Porto Rubino 2026, tre giorni di musica libera e indipendente

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

L'ottava edizione della rassegna costruita da Renzo Rubino andrà in scena il 14, il 16 e il 18 luglio rispettivamente a Taranto, Savelletri e Otranto. Polemiche per la rinuncia di Monopoli. Carmen Consoli, Angelica Bove, Dardust e Ditonellapiaga tra gli ospiti. In arrivo un contest per i giovani. L'INTERVISTA

Torna a solcare le coste della Puglia Porto Rubino, il viaggio musicale ideato e diretto dal cantautore Renzo Rubino che, anche nell’estate 2026 arrivato alla sua ottava edizione, riaccende fari e approdi lungo il mare, intrecciando musica, parole e visioni in un racconto itinerante che unisce terra e acqua, pubblico e artisti. Tre nuove tappe, tre rotte diverse ma complementari, per un’unica traversata che unisce emozioni e linguaggi: dalla riflessione alla danza, fino al canto. Un viaggio fatto di veri e propri concerti: ogni artista porterà sul palco il proprio live, con un set completo pensato come un racconto autonomo e immersivo. Si parte il 14 luglio da Taranto con Porto Rubino Pensa, una serata dedicata alle parole e al pensiero, dove la musica incontra il racconto e la narrazione si fa voce. Sul palco si alterneranno Angelica Bove, Carmen Consoli, Concita De Gregorio insieme a Erica Mou, in una serata che si

muove tra storie, visioni e profondità. Il viaggio prosegue il 16 luglio a Savelletri con Porto Rubino Balla, la tappa più notturna e pulsante del festival, dove il ritmo guida la rotta e il mare diventa cassa di risonanza. A far vibrare la costa saranno Acid Arab, Dardust, Frenetik e Jolly Mare, per una notte che unisce club culture e suggestioni mediterranee. Gran finale il 18 luglio a Otranto con Porto Rubino Canta, la celebrazione della voce e della canzone, tra nuove traiettorie e sensibilità contemporanee. Sul palco Ditonellapiaga, Nico Arezzo, Vale LP e Venerus, protagonisti di una serata che raccoglie e rilancia l’energia del viaggio.

renzo rubino

Renzo raccontami del rivoluzionario Porto Rubino 2026.
Partiamo da Taranto e il tema è "pensa" con la canzone profonda di Carmen Consoli in acustico davanti al molo di San Cataldo e con lei Angelica Bove e poi Concita De  Gregorio con Erica Mou. Poi saliamo a Savelletri è già una novità con una serata di musica elettronica, al Parco di Cala Masciola: la barca sarà posta in secca al centro del prato perché affinchè le persone possano ballera, sarà una esperienza immersiva col rumore del mare in sottofondo: protagonisti Acid Arab, Dardust, Frenetik e Jolly Mare. Infine a Otranto decliniamo il tema "canta" con Vale Lp, Nico Arezzo, che ho ascoltato nella sua versione di 'O Pisci Spada su una barca e mi è parso perfetto per il contesto, e chiudiamo con Venersu e Ditonellapiaga.

Meno serate più qualità?
Meno artisti ma soprattutto più tempo, il concerto si dilata, nelle aree si costruisce l’esperienza, il luogo va vissuto con rispetto, non ci saranno oltre le duemila persone a sera, anche meno a seconda del posto.

Organizzazione complessa?
E' sempre più un Festival del Mare ma è difficile da organizzare, ci sono molti più interlocutori rispetto a un concerto normale. Inoltre è sempre di più un Festival lontano dalla mia figura, non voglio autocelebrarmi ma desidero parlare della mia terra, del mare, di porti e io mi godo le serate, al massimo suono qualcosa nel cambio palco. Ci saranno novità tipo il Gozzo Club dove da una posizione esclusiva sarà possibile gofersi la serata con incentivi speciali.

Altre novità?
Eventi collaterali che annunceremo più avanti. E un contest, anche questo lo annunceremo nei dettagli a breve, che faremo a Milano per portare dei giovani a esibirsi nelle tre serate.

Cosa ti ha portato a rimescolare le carte?

Porto Rubino è andato benissimo nei primi anni poi ci siamo un po’ adagiati sugli allori. Ma anche Roma è caduta ed era potentissima. Mancava il guizzo anche a me, mi ero stancato anche io, questa organizzazione è un impegno che dura tutto l’anno. Fare il promoter è un lavoro terribile, ogni giorno si va all’asta per avere artisti in esclusiva. Negli ultimi mesi ho delegato meno e ho ripreso io le redini, ho voluto vedere i costi e tutti gli altri elementi strategici e non.

Un afflato più moderno?
Porto Rubino e un festival vintage, anche la grafica è un quadro vecchio, è un dipinto su legno comprato da me anni fa a un mercatino.

Hai presentato l'edizione 2026 in Darsena a Milano: so che è un tuo sogno fare qui una tappa di Porto Rubino.
Milano è difficile, ci stiamo provando, non abbiamo mollato, stiamo seguendo a la burocrazia e non è facile.

Costi dei biglietti?
Dai 25 fino ai 45 euro, cifre che possono fare accedere chiunque.


Nonostante tutto c'è un filo di melanconia nel tuo sorriso.
In primis desidero ringraziere i Comuni che hanno aderito, non mi hanno mai chiesto niente e si sono finidati. Dodici giorni fa doveva essere Monopoli e non Savelletri, avevamo fatto una riunione con un cast approvato, con una scaletta elettronica con sua identità. Mi hanno detto che non si poteva più fare perché il cast non era gradito. Io ascolto i consigli, ma quando ti senti dire che questi cantano in marocchino (riferimento ad Acid Arab, ndr) non posso che dire grazie al comune di Fasano che in dodici giorni ha deciso di accoglierci a Savelletri. Mi sono arrabbiato molto, ci lavoravo da mesi e alla fine ti viene imposta una scelta e il direttore artistico è contestato; noi siamo accoglienza e fratellanza e qui c' stata una censura. Ho chiesto di farlo comunque senza il contributo del comune né l'esposizione del logo ma non è stato possibile. E poi leggo che un politico di Monopoli il 25 aprile posta sui social Faccetta Nera aggiungendo che per lui non è un giorno da non festeggiare. A Savelletri troveremo un pubblico abituato alla musica che porteremo.


Infine arriverà un tuo nuovo disco?
Se scrivo una canzone e sento quella vocina in base a cosa dice mi fermo o meno ma stavolta stiamo dietro al disco più importante della mia carriera, ci lavoro da otto anni. Spero di registrare entro fine anno e uscire nel 2027. Poi potrei smettere.

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