Il brano indaga la fragilità dell’esistenza umana, quella sensazione di vulnerabilità che spesso tendiamo a dimenticare fino a quando la vita non ci mette davanti a eventi che cambiano tutto
IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA
Honor è il progetto musicale attraverso cui trasformo emozioni, ricordi ed
esperienze vissute in canzoni. La musica, per me, è sempre stata una forma di terapia, un rifugio e uno strumento per dare un significato anche ai momenti più difficili. È proprio da questa esigenza che nasce il mio EP Printed on Skin, un lavoro profondamente intimo e personale che raccoglie frammenti di vita rimasti impressi sulla pelle e nell’anima, esperienze che hanno lasciato un segno indelebile e che sento il bisogno di condividere attraverso la musica.
Tra i brani a cui sono più legata c’è sicuramente Porcelain. È una canzone nata da un periodo particolarmente delicato della mia vita, segnato dalla malattia e dalla
successiva scomparsa di mio padre. Attraverso questa canzone ho cercato di raccontare la fragilità dell’esistenza umana, quella sensazione di vulnerabilità che spesso tendiamo a dimenticare fino a quando la vita non ci mette davanti a eventi che cambiano tutto. La porcellana è diventata per me il simbolo perfetto di questa
condizione: apparentemente resistente, elegante e preziosa, ma allo stesso tempo incredibilmente fragile e vulnerabile. Porcelain parla quindi del dolore, della perdita e della consapevolezza che nulla può essere dato per scontato. Tuttavia, non è una canzone che vuole lasciare spazio alla tristezza. Al contrario, nasce dal desiderio di trovare una luce anche nei momenti più bui e di ricordare quanto sia importante apprezzare ogni istante, ogni affetto e ogni emozione autentica. Vorrei che chi ascolta questo brano potesse sentirsi compreso, meno solo e magari trovare conforto nelle proprie fragilità. L’intero EP segue questa filosofia. Ogni canzone racconta una parte del mio percorso personale ed emotivo e rappresenta qualcosa che è rimasto “stampato sulla pelle”, proprio come suggerisce il titolo Printed on Skin. Sono esperienze che non dimentico e che continuano a vivere dentro di me. La musica mi permette di dare loro una forma, di trasformarle in qualcosa che possa appartenere anche a chi ascolta.