Dargen D'Amico, l'album Doppia Mozzarella: "Per essere sereni basta il necessario"
MusicaIl disco è una metafora su come siamo bombardati continuamente da stimoli che inducono le persone a volere sempre di più, ben oltre le necessità reali di ognuno di noi. L'INTERVISTA
Doppia Mozzarella, il nuovo album di Dargen D’Amico è il frutto di un lavoro di due anni, di una riflessione metodica e approfondita che viene esplicata dal titolo: ironico e immediato ma ricco di significato. Quella della Doppia Mozzarella è infatti usata da Dargen D’Amico come una metafora, bombardati come siamo continuamente da stimoli che inducono le persone a volere sempre di più ben oltre le necessità reali di ognuno di noi. Un progetto in cui confluiscono flussi di pensiero eterogenei con svariate sfumature, che sfociano tutti nello stesso contesto riflessivo e che finiscono per rendere l’album un’esplorazione all’interno delle più profonde sensazioni dell’artista. Non mancano ballad, in cui il racconto di una storia viene usato come metafora per descrivere momenti e percezioni. A livello musicale l'album risulta essere estremamente multiforme nel suono, negli approcci a ogni brano e nei ritmi, tra melodie lo-fi, folk popolare e rap. Un progetto che cerca di far riflettere divertendo, musicalmente e a livello di testi, senza appiattirsi a un’unica narrazione e provando a creare nell’ascoltatore nuovi spunti di riflessione su diverse tematiche.
Jacopo partiamo dalla storia di Doppia Mozzarella, un progetto al quale hai lavorato due anni e che ha come tema portante una società che da una parte soffre questa epoca ma dall'altra è consumista oltre i suoi bisogni. Come è nato l'album?
Non lo avrei potuto descrivere in modo migliore. Il tema del prendersi del tempo, pur non sapendo quanto me ne serviva, è stato fondamentale e il risultato è figlio di molta calma e del concentrarci sul lavoro coi musicisti con i quali ho condiviso tempo, spazio e concerti. Doppia Mozzarella è una musica da contatto, nata nello stesso studio passando giornate per fare modifiche che con l'Intelligenza Artificiale risolveresti in qualche minuto. Mi sento privilegiato ad avere avuto due anni per un disco. La società ha un sottostante senso di inquietudine dato dalla sensazione di essere fuori tempo, dall'avere molte possibilità, quasi infinite, ma poi hai la certezza che la sola cosa che serve per stare bene è l'accettazione di quello che hai e il rispetto delle persone.
Un mese dopo Sanremo fai ancora brutti sogni che paiono reali oppure tu è l'AI vi siete un po' avvicinati?
Per me che portavo un brano forte seppure con coloriture leggere, essere lì col primo bombardamento sull'Iran, l'AI mi ha fatto sentire inutile e percepire passato il ragionamento fatto nella canzone. L'Ai ha potere non solo sulle vite ma anche sui morti. Una canzone non può mai superare realtà.
In Pianti Grassi c'è un Dio che non è proprio quello delle immagini sacre: che rapporto hai con la Fede?
Non so descriverlo ma sono credente anche se non mi appello alla raffigurazione del divino.
In Ottaviano ti domandi "chi è che nella vita non è stato mai un attore?": non credi che oggi però ci siano troppi attori e poche persone vere? L'idea di Luigi Pirandello secondo il quale il mondo è un palcoscenico dove ognuno esercita il ruolo che la vita gli ha dato ha una sua verità?
Difficile avere tempo per essere noi stessi senza finire su un palcoscenico, lì dovresti esserci quando hai preso coscienza di chi sei. Siamo tutti protagonisti o almeno così ci fanno sentire, non si riesce a prendersi tempo per riflessioni più lunghe di qualche minuto. E' difficile essere sinceri, siamo una maschera differente per ogni persona con la quale ci confrontiamo.
I Centri Commerciali, sottratta la drammaticità iniziale di una persona innamorata dei suoi farmaci, mi ha ricordato gli allevamenti intensivi di animali: sono "le trappole dei giorni nostri"?
Quando pensavamo che i supermercati chiudessero sono diventati casa nostra. Col telefono guardiamo scaffali di merce e acquistiamo compulsivamente e inutilmente.
Senti spesso il bisogno, in questa società che ci vuole iper performanti, di avere "i giorni tutti uguali come le sale prove"?
Giudicando i due anni che ho avuto per lavorare al disco, che è stratificazioni di livello di lettura della medesima realtà, solo con movimento dello spazio e dei pensieri, ti dico di sì. Il disco per un ascoltatore è conoscere diverse modalità espressive mentre oggi si ragiona su unica faccia. Credo nel vivere intensamente il tempo.
Le "monetine all’Hotel Raphael" che piovono sono una citazione illuminata di un'altra stagione politica: guardando i nostri politici odierni hai nostalgia dei vari Craxi, Andreotti, De Michelis, discutibili ma veri animali politici?
Quello forse è stato l'inizio della decadenza, quei nomi portano a persone non politiche. Vorrei essere governato da politici che hanno vergogna di cambiare idea e che hanno le idee chiare.
Tecno Tango è la tua risposta autoctona al Libertango di Astor Piazzolla?
Non li metterei sullo stesso rigo. Nel disco ci sono momenti di dubbio se siamo uomini o macchine. La canzone parla della ritualità dell'incontro.
Chi è l'ironico-ascetico di Non Bevo Non Fumo?
E' un passaggio verso la maturità, ti fai domande, ci sono incontri che volevi o altri che sono dettati dalle abitudini, ci sono comportamenti che possono falsare la realtà.
"Medicine che ci allungano le vite ma per le visite servono due anni o più di file": la guerra non è finita ma basterà una vita per almeno aggiustare le cose?
In Italia conosciamo il metodo di prenotazione del sistema sanitario, è la fredda fotografia dello stato delle cose. La sanità non è una questione rilevante nella vita politica. Da esseri nudi siamo tutti dell'idea che è l'amore che ci governa, siamo per il rispetto della purezza dei rapporti poi accettiamo che in nome nostro si bombardino le tendopoli.
Mi racconti la storia de L'Ascensore, la mia preferita?
Il titolo è una metafora dell'ascensore sociale, della necessità e del desiderio di migliorare la nostra posizione, di fare un percorso terrestre in compagnia. L'Italia non brilla per l'ascensore sociale. Non ho capito il senso del brano finché non lo ho finito, sono rimasto per un po' fermo fino alla prima strofa cantata al femminile.
In Moto Ondulatorio dici "il senso delle cose non interessa al popolo": per Marx la religione era l'oppio dei popoli, oggi l'oppio dei popoli è tenerli nell'ignoranza?
L'oppio dei popoli è la pagliuzza nell'occhio altrui tra un acquisto e l'altro.
Quando vai in pizzeria mozzarella normale o doppia?
Se è sera è meglio evitare. Per pranzo non resisto alla sensualità della mozzarella. Troppo facile rinunciare alla doppia dose.
In questo 2026 compie vent'anni Musica Senza Musicisti il tuo album d'esordio, fluviale, di 24 canzoni: lo ristampi? Avrà una spazio speciale nei tuoi concerti?
Non doveva essere un album, era una collezione di sperimentazione fatte nel computer e poi col mio amico Francesco Gaudesi che studiava alla scuola per fonici per gioco abbiamo provato a mixarle. Bella l'idea di darli spazio nei live, grazie.
Che accadrà nelle prossime settimane?
Girerò l'Italia per incontrare i curiosi che si chiedono se può essere interessante fare un ascolto con me e se cambieranno idea ormai ci sono ed è tardi! Il tour partirà da metà giugno e finisco l'1 ottobre all'Alcatraz di Milano.