AvA, l'album Fammi Fallire: “Oggi la lentezza è la vera vita loca”
MusicaNel disco l'artista sceglie di raccontare il dolore nella sua forma più nuda e autentica. Senza filtri. L'INTERVISTA
Con il nuovo album Fammi Fallire, AvA si conferma una voce fuori dal coro nel panorama urban ed alt-pop italiano. Il disco è un’indagine senza filtri sull’apnea emotiva, un’analisi cruda di quei legami ciclici che si consumano senza mai spezzarsi definitivamente. Rinunciando a ogni retorica rassicurante, l'artista sceglie di raccontare il dolore nella sua forma più nuda e autentica. La scrittura di AvA, all'anagrafe Laura Avallone, abbandona le astrazioni per ancorarsi a una quotidianità fatta di dettagli minimi ma carichi di tensione: un parcheggio vuoto, un bacio rubato o l’eco di un litigio infinito. In questi frammenti si consuma il dramma della dipendenza affettiva e dei rapporti tossici. Il disco diventa così un manifesto di ribellione silenziosa che rivendica tre diritti fondamentali: la lentezza per ritrovarsi, la disperazione vissuta senza vergogna e, soprattutto, il fallimento come tappa necessaria per la crescita personale.
Laura partiamo dalla storia di Fammi Fallire: quando ha preso forma e come ci hai lavorato?
Lo ho scritto un anno e mezzo fa senza pensare a un disco, poi è venuto naturalmente; avevo nove brani raggruppati a gruppi di tre: i macro temi erano il diritto alla lentezza e alla leggerezza, quello a dimostrarsi fragili e infine il diritto di fallire per poi risalire nella vita. Titolo è sorto naturale.
Tequila col sale è la tua medicina preferita? Oppure è Martini e Olive?
In realtà non bevo nessuno dei due, sono citazioni a scopo narrativo. Non mi sento ancora pronta per un Martini Cocktail e la tequila non mi piace. Mi concedo un calice di vino o un gin tonic e qualche amaro. Non è l’alcol il mio rifugio.
In Formentera parli di uno squalo, su Instagram sei AvA lo squalo: cosa hai in comune col re dei mari?
E’ il mio soprannome anche sul lavoro, me lo hanno appioppato perché che non lo vedi arrivare ma poi lo senti. Non attiro l’attenzione ma quando serve sto all’apice della catena alimentare, non per sport ma per necessità.
Sempre in Formentera Baila mi Morena è una citazione di Zucchero?
Esatto, è un omaggio a lui.
Un tuo verso è “non lascio il cellulare senza pin”: è una forma di protezione o di libertà? I cellulari spesso contengono segreti…
Tutta la canzone è ironica, mi serve per dire cose fastidiose. Io lo ho il pin ma non ho nulla da nascondere.
In La Fine dell’Estate dici “resto ferma a contare le ore che mi separano”: quel “mi” cosa sottende?
E’ una frase unica e intendo proprio le ore che mi separano dalla fine dell’estate. Io vorrei vivere dove l’inverno non c’è e dopo Ferragosto mi deprimo, mi prende la melanconia che non puoi stare al mare fino a tardi. E’ uno stato d’animo.
Chi è José? Un mascalzone o l’uomo che in qualunque momento della tua vita incontri è impossibile dire di no?
Emtrambi. Quando becchi chi ti fa perdere la testa non c’è salvezza. Aggiungo che scelgono male alcune ragazze.
Trattieni il Respiro è una relazione con una persona di troppo, c’è anche un sonoro vaffan***o: credi che oggi tra social e app di incontri sia difficile costruire una relazione stabile?
Difficilissimo perché hai un mare di tentazioni, io mi salvo perché non sono parte di questa generazione, ho ancora voglia di costruire e non penso a cambiare al primo problema. Oggi puoi conoscere anche cento persone al giorno.
“Letto al centro poi divano e sentimento” è la tua idea di romanticismo?
E’ la mia idea di pace. Vita lenta vita Loca mi fa ridere, la lentezza oggi è la vera vita loca. La Gen Z mi pare che stia abbracciando questa mentalità, va in discoteca di giorno e tende a non bere alcolici. Ma talvolta è più una questione di costi, considerati i prezzi dei locali e dei cocktail, che di consapevolezza.
Requiem sembra un manifesto di auto determinazione e auto stima: che storia ha?
E’ la traccia cardine del disco con Per Aspera ad Astra. Rivendica il diritto al dolore, ad abbracciarlo come gesto necessario per elaborarlo, senza cercare di essere sempre invincibili, è l’apologia dell’imperfezione. Parlo del diritto di stare in un angolo a piangere, basta trattenere tutto.
Prorpio in Per Aspera ad Astra parli di nuova gente e aria di promiscuità e di fantasmi che non riesci a seminare: è il tuo modo di combattere i ricordi scomodi? Di depotenziarli?
Sono per il chiodo schiaccia chiodo, con me ha sempre funzionato anche se non ne ho bisogno da tempo e ti confesso che se oggi mi capitasse qualcosa non so se adotterei ancora questa filosofia. Alla fine di una relazione occupare il tempo in maniera leggera è a rischio boomerang perché non cancelli quello che hai dentro gettandoti tra le braccia di altre persone.
Troppo Grande ho la sensazione che vada oltre il valore anagrafico, che siano le parole di una donna che conosce il suo valore: è così? A volte ti senti troppo grande rispetto al mondo che ti circonda.
Sono ancora troppo piccola per quello che ho intorno, bisogna spingere ogni giorno, si è sempre sotto pressione e pare che non arrivi mai dove dovresti, anzi quando ti pare di avercela fatta scopri che ti hanno alzato l’asticella. Non devi nascondere le cose ma farne una bandiera: chi nel mondo discografico vorrà prendersi altra fascia di mercato farà i soldi. Oggi quelli che sono tra i 25 e i 45 anni sono gli ultimi con qualche soldo da spendere per fare girare il mercato musicale. I più giovani valgono doppio perché ha concerti vanno con un genitore.
Alla fine possiamo dire che oggi ti senti sempre di festeggiare che vada bene o che vada male? Che sei più in pace con te stessa?
Stare in pace con se stessi non ha prezzo, è la conquista di una vita.
Che accadrà nelle prossime settimane della tua vita artistica?
Il 22 luglio farò un concerto a Roma e poi lavorerò ai live in maniera più strutturata. Per raccontare al meglio Fammi Fallire ci vorrebbe super band ma non è possibile, allora occorre affidarsi al digitale ma bisogna anche trovare chi sa usarlo. Poi tornerò in studio perché Mangia Maschi e Troppo Grande sono due singoli che ho pubblicato e che non sono nel disco e dunque diventano il preludio di un altro Ep, i pezzi ci sono.