortunati, noi artisti, perché possiamo veramente tradurre quei momenti così malinconici in un'opera d'arte, e questo è un toccasana per risalire la china.
La leggenda di Obaluaê, chiamato anche Omulu nel Candomblè, narra che era figlio degli Orixá Nanã e Oxalá e fratello di Oxumaré. Nacque coperto di piaghe, conseguenza dei conflitti tra i suoi genitori. Abbandonato vicino al mare, fu salvato da Iemanjá, la Regina del Mare, che lo accolse come figlio e gli insegnò a guarire le malattie e a superare le avversità. È noto come il Signore degli spiriti, della terra e dei cicli di fine e nuovo inizio. È sincretizzato con San Lazzaro o San Rocco e viene salutato con la parola "Atotô!", che esprime silenzio e rispetto. Governa i misteri della vita e della morte, presiedendo al momento del trapasso e all'evoluzione spirituale nel cammino delle anime. Aiuta a purificare corpo e spirito dalle infermità, dimostrando che il dolore può trasformarsi in fonte di apprendimento e forza interiore. Spesso si avvolge in vesti di paglia di rafia per proteggere il suo potente e misterioso campo energetico.
Obaluaê viene celebrato in Brasile nel mese di agosto, il 16 agosto per l'esattezza, e ogni anno la cerimonia richiama nei terreiros (sorta di templi) persone in cerca di guarigione. La cerimonia ha un'importanza fondamentale poiché "la salute è il nostro bene più prezioso". Questo rito richiama all'umiltà e al distacco, dimostrando che possedere tutto il denaro del mondo è inutile se ci manca la salute.
Il videoclip è stato diretto da Gabi Jacob, una delle più talentose registe che il Brasile offre, e dal filmmaker Artur Medina, ed è stato girato al Parco della Foresta da Tijuca a Rio de Janeiro, dove appare anche la suggestiva Cappella Mayrink. Il video ha la partecipazione del ballerino brasiliano Junior Andrade, che interpreta in modo impeccabile e moderno Obaluaê. Junior fa parte del Collettivo Afro Bunker, una compagnia di danzatori bravissimi di Rio de Janeiro. Il singolo è stato scritto da me insieme a Marianna Eis, famosa artista e compositrice brasiliana, e prodotto da Renato Galozzi, uno dei maggiori produttori e chitarristi odierni del pop latino in Brasile, mio caro amico da più di 10 anni, noto per produrre artisti del calibro di Funk Como Le Gusta, Jota Quest, Joyce Alane (col successo "Idiota Raiz"), Gabriel Elias, Tiê e molti altri. Il brano non è legato solamente alla religione afro-brasiliana, ma al valore, indipendentemente da quale religione o meno si appartenga, di riscattare la propria forza interiore: fede nel credere, fede nel professare il bene, nell'aiutare noi stessi e il prossimo.