Peter Gabriel, testo e significato del singolo Put The Bucket Down (Bright Side Mix)

Musica

Introduzione

Il brano è il secondo estratto di o\i, il nuovo album dell'artista in uscita entro la fine del 2026. Il rilascio dei singoli, tuttavia, non sarà "massivo": Gabriel ha promesso un nuovo brano ad ogni luna piena

Quello che devi sapere

Una canzone per ogni plenilunio

Put the Bucket Down (Bright-Side Mix), il nuovo singolo di Peter Gabriel, è uscito venerdì 13 febbraio. Perché questa data? Perché, il cantante, pubblicherà una nuova canzone per ogni luna piena del 2026 (fino all'uscita dell'album, alla fine dell'anno). E, per ogni canzone, pubblicherà due versioni: Dark-Side e Bright-Side. Insieme ad un'opera d'arte.

Il testo

Well a story begins
With the dark in my hand
I'm tied to the rock
That burns in the sand
The waves are crashing
And the jelly's afloat
And the flowers in the water
Surrounding the boat


Whose mind is this?
Just tell me who
Whose mind is this?
No meaning coming through


There's a hole in my head
You can see right through
I make out a mirror
But I can only see you
I'm becoming a building
With a door for a mouth
My head's in the North
And my feet in the South
The walls of my skin so alive to the touch
Come in to the building
I want you so much

 

Oh, oh, oh, oh
Put the bucket down
Hey
Put the bucket down
Oh, oh, oh, oh
Put the bucket down
Hey
Put the bucket down

 

I am the sum of all the signals
That move inside the head
The less you have
The more you can make of it
With all those senses and those feelings
That light up in the brain
And they paint the picture
Build a brand new world again
World again



Oh, oh, oh, oh
Put the bucket down
Hey
Put the bucket down
Oh, oh, oh, oh
Put the bucket down
Hey
Put the bucket down

 

When theses thoughts move around me
They swim inside my head
No idea which've been written
Which thoughts have just been read
Some light up the shadows
Bringing life back to the dead
While all the maps keep changing
Imagination led

 

Whose mind is this?
Just tell me who
Whose mind is this?
No meaning coming through

But the salt is in the chocolate

 

The silky sexy stain

I feel the illumination
In all the circuits of my brain
They show me where we're going
Unroll the love and pain
No one here can tell you where we're heading on this train



I am the sum of all the signals
That move inside the head
The less you have
The more you can make of it
With all those senses and those feelings
That light up in the brain
And they paint the picture
Build a brand new world again
World again



Oh, oh, oh, oh
Put the bucket down
Hey
Put the bucket down
Oh, oh, oh, oh
Put the bucket down
Hey
Put the bucket down



I am the sum of all the signals
That move inside the head
The less you have
The more you can make of it
With all those senses and those feelings
That light up in the brain
And they paint the picture
Build a brand new world again
World again

 

Well this story's beginning
Is the same as the end
The train's in motion
It's Box Tunnel 'round the bend
It's Box Tunnel 'round the bend

It's Box Tunnel 'round the bend

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Il significato

Put The Bucket Down (Bright-Side Mix) è un viaggio psichedelico e filosofico attraverso la natura della coscienza, dell'identità e della percezione. La domanda centrale, "di chi è questa mente?", non è retorica: è un interrogativo esistenziale che attraversa tutto il testo. Il narratore si trova in uno stato di frammentazione mentale, dove i confini tra sé e l'altro, tra realtà e immaginazione, tra pensiero scritto e pensiero letto, si dissolvono completamente. L'immagine del corpo che diventa edificio, con una porta al posto della bocca e la testa separata dai piedi, rappresenta questa disgregazione dell'io unitario: non siamo più una singola entità coerente, ma una struttura complessa e abitabile, aperta all'invasione dell'altro ("entra nell'edificio, ti voglio così tanto"). Il ritornello "metti giù il secchio" sembra un invito a lasciare andare gli strumenti limitati della razionalità, ad abbandonare il tentativo di contenere e controllare l'esperienza. La metafora del secchio - un contenitore piccolo e inadeguato - suggerisce che ciò che stiamo cercando di trattenere è troppo vasto per essere imbrigliato. Il verso filosofico centrale - "sono la somma di tutti i segnali che si muovono nella mia testa, meno hai più puoi crearne" - ribalta la logica materialista: la mente non è un contenitore passivo di dati esterni, ma un generatore attivo di realtà. Meno informazioni rigide abbiamo, più spazio c'è per l'immaginazione creatrice. I sensi e i sentimenti che "si illuminano nel cervello" non si limitano a registrare il mondo: lo dipingono, lo costruiscono da zero, "creano un mondo nuovo". Le immagini paradossali (il sale nel cioccolato, le mappe che cambiano continuamente, i pensieri che nuotano senza sapere se sono propri o letti altrove) rafforzano questa idea di fluidità radicale. Non c'è una verità fissa, non c'è un'identità stabile: tutto è in movimento, guidato dall'immaginazione. Il treno rappresenta il viaggio della coscienza: non sappiamo dove stiamo andando, ma siamo comunque in movimento. Mentre il tunnel - simbolo di passaggio, di oscurità temporanea, di trasformazione - è "dietro la curva", sempre imminente ma mai raggiunto del tutto. Il fatto che l'inizio della storia coincida con la fine chiude il cerchio: siamo in un loop eterno di creazione e dissoluzione, di identità che si formano e si sfaldano, di mondi che nascono nel cervello e poi scompaiono. Non c'è risposta definitiva alla domanda "di chi è questa mente?", perché la mente stessa è un processo fluido, non un'entità fissa. Siamo la somma dei segnali, delle percezioni, delle sensazioni. E, ogni volta che crediamo di aver capito chi siamo, il treno svolta e tutto ricomincia.

La carriera di Peter Gabriel

Nato nel 1950 in Inghilterra,  Peter Gabriel raggiunge la notorietà nei primi anni ’70 come voce e anima teatrale dei Genesis, contribuendo in modo decisivo alla definizione del progressive rock con album iconici e performance visionarie. Nel 1975 lascia la band per intraprendere una carriera solista che lo porterà a esplorare territori sonori completamente nuovi. I suoi primi dischi solisti, tutti intitolati semplicemente Peter Gabriel, mostrano una forte sperimentazione, culminata nel terzo album del 1980 (noto come Melt), che include il celebre brano Biko, potente denuncia contro l’apartheid. Il successo mondiale arriva nel 1986 con So, trainato da hit come Sledgehammer e Don’t Give Up, che lo consacrano come star internazionale. Gabriel è anche un pioniere della world music: nel 1982 fonda il festival WOMAD e successivamente l’etichetta Real World Records, promuovendo artisti da tutto il mondo. Parallelamente si distingue per l’impegno umanitario e per l’attenzione alle nuove tecnologie applicate alla musica. Con una carriera lunga oltre cinque decenni, continua ancora oggi a pubblicare e sperimentare, rimanendo un punto di riferimento assoluto della scena musicale globale.

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Il nuovo album

Il nuovo album di Peter Gabriel, o/i, verrà pubblicato secondo le stesse "regole" del precedente: una canzone alla volta, in corrispondenza delle lune piene. Le canzoni del disco, ha spiegato l'artista, uniscono pensieri e sentimenti. "Ho riflettuto sul futuro e su come potremmo reagire ad esso. Ci stiamo inoltrando in un periodo di transizione come mai prima d’ora, innescato probabilmente da tre ondate: l’intelligenza artificiale, il calcolo quantistico e l’interfaccia cervello-computer. Gli artisti hanno il compito di guardare nelle nebbie e, quando intravedono qualcosa, di tenere in mano uno specchio".

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