Edoardo Baroni presenta il singolo Fugata: il video

Musica

La missione non è sovrapporsi alla storia de brano ma trovare l’esatto punto da cui poter parlare con la mia voce

IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA

 

Fugata è uno dei brani che sentivo più adatti a proseguire il racconto visivo di The Ash Wednesday Supper. Quando si affronta una pagina di Astor Piazzolla, il rischio è sempre quello di restare schiacciati da una scrittura già fortissima, identitaria, attraversata da una drammaturgia musicale molto precisa. Io non volevo limitarmi a eseguirla, né tantomeno cercare di forzarla in una forma estranea. Mi interessava entrare nella sua architettura, rispettarne la struttura e, allo stesso tempo, portarla dentro il mio modo di suonare, vivere e abitare la chitarra.

 

Il videoclip nasce proprio da questa esigenza. Non è stato pensato come semplice accompagnamento all’esecuzione, ma come accesso visivo al disco. The Ash Wednesday Supper è un album costruito su un dialogo continuo tra repertori, epoche e linguaggi: brani originali, standard jazz, musica classica, suggestioni filosofiche e scrittura personale. Fugata, in questo senso, rappresenta bene il punto di incontro tra disciplina e movimento, tra controllo formale e spinta emozionale.

 

Nel video ho voluto mantenere una linea essenziale, senza sovraccaricare l’immagine, anche perché la musica di Astor Piazzolla ha già una sua narrativa interna molto chiara: procede per intrecci, aperture improvvise, passaggi che richiedono controllo, ascolto, precisione. Per questo era importante che la parte visiva non cercasse di spiegare il brano, ma ne seguisse il respiro, lasciando fluire il rapporto fisico con lo strumento, la concentrazione, il valore di ogni nota, il lavoro quasi artigianale che sta dietro a un’esecuzione di questo tipo.

 

Per me Fugata è anche metodo, perché racconta il modo in cui mi avvicino alla musica: con rispetto verso ciò che mi ha preceduto, ma senza rinunciare a una lettura personale. Non considero il repertorio come qualcosa da conservare intatto in una teca. Lo considero una materia viva, da attraversare con attenzione, studio e responsabilità. Nel momento in cui prendo in mano un brano così importante, so di entrare in un territorio già segnato da una storia preziosa ed importante; il mio compito non è sovrappormi a quella storia, ma trovare l’esatto punto da cui poter parlare con la mia voce.

 

Il video di Fugata è il primo capitolo di una trilogia che accompagnerà l’album nei prossimi mesi, insieme a Satin Doll di Duke Ellington e al mio inedito Hapy’s Dance (A Night in Egypt)” Ho scelto di non concentrare tutto in un’unica uscita perché questo disco ha bisogno di tempo. Ogni brano apre una direzione diversa e meritava uno spazio specifico, anche dal punto di vista visivo. Fugata è l’avvio più naturale, perché porta subito al centro l’intreccio tra rigore, interpretazione e identità musicale.

 

Dopo i concerti tra Europa e Giappone, e dopo l’esperienza all’Expo di Osaka, sentivo il bisogno di tornare con un progetto che raccogliesse davvero il percorso fatto fino a oggi. The Ash Wednesday Supper nasce anche da questo, dal desiderio di sedermi idealmente a una tavola musicale in cui possano convivere Giordano Bruno, Astor Piazzolla, Duke Ellington, J.S. Bach, il jazz, la classica e la mia scrittura. Fugata apre questa tavola, lasciando, come sempre, che sia la chitarra a sostenere il racconto. Perché, alla fine, è tutto nel rapporto diretto tra le mani, lo strumento e un genere musicale che continua a muoversi, anche dentro una scrittura di assoluta precisione.

 

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