Il brano sottolinea che quello che conta è ricordarci che possiamo scegliere ogni volta chi essere davvero e dove volere andare
IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGINALE DELL'ARTISTA
Vivi è il mio nuovo singolo, che anticipa l’uscita dell’omonimo album disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire da mercoledì 27 maggio; si tratta del mio primo album, un lavoro in cui, attraverso emozioni, memorie e rinascite, voglio raccontarmi con lo sguardo di una cantautrice che utilizza la musica come forma di verità e di vita.
Con questo brano ho voluto fare un esperimento creativo. Nello scrivere Vivi ho voluto omaggiare un brano che per me è stato fondamentale in un periodo buio e che ascoltavo in loop: Seven Seconds di Youssou N’Dour. Ho scelto di ispirarmi solo agli accordi e alle armonie, sui quali si appoggia la melodia, per riscriverne una diversa dall’originale, ma capace di restituirmi la stessa sensazione e le emozioni che provavo nell’ascoltare quel pezzo. Grazie Youssou N’Dour.
Non ho minimamente utilizzato l’AI, ma la genialità delle armonie dell'autore. Mi sono messa alla prova scrivendo una melodia totalmente diversa, mantenendo i mondi meravigliosi di Seven Seconds. È stata una bellissima esperienza creativa. Vivi nasce da un momento profondamente personale della mia vita, in cui la musica è diventata
per me uno spazio di ritorno e consapevolezza. È un invito, che rivolgo prima di tutto a me stessa, ad attraversare le fragilità senza paura, a riconoscerle come parte del proprio percorso e trasformarle in energia vitale. Più che dare risposte, con Vivi sento di indicare una direzione: fermarmi, ascoltarmi e scegliere, ogni giorno, di vivere davvero, senza lasciarmi definire dallo sguardo degli altri. Un messaggio che prende forma in modo più completo nel videoclip che accompagna il brano, di cui rappresenta la traduzione visiva, simbolica ed emotiva.
Diretto da Andrew Superview e prodotto da Unalira Edizioni Musicali, è costruito come un viaggio continuo, sospeso tra realtà e dimensione interiore. Non segue una narrazione lineare, ma si sviluppa attraverso immagini, contrasti e sensazioni. Al centro ci sono io, alla guida di un’auto che attraversa paesaggi ampi e in continua trasformazione; dal giorno alla notte, dal deserto alla costa, dalla campagna alla città: ogni luogo che attraverso rappresenta uno stato emotivo diverso, una fase, una possibilità. La scelta di spazi aperti, quasi infiniti, è finalizzata a raccontare sia il bisogno di respiro, sia quel senso di smarrimento che spesso accompagna i momenti di cambiamento. La macchina stessa è una metafora forte: rappresenta il modo in cui vivo la vita; ci sono momenti in cui mi sento di tenere saldo il volante, lucidamente e consapevolmente, altri in cui mi sembra di lasciarmi trasportare dagli eventi. Ma la verità, a cui torno sempre e che ho voluto raccontare, è che la direzione resta una mia scelta. Vivi è quindi un promemoria profondamente mio: questa è la mia vita, ed è mia soltanto. Non importa dove mi trovo o cosa sto facendo. Non importa se sto guidando o se mi sto lasciando guidare. Quello che conta è ricordarmi che posso scegliere, ogni volta, chi sono davvero e dove voglio andare.