Arisa, l'album Foto Mosse: "Nei momenti bui le risposte sono sempre arrivate dalla musica"
MusicaIl disco mette al centro l’instabilità emotiva come cifra espressiva: relazioni imperfette, identità in trasformazione e un continuo oscillare tra bisogno d’amore e ricerca di sé. Il tour parte con la data zero di Civitanova Marche il 20 maggio. L'INTERVISTA
Foto Mosse è il nuovo album di Arisa, un progetto che arriva a distanza di cinque anni dal suo ultimo lavoro in studio e segna un nuovo capitolo del suo percorso artistico, che la vede per la prima volta protagonista nella scrittura dei pezzi, raccogliendo e rielaborando le diverse sfumature del suo universo musicale ed emotivo. Il disco arriva dopo l’esperienza al 76° Festival di Sanremo con Magica Favola, brano che ha conquistato la Top 5 della finale e continua a riscuotere grande consenso da parte del pubblico, e dopo l’uscita di Il tuo profumo, il nuovo singolo che ha anticipato il nuovo album. Foto Mosse mette al centro l’instabilità emotiva come cifra espressiva: relazioni imperfette, identità in trasformazione e un continuo oscillare tra bisogno d’amore e ricerca di sé. Il titolo suggerisce già l’estetica del progetto: immagini sfocate ma autentiche, frammenti di vita colti nel loro movimento, mai del tutto fermi o definitivi. È un racconto personale e diretto, in cui Arisa si espone in prima persona, attraversando le contraddizioni senza cercare soluzioni, ma abitandole. Amare senza perdersi, restare senza smettere di cercarsi: come nelle foto mosse, la verità si rivela proprio nel movimento.
Rosalba partiamo dalla storia di Foto Mosse: che storia ha?
E’ un progetto che si muove su due livelli, c’è una parte super sensibile di me che un giorno si sente invincibile e l’altro messaggi alle due di notte. Da una parte vuole sicurezza dall’altra vuole cambiare pelle e litiga con se stessa. Di questo dualismo ci siamo accordi dopo quanto mi assomiglia, è drammatico, sincero caotico ma vivo, non cerca la perfezione ma vuole essere vero anche quando è contraddittorio. Sono quattordici tracce che sono partite con Nuvole, brano grazie al qual ho incontrato i Mamakass. Nuvole parla di una relazione che non rende felici, che ha dato tutto e ora non sa dove andare. Ma si possono costruire altre opportunità impastando il pane con le sue lacrime.
Dove porta questa lievitazione?
Ho pensato che una madre anche quando si sente sconfitta può dare forza alle figlie per costruire un’altra direzione. Mia di mamma mi ha sempre detto di essere libera economicamente e non pensare al principe azzurro…ero zitella già a 13 anni, mentre le mie amiche cercavano il fidanzatino, e lo sono rimasta. Tutto questo era fonte di un dibattito acceso tra i miei genitori perché mio padre non voleva si sapesse che io andavo a lavorare perché la gente pensava che non riuscisse a mantenerci. Mia madre invece voleva che conoscessi il valore dei soldi e infatti alle scuole superiori io mi compravo i libri. Partendo da Nuvola nasce un progetto incentrato sulla mia femminilità: famigliare, di amiche e di amici che si sentono donne; più che storie sono identità descritte in maniera molto reale e nelle quali tutti possono riconoscersi. L’album è costruito per lasciare una testimonianza reale della nostra vita affinché possa essere accolta e consolatoria, che sia una pacca sulla spalla o un abbraccio profondo per le persone che si sentono distanti dalle mode e da quello che impone la società.
Ne è un esempio Portami con Te?
Adoro scrivere con Antonio Dimartino che è un siciliano poetico che sa rendere semplici cose complicate.
Ci sono parecchie canzoni da te firmate: è il tuo album più cantautorale?
In questa vita ho la necessità di manifestarmi se no perché faccio l’artista? Non voglio solo una bella voce, voglio raccontare la mia vita per indicare una strada. Nei momenti di buio e privi di consigli la musica mi dava risposte, voglio confrontarmi con la musica con estrema sincerità.
Il dopo Sanremo ti ha portato parecchie soddisfazioni, giusto?
Sono felice, non era scontato, mi sono sentita io in ogni momento, mi sono sentita accettata sia dagli addetti ai lavori che dal pubblico, tutto è stato molto bello. Oggi per strada vedo gente più affettuosa e amorevole, più famigliare e che mostra voglia di condividere emozioni, è dolcissima. Da quello che sta accadendo e dal senso di famiglia che trasmette credo che il mio Festival sia andato molto bene.
Avevi proposto altri brani a Carlo Conti oltre a Magica Favola?
Sì, naturalmente Il Tuo Profumo e Amore Universale ma poi a Carlo è piaciuta Magica Favola e siamo andati con quella.
Il titolo Foto Mosse come nasce?
Mai le ho buttate le foto mosse, le ho sempre trovate sempre artistiche, identificative di un attimo che passa. I momenti che ci rendono felici vanno tenuti stretti perché la felicità è rara, quando arrivano poi quelli tristi sappiamo che sono solo momenti ma il fine ultimo è uscirne e abbracciare la vita. Purtroppo stiamo normalizzando il dolore: è giusto dire che esiste ma se ne esce seppur a fatica. Il dolore è momenti che incontri non qualcosa che caratterizza la vita.
Parlami di Amore Universale.
In ogni canzone ci sono dentro per giorni, sono orgogliosa di ogni brano. Amore Universale parla di chi è scomodo in una coppia, spesso gli uomini ci scambiano per madri. Per amare, come a volte mi si chiede, queste persone avrei dovuto partorite. Le Madri devono essere madri, le fidanzate fidanzate e le mogli mogli.
Un tuo verso recita “prometto di essermi fedele per sempre”: è molto intenso.
Partiamo dalla discografia che è un mondo particolare, non sono Leonardo da Vinci che fa da solo il suo quadro, io lavoro in team, stavolta sono riuscita ad avere vicine persone che non soffrono di eccessivo protagonismo, o meglio c’è ma mi hanno lasciata libera di essere ciò che sono.
Non sei mamma ma sei molto amata dai bambi: come te lo spieghi?
Impazzisco per i bambini come per gli animali, sento tramite loro una energia che mi appaga e mi nutre, c’è forte empatia. Loro sentono la mia parte bambina che è molto presente, sono una donna grande mentre mia madre dice che sono una bambina grande. Ho un lato materno pronunciato ma se sei madre il figlio ti rispetta, se diventi madre del tuo uomo poi si perde l’equilibrio. Il mio problema è che sono molto materna e dunque mi astengo da determinate relazioni: a volte c’è un rapporto conflittuale con genitori ma quanto ci domandiamo quanto faticano ogni mattina preparare la colazione ai figli Per mettergli la sciarpa? Poi è vero che siamo sempre contro ma non è scontato trovare qualcuno si prenda cura di te nelle piccole cose. Non va bene che l’uomo si aspetti una mamma, serve la frusta.
E’ complicato trovare un uomo adatto che sappia contrastarti e coccolarti oppure sei già tu che ti poni come non madre?
Ho imparato chi sono, devo avere vicino persone risolte ed equilibrate che sappiano porre limiti ai miei eccessi di amore incondizionato. Penso che questo uomo non ci sia e neanche ho voglia di trovarlo, o altro da fare.
Si respira, nelle tue parole, un ritorno ad Abbi Cura di Te?
Se non abbiamo niente da rimproverarci possiamo dedicarci agli altri senza paranoie o sensi di colpa. Senza incursioni di messaggi subliminali o su come essere e non essere: bisogna difendere i propri gusti e capire chi si è e dove si vuole andare. Nei rapporti bisogna tutelarsi.
Atomi però sembra andare in un’altra direzione.
C’è anche l’amore nelle mie canzoni.
So che stai partendo per Madrid.
La pellicola de il Ragazzo dei Pantaloni Rosa verrà distribuita in Spagna dunque la canzone Canta Ancora va tradotta e diventerò una famosissima cantante spagnola (ride, ndr). La ho scritta per mia madre tanto tempo fa e vedere che mi porta fuori dall’Italia rafforza il potere di mia madre, che mi ha benedetta dal primo giorno in cui sono nata. Ora dovrò studiare anche il flamenco e le nacchere.
L'idea di fare anche l’attrice ti piace?
Ho avuto proposte ma non ho ricevuto ruoli interessanti. Avrei fatto volentieri la madre ne Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa ma ammetto che Claudia Pandolfi lo ha interpretato benissimo il ruolo. Ho fatto la perpetua e ho doppiato, la vita mi ha regalato tantissime belle cose. Poi attraverso la televisione ho avuto la possibilità di farmi conoscere, a Sanremo nel 2009 ero caricaturale, non fosse stato per la voce pensavano fossi una comica. La tivù ha creato una sorta di parentela con le persone, una comprensione più profonda che aiuta a decodificare i miei messaggi artistici. Le persone sanno di cosa parlo nelle canzoni perché mi conoscono e questo me lo ha dato la tivù. Voglio fare entrambe le cose.
Il significato di un brano intenso come Arrivederci?
Voglio ripartire sempre, poi le situazioni si riaprono. Ci sono fasi della vita che porto avanti in blocco perché c’è equilibrio ma i blocchi sono cubetti di ghiaccio che devono consumarsi e poi ne arrivano altri.
Conservi molte foto mosse?
Ne scatto molte, me ne faccio scattare, sento la necessità di esistere attraverso la mia immagine perché mi va di manifestarmi. Dovessi fare una scelta farei una foto col mio team e ai miei genitori affinché se dovessero…andare via voglio avere tutto di loro. Le fotografie, i video, gi audio sono quello che ci rimane, sono una feticista di questa cosa.
Hai detto che Lonely Boy non è solo una canzone ma è una storia.
La ho scritta per un ragazzo che abita a 20 metri da me, conosciuto grazie al mio cagnolino. Si chiama Pier, cercavo disperata un trasportino per i miei cani, dovevamo andare fino in Sicilia. Il trasportino fatto da una ragazza cinese si rompe e mi veniva da piangere: lui mi ha visto disperata e mi ha detto ti accompagno io, era un bellissimo ragazzo che mi piaceva. Mi presento all’appuntamento mostrando il peggio di me a partire da come ero vestita, salgo in auto e mi siedo dietro con i miei cani, sono quattordici ore di auto: lui mi guardava e parlava dallo specchietto retrovisore. Quando ho capito la situazione era tardi, insomma ho rovinato l’occasione.
Infine il tour.
Parto a maggio con la data zero di Civitanova Marche il 20 maggio e poi sarà a Roma il 22 e a Milano il 29. Poi proseguirò in estate nelle principali location open air e in autunno andro nei nei teatri. Sto costruendo un racconto dal vivo che accompagnerà l’uscita di Foto Mosse e porterà sul palco i nuovi brani insieme a quelli che hanno costruito la mia storia.