Ely, il singolo Chiavi di Casa: "Chi non si mette a nudo non faccia il cantautore"
Musica
La giovane cantautrice ligure ci accompagna, attraverso le sue canzoni, in un viaggio personale intenso e ricco di suggestioni. L'INTERVISTA
Raccontare e raccontarsi. La giovane cantautrice ligure Elisa Nocito, in arte Ely, ha scelto di condividere la sua vita attraverso la musica e infatti uno dei suoi dogmi artistici è che se non hai la forza di metterti a nudo davanti al tuo pubblico il lavoro cantautorale ne esce depotenziato. Chiavi di Casa è il suo ultimo singolo ed è anche l'incipit di un nuovo capitolo del suo percorso musicale (iniziato a 11 anni con le prime lezioni di canto mentre a 17 ha scritto il suo primo testo, Attimi di Te) che si svilupperà con nuovi brani e poi in un Ep.
Elisa partiamo dalla tua storia artistica: quando hai capito che la musica era nel tuo destino e quale è la prima canzone che hai scritto?
La prima che ho scritto è stata Attimi di Te, avevo 17 anni, era il mio periodo adolescenziale: dopo alcune vicissitudini personali a livello scolastico, mi sentivo già diversa dagli altri e scrivere mi ha liberata da quella situazione. Aggiungo che da piccola, mi racconta mia mamma, prendevo qualsiasi oggetto che simulasse un microfono poi a 11 anni ho iniziato con le lezioni di canto.
In Chiavi di Casa dici “la mia vita è come un film”: quale è il genere? E se fossi attrice per un giorno in che film vorresti vivere?
Il mio film preferito è Pretty Woman, adoro quell’essere un po’ scombussolati che poi porta a rendere tutto più bello con le proprie mani: da soddisfazione arrivare a un finale speciale. La mia vita per me è un film d’amore perché sono romantica, ci aggiungo un po’ di fantascienza perché le canzoni creano originalità. Ovviamente le sfumature drammatiche ci sono.
“Ho perso le chiavi di casa come ogni anno perdo te” è tristezza oppure è la fotografia di una giovane donna inquieta?
Più la seconda con un po’ di sofferenza.
In Drammi dici “siamo due pazzi dove vuoi finire”: mi racconti l’ultima pazzia che hai fatto per amore?
E’ stata non dire a mia madre che prendevo un treno per raggiungere una persona.
Asia, un verso è “sopravviviamo solo quando ci dimentichiamo”: che rapporto hai con i ricordi? Li conservi tutti o sai selezionarli?
Conservo tutto, perdono ma non dimentico. Mi piace conservarli. Il concetto è quello di un percorso ovvero la sofferenza del ricordo che mi sviluppa la sofferenza interiore che mi porta a scrivere.
Asia è la storia di un amore dove c’è una persona di troppo: ti senti parte di una generazione che fatica a impegnarsi e spesso sceglie la leggerezza nel vivere una relazione?
Viviamo in una società che ha una predisposizione a cercare sempre qualcosa di meglio e questo portato difficoltà a vivere una relazione seria. Anche le ragazze hanno più scelta per quanto l’uomo sia più predisposto all’avventura. Certo si soffre un po’ se hai un animo romantico. Ma ti dico che oggi la donna si propone di più, non è più relegata a determinati stereotipi sociali
Ti capita, ogni tanto, di spegnere il cellulare e staccare dal mondo oppure proprio non ci riesci? La solitudine è tormento oppure se scelta porta momenti di pace interiore?
Mi è un po’ difficile perché voglio sapere quello che accade intorno a me, mi piace vivere e sperimentare. Se però decido di staccare lo faccio, se ho il telefono scarico vivo il momento di più e ti confesso che a volte è una scelta uscire con telefono che si sta scaricando.
In Nero Vaniglia citi tua mamma: che rapporto hai con lei e in generale con la tua famiglia?
Con mia mamma ho un bellissimo rapporto, è un po’ la mia migliore amica, non ho problemi a raccontarle la mia vita. Con mio padre, che a sua volta cito nel pezzo, è diverso: gli voglio bene ma è una persona più anaffettiva che mi ha lasciato dei vuoti dentro. I miei si sono separati che io ero piccola, avrei voluto una sua presenza maggiore.
Quella conchiglia che citi nel testo è sempre appesa al collo?
Sì.
Le tue canzoni sono esperienze personali che condividi: quanto è difficile mettersi così a nudo e quanto è complicato essere impermeabili al giudizio?
Racconto quello che vivo, le mie canzoni sono capitoli autobiografici. Se devi essere una cantautrice è obbligatorio mettersi a nudo senza pensare alle critiche. Chi non sa dire la verità non può fare questo lavoro. Gli hater un po’ mi toccano nei loro interventi negativi, ma se sono costruttivi assumono una valenza diversa.
Che accadrà nelle prossime settimane della tua vita artistica?
Sono concentrata su brani nuovi, andrò presto in studio e poi devo ripubblicare di nuovo la mia musica sul portale Spotify perché ora sono Ely. Chiavi di Casa è il mio ultimo singolo. C’è un album che si intitola Gabbia d’Oro che raccoglie quello che ho creato dal 2020 al 2024, i brani nuovi usciranno come singoli e altri invece confluiranno in un Ep.