Morto Sonny Rollins, colosso del jazz

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La famiglia ha annunciato la scomparsa attraverso i suoi canali social, comunicando che il musicista è deceduto nella sua abitazione di Woodstock, nello stato di New York

Sonny Rollins, sassofonista e compositore considerato uno dei padri fondatori dell'hard bop, si è spento a 95 anni. La famiglia ha annunciato la scomparsa attraverso i suoi canali social, comunicando che il musicista è deceduto nella sua abitazione di Woodstock, nello stato di New York. Con lui scompare l'ultimo grande testimone diretto dell'epoca d'oro del jazz americano.

Una vita intera al servizio del sax tenore

Nato a New York il 7 settembre 1930, Walter Theodore Rollins - universalmente noto come Sonny - ha attraversato sette decenni di carriera incidendo oltre sessanta album da leader. Formatosi nell'ambiente del bebop newyorkese, da giovane ebbe la straordinaria opportunità di collaborare fianco a fianco con i giganti della scena: tra il 1951 e il 1953 suonò con Miles Davis, il Modern Jazz Quartet, Charlie Parker e Thelonious Monk. 

 

Fu però nella seconda metà degli anni Cinquanta che Rollins raggiunse la piena maturità artistica. Nel 1956 si confrontò memorabilmente con John Coltrane nell'album Tenor Madness, un duello rimasto nella storia del jazz. L'anno successivo pubblicò quello che sarebbe diventato il suo disco più celebre: Saxophone Colossus (1957), che contiene lo standard St. Thomas e rappresenta uno dei vertici assoluti dell'hard bop, corrente che raccoglieva l'eredità del bebop di Charlie Parker arricchendola di nuovi elementi. 

 

Il suo stile era caratterizzato da un suono robusto, un acuto senso dell'umorismo strumentale e una spiccata ingegnosità melodica e armonica, qualità che lo resero una voce rivoluzionaria quanto quella del suo contemporaneo John Coltrane. Tra le sue composizioni originali entrate stabilmente nel repertorio jazzistico figurano brani come Airegin, Doxy e Oleo

Il "miglior improvvisatore vivente" e gli anni del silenzio

Nel corso dei decenni Rollins conquistò la reputazione di improvvisatore più straordinario della sua generazione. Le sue esibizioni dal vivo, esplosive e imprevedibili, lo portarono sui palcoscenici di tutto il mondo fino al 2012, anno in cui fu costretto a interrompere l'attività concertistica a causa di una fibrosi polmonare. 

 

La sua figura andava però ben oltre la musica. Rollins era considerato un punto di riferimento spirituale oltre che artistico: più volte nella sua vita si prese delle pause volontarie dall'attività pubblica per liberarsi da dipendenze e rigenerare mente e corpo, episodi che i suoi estimatori interpretarono come gesti di straordinaria consapevolezza interiore. Uno degli aneddoti più noti riguarda il periodo tra il 1959 e il 1961, quando si ritirò a esercitarsi ogni giorno sul Williamsburg Bridge di New York, lontano dai riflettori

 

Le sue composizioni, al tempo stesso intense e meditative, ne hanno fatto l'ultimo grande protagonista di un'epoca irripetibile. Con la sua scomparsa, il jazz perde il filo diretto con la generazione che ne ha scritto le regole fondamentali.

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