Ditonellapiaga, l'album Miss Italia: "Il Tribunale deciderà se devo cambiare il titolo"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Crediti Ilaria Ieie

La cantautrice romana non sa se potrà mantenere il titolo scelto in quanto è lo stesso del concorso di bellezza. Le dieci canzoni sono un viaggio interiore. Il tour partirà il 26 maggio da L'Aquila. L'INTERVISTA

Miss Italia è il nuovo progetto discografico di Ditonellapiaga (BMG/Dischi Belli). Il grosso problema è che la società che cura l'omonimo concorso di bellezza ha fatto ricorso e si attende una decisione urgente dal Tribunale di Roma. L’album nasce come reazione alla necessità di fermarsi e rimettere tutto in discussione per ritrovarsi, con il desiderio di restare fedele a se stessi pur vivendo all’interno di un sistema che spesso chiede il contrario. Interamente scritto e composto da Margherita Carducci insieme ad Alessandro Casagni che ne ha anche curato la produzione. Miss Italia indaga il rapporto con i canoni, con la percezione degli altri e con l’idea di essere giusti: Ditonellapiaga non punta il dito, stuzzica con curiosità prendendosi, con la sua voce sbarazzina e volutamente fuori dal coro, i suoi spazi tra le regole e le sue ambiguità. Con sonorità elettroniche e sfumature pop-dance, Miss Italia esplora in dieci tracce le crepe dello star system, punzecchia i suoi miti e le sue maschere, trasformando le contraddizioni di questo mondo in una parodia lucida, ironica e intelligente.

Margherita il tuo Miss Italia parte aspettando una sentenza.
Lo so e incrocio le dita. Il disco parla del mio rapporto con i canoni imposti dalla società, del fatto che bisogna sempre essere smaglianti, la miss deve essere perfetta e io parlo di anche di inadeguatezza. Lo so che c’è un Tribunale che deciderà sul titolo, c’è stata un'udienza presso il tribunale di Roma e non so se il mio disco potrà continuare a chiamarsi Miss Italia. Ci tengo al titolo perché è legato alla mia libertà di espressione, racconto una questione personale che fa parte dell’immaginario globale.

Affronti anche il tema delle scelte e il focus è nella canzone Bibidi bobidi bu.
Questo è un album di confronto con me stessa, di accettazione di momenti di difficoltà che ho cercato di superare scrivendo. E’ un album che parla del rapporto che ho con il mio lavoro. Un brano che segna il passaggio dall’underground al mainstream e il bivio lo taglio a metà. Mi è stato chiesto di scegliere la via di mezzo, avevo bisogno di chiarire e ne parlo proprio in Bibidi bobidi bu. Canzone cruciale perché ha messo a fuoco il mio momento che vivevo e ne ho parlato in maniera diretta. Il tema del compromesso lo sentivo troppo vicini, tutti ci passiamo seppure in maniera diversa.

Il disco si chiude con un brano evocativo che si intitola La Verità: scelta ragionata, giusto?
Per me un momento di terapia, ho deciso di stilare una tracklist con excursus narrativo che raccontasse il mio percorso di liberazione. L’ultima canzone è proprio stata scritta per ultima, racconta la caduta della maschera, il mio bisogno di accettare la verità. Questo brano parte con una intro morbida che poi si fa incalzante e molto dance. Qui mi libero e tutt’oggi quando lo ascolto ho questa sensazione.

A Sanremo sei arrivata strana con la canzone, Che Fastidio!, con un nome strano ma hai messo d’accordo tutti.
A essere sincera ti dico che ho più paura delle decisioni che prenderò da ora in poi, quello che ho fatto è nato in un momento di vulnerabilità. Ora le cose sono cambiate e cerco di impormi quotidianamente, di ragionare come mi sono approcciata al disco. Il tema è che fossi percepita mainstream ma non lo fossi nell’essenza. Oggi trovo persone che mi fanno i complimenti e probabilmente dieci anni fa mi avrebbero schifato. Quello che ho fatto a Sanremo è quello che cercherò di fare sempre nel mio percorso.

Nel 1978 Patty Pravo fece un album con lo stesso titolo, Miss Italia, ma non ebbe problemi legali: perché? Enzo Mirigliani era più disponibile rispetto a sua figlia Patrizia?
Credo che non fosse registrato quando lei fece il disco. Non posso espormi molto, ogni cosa che dico ora può essere girata contro di me. Il disco esce domani, è già stampato. E’ stata richiesta una risposta con urgenza.

Cosa ha scoperto Margherita nella ricerca di se stessa?
Ho la percezione della bellezza con l’errore, mi affascina da sempre il grottesco. In questo momento della mia vita mi sento a fuoco per la mia identità ma c’è stato momento precedente in cui sentivo che quello che facevo come artista non era mai abbastanza. Io mi sento autentica quando sono ironica, teatrale e un po’ esagerata, ho una spontaneità eccentrica che non è costruita, è il mio modo di giocare. Troppe volte mi interrogavo su cosa piacesse prima agli altri e poi a me, ora è diverso, ho imparato a pensare di più a me, ad accettare i fallimenti ma anche a scrivere un disco così.

Il disco è più cura per il tuo io interiore o più una difesa dal mondo esterno?
Più un viaggio dentro di me, quello che è fuori anche se ci provo non è detto che cambierà. Ho imparato ad adottare strategia di uscita dalle critiche. Bisogna fare i conti di quanto i valori siano più importanti della convenienza.

In Tropicana hotline parli del gossip: cosa ti ha spinto ad affrontare questo tema?

Parlare male degli altri ci fa sentire meglio, è una coccola al nostra ego ma in realtà parlare male degli altri è soprattutto sentirsi migliori, insomma per non guardarci dentro spostiamo lo sguardo fuori.

Un tuo ricordo Ornella Vanoni?
Un esempio di libertà musicale e sociale, quando la ho conosciuta mi ha fatto percepire il valore della cultura, era una intellettuale. Oggi la cultura non è così centrale come lo era allora, lei ha conosciuto persone illuminate e vissuto una vita incredibile.

Infine continuerà la collaborazione con TonyPitony? E cosa puoi anticipare del tour?
Continuiamo a lavorare insieme con Tony, faremo altri progetti. Dal vivo voglio sperimentare e i concerti avranno una componente coreografica, voglio renderli più teatrali, la band suonerà tanto ma voglio divertirmi con elementi performativi perchè se mi diverto io si diverte il pubblico.

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