Da tempo malato di BCPO cronica, e colpito negli ultimi mesi anche da insufficienza cardiaca, Negron era una delle voci simbolo del rock americano anni Settanta
Chuck Negron, uno dei tre membri fondatori del gruppo rock Three Dog Night e cantante di alcuni dei più grandi successi della band, è morto lunedì 2 febbraio all'età di 83 anni. Secondo quanto detto dal suo agente, Negron si è spento serenamente nella sua casa di Studio City, in California, circondato dai familiari. Da tempo malato di BCPO cronica, negli ultimi mesi era stato colpito anche da insufficienza cardiaca.
La carriera
Quella di Chuck Negron, è stata una delle voci più iconiche del rock americano degli anni Settanta.
Nato l'8 giugno 1942 a New York, Chuck cresce musicalmente tra il jazz e il rhythm & blues, studiando tromba e sviluppando fin da giovane una straordinaria estensione vocale. La svolta arriva nel 1967, quando diventa il cantante principale dei Three Dog Night, band con cui entrerà nella storia della musica rock. Con i Three Dog Night, Negron conquista un successo clamoroso: tra il 1969 e il 1975 il gruppo piazza 21 singoli nella Top 40 americana, un risultato impressionante per l’epoca. La voce potente e soul di Negron è protagonista assoluta di brani diventati immortali come Joy to the World, One, Mama Told Me (Not to Come), Easy to Be Hard e Black and White. Il suo timbro caldo, capace di passare dall’intensità emotiva alla pura energia rock, contribuisce in modo decisivo all’identità sonora della band.
Dietro il successo, però, si nascondono anni difficili: Negron affronta una lunga battaglia contro la dipendenza da droghe, che lo porta a lasciare i Three Dog Night a metà degli anni Settanta. Dopo un periodo di profonda crisi personale, riesce a disintossicarsi e a ricostruire la propria vita e carriera.
Negli anni successivi intraprende un percorso solista, pubblica diversi album e torna regolarmente sul palco, celebrando il repertorio che lo ha reso celebre.
Le canzoni che più amava (e la lotta alle droghe)
Negron fondò i Three Dog Night insieme a Danny Hutton e Cory Wells. Il gruppo faticò a trovare credibilità presso una parte del pubblico rock, in quanto - nell'era dei cantautori - non portava in scena canzoni proprie. Tuttavia, registrando materiale di Nilsson, Randy Newman, Laura Nyro, Paul Williams, Neil Young, Robbie Robertson, Tim Hardin, Hoyt Axton e Leo Sayer, ottenne un successo enorme.
L'album di debutto omonimo uscì per Dunhill nel 1968 e ottenne il disco di platino. Wells cantò la maggior parte delle parti vocali del primo album ma, la prima canzone del primissimo LP, One, scritta da Nilsson, fu cantata da Negron e raggiunse il quinto posto nella Hot 100. Seguirono, tra il 1969 e il 1974, altri sette album, tutti disco d'oro. "Mi piacciono canzoni diverse per motivi diversi", raccontava Chuck Negron a Rock Cellar qualche tempo fa. "Mi piace One perché è stato il nostro primo disco da un milione di copie vendute: è stato quello che ci ha lanciati per davvero. Ha un posto speciale nel mio cuore anche per altri motivi: è stato realizzato in una sola ripresa, e all'epoca ero sbalordito da ciò che ne è uscito, non potevo credere di esserci riuscito. Ho amato Joy to the World perché è diventata una canzone simbolo per noi, ed è ancora una hit oggi."
I Three Dog Night si sciolsero tra il 1976 e il 1981, per poi riunirsi dal 1981 al 1985 prima di un'altra rottura, questa volta più duratura. Secondo una sua stima riportata da Variety, Negron arrivò a spendere tra i 2 mila e i 3 mila dollari al giorno in droghe. Nel 1991 entrò in riabilitazione: "Volevo chiedere aiuto. Chi mi ha aiutato ha preso un uomo spiritualmente e fisicamente distrutto, cambiandolo grazie ai giusti strumenti e a un incredibile gruppo di supporto". In seguito, Negron fece importanti donazioni al centro di riabilitazione e parlò a convegni sull'epatite per sensibilizzare sulle conseguenze delle droghe.