Il cantautore si è sfogato in un video su Instagram perché, a suo dire, sarebbe stato escluso dall'evento per aver inserito in scaletta la sua canzone. Il Consorzio Vero Volley ha invece negato la censura e ha spiegato che la sua presenza non sarebbe stata "in linea con il significato dell'evento"
L'evento True Love Impact, “dedicato all’inclusione, all’educazione e alla responsabilità sociale”, creato dal Consorzio Vero Volley (che raggruppa le più importanti squadre di professionisti della pallavolo tra Monza e Milano) e in programma dal 4 al 6 maggio all’Opiquad Arena, a Monza, insieme ad atleti, scuole e rappresentanti della società civile, è iniziato con una polemica su Povia. Proprio nella serata di mercoledì 6 maggio, infatti, il cantautore, 53 anni, si sarebbe dovuto esibire in un concerto.
In un video su Instagram, però, Povia ha poi sostenuto di essere stato escluso dal programma dell’evento a causa della presenza in scaletta del suo brano Luca era gay. Povia aveva portato la canzone sul palco del Festival di Sanremo nel 2006, dove si era classificato in seconda posizione, ma il singolo aveva ricevuto accuse di omofobia per il modo con il quale affronta il tema dell’omosessualità. Sul palco del Concerto del Primo Maggio, la rapper Big Mama aveva persino replicato con un “contropezzo” che, al contrario, recita “Luca è gay”. Nel video, Povia si è sfogato: “Il 6 maggio avrei dovuto partecipare al True Love Impact, ma non ci sarò. Mi ritrovo ancora una volta con un concerto contrattualizzato mesi fa, con tanto entusiasmo, e annullato all’ultimo con una telefonata e una mail” per ragioni a sua detta “disarmanti”. Ha proseguito: “Il motivo? Luca era gay. Per aver cantato questa canzone non riesco più a fare un’ospitata in tv, non posso più presentare i miei nuovi brani, compreso uno che affronta il tema del cyberbullismo; gli organizzatori mi hanno chiesto con insistenza la scaletta, mi è sembrato strano; quando gliel’ho mandata mi hanno risposto che è un evento di inclusione, che non avrei potuto cantare canzoni sociali; ma io sono un cantautore sociale, faccio mille concerti, la gente mi vuole bene, e i miei live sono delle feste. Garantiscono che avremo modo di programmare un’altra data e, dato che mi pagheranno lo stesso, ma darò in beneficenza il cachet”.
Come riporta il Corriere della Sera, il Consorzio Vero Volley ha presto replicato: “Da parte nostra nessuna censura”, in quanto il problema non sarebbe legato “ai contenuti della canzone”, ma sarebbe piuttosto connesso alla natura “organizzativa” dell’evento, per la volontà di non appesantire ulteriormente un programma già “molto intenso”. Secondo la società, inoltre, il contratto stipulato con Povia “prevedeva in origine la possibilità di rinviare l’esibizione ad altra data che sarebbe stata concordata con l’artista”. Il concerto potrà infatti essere “collocato” successivamente e, inoltre, la società sarebbe già in possesso dell’Iban per pagare il cantautore.
LA SOCIETÀ: "NON IN LINEA CON IL SIGNIFICATO DELL'EVENTO"
Il Consorzio Vero Volley ha dichiarato a Fanpage che la decisione è stata presa non per il problema dello specifico brano Luca era gay, ma perché la posizione di Povia “non è esattamente in linea con il significato dell’evento. Comunque al concerto c’erano pochi iscritti. Lato nostro abbiamo preso una decisione che è comunque prevista dal contratto, magari lo inviteremo con la nuova stagione, a partire da settembre, a un altro progetto. Il cantante è stato comunque retribuito per la rescissione”.