Alter Quantum, l'album dei 291out tra jazz-funk napoletano, prog e fantascienza

Musica
Paolo Nizza

Paolo Nizza

Con Alter Quantum, i 291out pubblicano un album potente e cinematografico che fonde jazz-funk napoletano, prog italiano ed elettronica ispirata alla fantascienza. Pubblicato da Tasty Treats Records, il disco si presenta come un concept LP in vinile 33 giri: 6 tracce che costruiscono un immaginario tra fumetto d’autore, library music e colonne sonore anni 70 e 80. Tra riferimenti a Moebius, Vangelis e Umiliani, il collettivo partenopeo firma un lavoro coerente e visionario, capace di trasformare il suono in racconto

C'era una volta, nell'Italia che sfornava fumetti per adulti e colonne sonore immortali, un certo senso del futuro che sapeva di acetone, di sintetizzatori analogici e di carta stampata odorosa d'inchiostro. Quell'Italia è tornata. Arriva da Napoli, viaggia su un 33 giri e si chiama Alter Quantum.

I 291out — collettivo dedito, come recita la loro stessa presentazione, «ad un sound immaginifico e cinematograficamente perfetto» — pubblicano il 16 marzo 2026 per Tasty Treats Records quello che si candida ad essere il loro lavoro più compiuto e visionario. Sei tracce, due lati, un concept: Alter Quantum è un disco che non si ascolta, si abita.

Alter Quantum: un concept album tra fumetto, fantascienza e suono

Il titolo non è scelto a caso — i 291out non scelgono mai nulla a caso, men che meno i nomi. Alter Quantum richiama quasi testualmente la storica rivista di fumetti Alter Alter, voluta da Oreste Del Buono nella seconda metà degli anni Settanta, laboratorio di storie fantastiche per lettori che non avevano ancora smesso di sognare ma avevano già imparato a pensare. Sulle sue pagine abitavano lo scozzese Sydney Jordan con il suo Jeff Hawke — erede della narrativa di Asimov, Clarke e Simak — e soprattutto Jean Giraud, il Moebius, il cui stile rivoluzionario e surreale diventa qui la bussola narrativa del disco.

Come Moebius nel suo "Garage Ermetico di Jerry Cornelius" abolì la sceneggiatura lasciando fluire immagini senza regole, i 291out costruiscono la tracklist di Alter Quantum come una sequenza di istantanee: le aree desolate di Locus-Zeta, la densità straniante di Saturazione Momentanea, la cinetica futurista di Città Cieche, la metropoli umanoide di Pianeta Mutante. Fotogrammi di un film che non esiste — o forse sì, e noi non lo sappiamo ancora.

Le influenze musicali: dal jazz-funk al prog fino alla cosmic music

I riferimenti musicali dichiarati dalla band sono una lista che farebbe impallidire qualunque cratedigger: Barry De Vorzon e le sue atmosfere per The Warriors (1979), Riz Ortolani per 1990 - I Guerrieri del Bronx, i De Angelis per 2019: Dopo la Caduta di New York. Ma anche i classici della Kosmische Musik — Vangelis, Schulze, Jarre, Moroder, Carpenter — e certe gemme misconosciute della space-music europea come Time Signals di Klaus Weiss, Voyage di Brian Bennett, Magic Fly degli Space francesi.

Non manca l'elettronica immaginifica di Bernard Fevre, la cosmic disco degli Zodiac russi, il krautrock dei Tangerine Dream, i concept synth di Piero Umiliani e Giuliano Sorgini, e persino lo sguardo verso Oriente con Yellow Magic Orchestra e Logic System. Eppure, nonostante questo catalogo sconfinato di influenze, Alter Quantum suona inconfondibilmente come i 291out. Il Napoli Power — quella miscela di funk mediterraneo, prog italiano e istinto cinematografico — permea ogni solco del disco con una coerenza che è, in fondo, la cifra stilistica del gruppo dai tempi di Urania.

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Dai documentari al disco: la storia di Saturazione Momentanea e Città Cieche

C'è una storia curiosa e affascinante dietro due dei brani della Side A. Saturazione Momentanea e Città Cieche hanno un'origine precisa: sono nate come musica per il documentario BOX di Giorgio Carella (CameraCar, 2001), un'indagine sul disagio sociale attorno al cosiddetto 'palazzone' di Cinisello Balsamo, periferia nord di Milano. Saturazione Momentanea — struttura essenziale, ritmo ossessivo — comparve poi in due episodi della serie Scrivere New York (2004), nove documentari con protagonisti scrittori americani come Colson Whitehead e Jonathan Lethem.

Ventitré anni dopo, quei brani assumono una nuova vita: Saturazione Momentanea si arricchisce di piano elettrico, sintetizzatori e ottoni; Città Cieche viene rifatta radicalmente, con un tema per sintetizzatore scritto ex novo e la tromba evocativa di Roberto Dazzan a richiamare il Vangelis dei primi anni Ottanta. Il tempo, in musica, non è mai perduto — è semmai materia prima da rielaborare.

L’immaginario visivo: da Moebius a Corben fino all’artwork di Mega

Se Moebius detta la grammatica narrativa del disco, è Richard Corben — l'americano apparso per la prima volta proprio su Alter Alter — a ispirare l'immaginario visivo. Le sue opere oniriche, con le brughiere riarse, le rovine ancestrali, la fauna semi-umana pulsante di forza evocativa, diventano il registro cromatico del concept. L'illustrazione per la copertina è firmata da Simone "Mega" Antonucci: un cittadino dalle fattezze vagamente mutoidi che scruta il cielo sulfureo — non più azzurro, ci dice il disco, dall'epoca del ciclo terrestre — verso un oggetto volante non identificato.

"Alter Quantum" in latino si può leggere anche come "Altra Dimensione": quella sonora, appunto, che il collettivo napoletano abita come una seconda pelle. Un'altra dimensione in cui il passato e il futuro si rincorrono senza sosta, come se il tempo fosse uno di quegli arpeggiatori elettronici che attraversano il disco — ciclico, ipnotico, inarrestabile.

Formazione e produzione: chi sono i 291out e come nasce il disco

Al cuore del disco ci sono i 291out nella loro formazione consolidata: Luca "Presence" Carini al basso elettrico e sintetizzatori, Niccolò Barozzi al piano elettrico, sintetizzatori e talk-box, Antonio "Totem" Bocchino a batteria e darbouka, Daniele Lacava al sassofono. A questi si aggiunge la tromba già citata di Roberto Dazzan. Ma il disco è anche un collage di collaborazioni preziose: Floriano "Majà" Bocchino ai sintetizzatori, Walter "Quiroga" Del Vecchio al piano elettrico, Tancredi Duccio "Nagarrius" d'Alò e Vincenzo "Warren" Ciorra alle chitarre elettriche, Francesco "Vienna" Rotondo al rainstick.

Registrazione, mix e mastering affidati a Marco Leo al Bluescore Studio di Milano. Il vinile — 33", distribuzione Playbeatz per l'Italia — è stampato da Mother Tongue di Verona. Un disco fatto bene, pensato bene, confezionato bene. Come si faceva una volta, quando i concept album erano una promessa mantenuta.

Il percorso dei 291out: tra Napoli Power e ricerca sonora

Alter Quantum si inserisce in un percorso che i 291out hanno tracciato con pazienza e coerenza rara nel panorama indipendente italiano. Il progetto affonda le radici nell'alter ego 291outer space — il side project nato dall'amicizia tra Luca Carini e il DJ/producer Ivan Cibien aka Flyme — con i precedenti concept Beyond (Tasty Treats Records, 2023) ed Escape from Arkana Galaxy (New Interplanetary Melodies, 2018). La differenza è che in Alter Quantum la componente strumentale è preminente: il jazz-rock debitore al prog, al funk e alle colonne sonore torna al centro della scena, lasciando all'elettronica il ruolo di colore e non di struttura.

Il nome del gruppo, ispirato alla rivista dadaista "291" di Stieglitz — omaggio alla libertà, alla creatività e all'ironia di quel movimento che rifiutava le logiche dei generi precostituiti — continua a essere il miglior programma estetico possibile. Alter Quantum è, in questo senso, un'opera che quel programma onora fino in fondo.

Se Alter Quantum fosse un cocktail

Se Alter Quantum fosse un cocktail si chiamerebbe esattamente così: Alter Quantum. E sarebbe impossibile da ordinare distrattamente al bancone — richiederebbe attenzione, tempo, un certo rispetto per il processo.

La base è rum scuro jamaicano: caldo, strutturato, con quella profondità organica che è il Napoli Power distillato in un bicchiere. Ci si aggiunge Amaro Lucano — il prog italiano, leggermente amaro, leggermente notturno, inconfondibilmente meridionale. Il succo di pompelmo rosa è la luce sulfurea della copertina: non più azzurra, ma non ancora buia. Lo sciroppo di cardamomo e i bitter all'arancia sono l'elettronica: speziati, alieni, futuristici.

Ma il gesto che fa la differenza è il fumo. Il bicchiere va affumicato prima di versarci dentro qualsiasi cosa — con legno di quercia o ciliegio, come Moebius che abolisce la sceneggiatura e lascia fluire le immagini. Un gesto surreale che trasforma il banale in visionario. Non si agita con lo shaker: si mescola lentamente, quaranta secondi, con il ritmo ossessivo di Saturazione Momentanea. Insomma. un cocktail da vivere

Alter Quantum recensione: un viaggio sonoro tra passato e futuro

Se Moebius abolì la sceneggiatura per lasciare fluire le immagini, i 291out aboliscono i generi per lasciare fluire il suono. Alter Quantum è un disco che non chiede permesso, non si scusa, non si spiega. Si mette sul piatto e gira. E mentre gira, costruisce mondi: pianeti mutanti, lune lontane, città cieche, saturazioni momentanee che durano per sempre.

Come scriveva Mallarmé — poeta caro a chi sa che la bellezza non ha bisogno di spiegazioni — «una bella ebbrezza mi spinge». Ecco, questo è Alter Quantum: una bella, irresistibile ebbrezza.

la scheda dell'allbum

Artista: 291out  |  Titolo: Alter Quantum  |  Etichetta: Tasty Treats Records

Formato: Vinyl 33" LP  |  Genere: Jazz-Funk / Cosmic / Soundtrack  |  Uscita: 16 marzo 2026

Distribuzione: Playbeatz (IT)  |  Stampa: Mother Tongue, Verona  |  Registrazione: Bluescore Studio, Milano

Tracklist — Side A: Locus-Zeta / Saturazione Momentanea (6:19) · Giove Chiama Terra (4:41) · Città Cieche (3:39)  |  Side B: Pianeta Mutante (4:53) · Zeta-Luna (4:56) · Pianeta Mutante End Titles (2:34)

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