È online l’asta benefica lanciata da ActionAid e TV Sorrisi e Canzoni con i cimeli donati dagli artisti in gara, dal cappello di J-Ax agli occhiali di Dargen D’Amico, passando per le zeppe di Malika Ayane. Il ricavato servirà ad ampliare un centro antiviolenza in Uganda, in un Paese dove meno di 20 strutture provano a contrastare un’emergenza silenziosa che colpisce migliaia di donne
Al Festival di Sanremo, (qui tutti i testi delle canzoni) dove ogni dettaglio diventa narrazione – un outfit, uno sguardo, un accessorio che cattura la scena – torna anche l’impegno sociale di ActionAid, charity partner ufficiale di TV Sorrisi e Canzoni. L’organizzazione lancia un’asta benefica su CharityStars, trasformando alcuni oggetti simbolo degli artisti in gara in strumenti di aiuto concreto per un centro antiviolenza in Uganda.
I cimeli diventano racconto: dal cappello di J-Ax alle zeppe di Malika
Al Sorrisi The Beach Club, nuovo spazio affacciato sul Festival e per la prima volta aperto anche al pubblico, sono esposti alcuni dei cimeli messi all’asta da ActionAid. In evidenza il cappello a tesa larga di J-Ax, gli occhiali di Dargen D’Amico e le zeppe limited edition di Malika Ayane, tre oggetti che richiamano immediatamente lo stile dei rispettivi artisti. Accanto ai pezzi, una selezione di copertine storiche di TV Sorrisi e Canzoni, autografate durante la settimana, completa l’allestimento con un tocco più “di atmosfera” sanremese.
Approfondimento
FantaSanremo, tutti i trofei e come sbloccarli
Un’asta per proteggere donne e bambine
Dietro l’atmosfera frizzante del Festival e la curiosità attorno ai cimeli, l’iniziativa di ActionAid mantiene il suo cuore più urgente: sostenere l’ampliamento di un centro antiviolenza a Kapchorwa, nel nord-est dell’Uganda. Non si tratta solo di raccogliere fondi, ma di garantire che donne e bambine possano trovare un luogo sicuro in cui chiedere aiuto, ricevere supporto psicologico e avviare percorsi di tutela legale. In molti casi, questi centri rappresentano l’unico rifugio possibile per chi fugge da violenze domestiche, matrimoni forzati o abusi radicati nelle dinamiche sociali locali. “Il nostro obiettivo è trasformare la visibilità del Festival in un gesto concreto”, spiegano da ActionAid, sottolineando come la potenza mediatica di Sanremo consenta di sensibilizzare anche chi, forse, non si imbatte spesso nel tema dei diritti femminili in Africa. È un’asta che, nella forma, appare leggera e pop; ma nel contenuto, affronta una delle emergenze più serie del continente africano.
Approfondimento
Sanremo 2026, tutti i conduttori del Festival serata per serata
Uganda: un Paese con pochissimi centri antiviolenza
I numeri che arrivano dall’Uganda danno la misura della fragilità del sistema di protezione: il 44% delle donne ha subito violenza fisica almeno una volta nella vita, il 17% violenza sessuale. A fronte di un Paese con più di 45 milioni di abitanti, operano appena 18 centri antiviolenza. Undici di questi esistono grazie al sostegno economico di ActionAid — e qui il paradosso è evidente: strutture indispensabili che dipendono quasi esclusivamente dalla solidarietà. Negli ultimi mesi, la mancanza di risorse ha già ridotto l’offerta di servizi: meno psicologhe, meno operatrici, meno posti letto disponibili. La conseguenza più drammatica è che il numero di donne assistite si è quasi dimezzato, proprio mentre aumentano le richieste di aiuto, spesso portate avanti in condizioni di isolamento e rischio. L’ampliamento del centro di Kapchorwa non sarà quindi solo un miglioramento logistico, ma un investimento nella possibilità reale, concreta, di salvare vite. Un presidio che diventa rete, punto d’ascolto, e per molte donne, il primo passo verso una rinascita.