Dot Rotten, il rapper che aveva collaborato anche con Ed Sheeran è morto a 37 anni

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Nono sono note le cause del decesso del pilastro della scena Grime britannica. Secondo alcune indiscrezioni online, l'artista sarebbe però scomparso in Gambia

Il rapper Dot Rotten, pilastro della scena Grime britannica e noto anche per collaborazioni con artisti del calibro di Ed Sheeran, è morto all’età di 37 anni. La famiglia ha confermato alla BBC la scomparsa, senza però fornire altri dettagli sulle cause del decesso. Secondo alcune indiscrezioni online, Dot Rotten sarebbe però morto in Gambia.

LA CARRIERA

Nato il 19 ottobre 1988 a Londra, Joseph Ellis-Stevenson, noto come Dot Rotten, aveva iniziato a rappare all’età di sette anni, quando aveva composto la sua prima musica su un computer Atari. Nel 2007, con il nome di Young Dot, aveva pubblicato il primo mixtape, This Is the Beginning. Nel 2008 aveva però cambiato il nome d’arte in Dot Rotten (acronimo di “Dirty on Tracks, Righteous Opinions Told to Educate Nubians”, in omaggio al personaggio di Dot Cotton della serie tv EastEnders), poi nuovamente sostituito da numerosi altri come Zeph Ellis, Three-Six, The Spirit, Big Dotti e Terror Child. Il rapper aveva infine ripreso lo pseudonimo poco prima di morire per lanciare il singolo Psalms for Praize. Nel 2008, l'artista aveva pubblicato nel giro di un mese sei volumi della serie di mixtape Rotten Riddims, che la rivista Clash aveva definito “alcuni dei lavori strumentali più pertinenti del genere Grime”, presto diventati “un punto di riferimento per gli stili di produzione” della categoria. Aveva quindi ottenuto un contratto discografico con la Mercury Records e aveva collezionato numerose apparizioni come ospite nei dischi Goodbye to You di Ed Sheeran, Speeding By di Mz Bratt e Dub on the Track di Cher Lloyd. Nel 2011 aveva partecipato poi al singolo Children in Need di Gary Barlow, una cover del brano Teardrop dei Massive Attack alla quale avevano partecipato anche Chipmunk, Wretch 32, Labirtinth, Ms Dynamite e Rizzle Kicks. Nello stesso periodo, aveva vissuto una faida verbale con il “Re del Grime”, Wiley, che l’aveva portato anche a scontri con altri cantanti come P Money, JME e Stormzy. Nel 2012, invece, aveva pubblicato l’album di debutto, Voices In My Head, e aveva ottenuto il successo commerciale con il singolo Overload (ispirato alla sua esperienza con una grave depressione), che aveva raggiunto la Top 20 britannica. Tuttavia, nonostante il successo della canzone, l’album era rimasto fuori dalla Top 100 a causa di una disputa con l'etichetta discografica. Dopo aver chiuso il contratto con la Mercury Records, il rapper aveva pubblicato una serie di album indipendenti, compreso il settimo volume di Rotten Riddims, ma si era poi spostato gradualmente dietro le quinte in veste di autore e produttore, collaborando con artisti come Headie One, D-Block Europe e Nines. Nel 2012, in un’intervista alla BBC 1Xtra, il musicista aveva raccontato di scrivere fino a quattro canzoni al giorno. “Una volta ascoltato un beat e scritto un ritornello, direi che il tempo medio di registrazione necessario per completare e completare quel ritornello è di circa un’ora”. Nonostante i suoi successi, però, non si è mai montato la testa. “Sto molto con i piedi per terra. Cerco di mantenere un grande equilibrio. Ho la capacità di unire le persone e far funzionare le cose, ed è quello che cerco di fare”.

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