Modna presenta il singolo Resti in Città: il video

Musica

La canzone rcconta la differenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo, senza scivolare nel giudizio

Resti in città nasce da una constatazione che mi accompagna da tempo. Intorno a me sento parlare continuamente di cambiamento, di ripartenze, di altrove, come se l’idea di andarsene fosse diventata un linguaggio comune, quasi obbligato. Eppure, nella vita concreta, le persone continuano a restare. Le giornate si consumano negli stessi luoghi, dentro abitudini che non sono necessariamente una prigione, ma nemmeno una risposta. Mi interessava raccontare proprio questo, la differenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo, senza trasformarla in un giudizio. Il brano non segue chi parte, ma chi rimane. Chi conosce perfettamente l’idea dell’andarsene, ne padroneggia il lessico, la immagina, la racconta, ma poi continua a vivere nello stesso perimetro. E non per inerzia o mancanza di coraggio, ma perché restare è diventato, per molti, una scelta complessa, fatta di sicurezza, di riconoscimento, di paura di perdere ciò che si ha.

 

Resti in città parla di una routine che funziona, che tiene insieme le cose, ma che non promette svolte. È un movimento reale, fatto di lavoro, notti, incontri, passaggi ripetuti negli stessi spazi urbani, che però non coincide con una trasformazione vera e propria. La figura che attraversa il brano vive esattamente questa condizione. Usa la città per restare in movimento, senza mai spostarsi davvero. Esce, lavora, balla, frequenta locali affollati, ma tutto avviene all’interno di un confine che non viene mai superato. Anche l’incontro con l’altro resta su quella linea: uno spazio di possibilità che non diventa mai scelta. Non perché manchi qualcosa, ma perché la scelta, semplicemente, non arriva. Il videoclip ufficiale, girato a Napoli da Alfonso Venafro, nasce dalla stessa esigenza di concretezza. La città non è uno sfondo né un simbolo, ma una presenza continua, fisica, quotidiana. La protagonista del filmato, interpretata da Carmen De Vita, veste la città come una seconda pelle e lo fa per sentirsi viva, anche a costo di restare irrisolta. Napoli accompagna, protegge e allo stesso tempo limita. È uno spazio che ti permette proprio questo, di sentirti vivo, anche quando non offre soluzioni. Non ho voluto immagini riconoscibili o rassicuranti: mi interessava restituire una città vissuta, abitata, senza renderla una metafora.

Resti in città prova a dare forma alla sensazione di chi immagina un altrove, ma continua a vivere dove si riconosce, accettando che non tutto debba necessariamente trovare una risoluzione. È un modo di stare al mondo che non chiede assoluzioni, ma solo di essere guardato per quello che è.

 

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