Cristiano Sbolci presenta il brano Il Rumore di un Bacio: il video

Musica

La canzone racconta il vuoto lasciato dall’abbandono: è il ritratto di un’assenza totale, in cui ogni traccia dell’altro svanisce lentamente

IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA

Il rumore di un bacio è una canzone d’addio che racconta il vuoto lasciato dall’abbandono. È il ritratto di un’assenza totale, in cui ogni traccia dell’altro svanisce lentamente: il ricordo della voce, il suono dei passi, il ritmo stesso del vivere. Anche il bacio, simbolo per eccellenza dell’intimità, perde consistenza fino a dissolversi come una goccia al sole, lasciando dietro di sé soltanto silenzio. La genesi del brano è stata sorprendentemente rapida. In un periodo particolarmente frenetico della mia vita, sentivo l’esigenza di rallentare e creare uno spazio più sospeso e riflessivo. Ho trovato quel tempo diverso affidandomi alla musica di Gino Paoli, lasciandomi guidare dalla sua capacità unica di dilatare le emozioni e renderle essenziali. Così, quasi senza accorgermene, Il rumore di un bacio ha preso forma in modo naturale, come se fosse già lì, pronto a emergere.
 

La live session, che vede la partecipazione di Mox, richiama le atmosfere dei film noir degli anni ’70: un bar retrò vuoto, un pianoforte e due protagonisti distanti, che si scambiano le parti vocali senza mai guardarsi. Questa lontananza amplifica il senso di nostalgia e trascina lo spettatore in un mondo sospeso, malinconico e rarefatto, attraversato dalla solitudine e dal ricordo di una speranza perduta. Lavorare con lui è stato molto semplice: siamo amici ormai da molti anni e ho sempre adorato la sua penna e la sua voce. Quando ho finalizzato Il rumore di un bacio, ho pensato subito: “Questo brano starebbe benissimo in un disco di Mox”. Da lì è stato naturale proporgli una collaborazione, in studio e in questo video. Lui mi ha risposto immediatamente con entusiasmo: la canzone gli è piaciuta molto e così ci siamo trovati a Livorno per registrare le sue parti vocali. Qualche mese dopo, insieme alla discografica, stavamo pensando a una possibile live session ed è stato semplice scegliere proprio questo brano, anche perché rappresenta perfettamente il fil rouge dell’intero disco: il racconto di relazioni e legami tra le persone.

Con l’idea di ricreare un’atmosfera da film noir, simile a un triste ricordo sospeso nel tempo, abbiamo lavorato molto per individuare uno spazio giusto in cui registrare; cercavo un bar con un pianoforte e ho girato tutta la città prima di trovare il posto perfetto. Era importante che fosse a Livorno, dove abbiamo ambientato tutta la narrazione che ruota attorno al mio nuovo disco, FUORIMODA, di cui Il rumore di un bacio fa parte; è la mia città ed è parte integrante di quello che si può ascoltare nella mia musica. La scelta, infine, è ricaduta sull’Hotel Granduca di Livorno, che è un posto piuttosto rinomato in città; ha un piccolo bar al suo interno e appena l’ho visto ho capito che sarebbe stato proprio quello giusto: aveva l’atmosfera perfetta, il bancone retrò, le poltrone vintage e lo splendido pianoforte a mezza coda che sono i protagonisti, insieme a me e a Mox, di questo piccolo live.

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