Capo Plaza, testo e significato del singolo Resta ancora un po’ in uscita oggi
MusicaIntroduzione
L’inizio del nuovo anno musicale di Capo Plaza segna un cambio di prospettiva netto, con un inedito sguardo interiore. Con Resta ancora un po’, singolo in uscita oggi - venerdì 23 gennaio 2026 - su tutte le piattaforme digitali e in radio, l’artista sceglie di allontanarsi dal frastuono e di riportare l’attenzione su una dimensione più raccolta, fatta di legami, memoria e riconoscenza.
Il brano arriva dopo Hustle Mixtape Vol.2, pubblicato lo scorso ottobre, e si presenta come una dichiarazione di intenti: meno enfasi sull’urgenza del colpo immediato, più spazio a una scrittura emotiva che non ha bisogno di alzare il volume per farsi ascoltare.
Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere di Resta ancora un po’, dal testo al significato delle parole.
Quello che devi sapere
Il testo di Resta ancora un po’
[Intro]
Yeah
Ah-ah, ah-ah
[Strofa 1]
Baby, vedi, siamo il sole e la luna (E la luna)
Perché io li sveglio tutti e tu li porti in una culla, yeah
Senza vestiti, nudi, senza fortuna
Baby, lo so, sei pura, sì, in mezzo a 'sta spazzatura (Grrah, grrah, grrah, grrah)
E come parli, come guardi, lacrime son diamanti
E, se penso da dove vengo, è un miracolo ciò che ho fatto
In giro coi delinquenti, tutti pezzi da venti
Io ne volevo un pezzo, ma stavo pensando ad altro
E, sì, piango da solo in stanza, il cielo, sì, è così vicino
Qua la pioggia non ci bagna, da solo sulla montagna
La pelle non sente il gelo, la merda si è fatta tanta
Mo il fuoco manco mi scalda, il coltello manco mi taglia (Rrah)
Sono tutto e poi nessuno, la mia testa, sì, è una bolla
'Sto bicchiere che straborda penso che non è più cosa
E qua signori, sì, si nasce, 'sto denaro come vola
E questo sangue come cola, la mia vita, la mia storia
[Ritornello]
E resta ancora un po' (Yeah, baby)
Possiamo sfiorare il limite
Come ti muovi, I love (Te sei love, te sei love)
Tutte 'ste emozioni, vivile
E dimmi come amare
Baby, vieni, ho un posto giusto dove fumare (Yeah, yeah, yeah)
Quindi, baby, ascolta, resta ancora un po' (Ancora un po', baby)
So che nulla qua è impossibile
[Strofa 2]
So che nulla qua è impossibile (Yeah) e nulla può sopprimere (Ah)
Il fuoco nei miei occhi, la merda mi porta al limite (Ah, ah)
Fottuti ricordi, benzodiazepina e bibite (Rrah)
Fottuti rimorsi, io non c'ho niente da ridere (Nah, nah)
Ansia tutti i giorni, poi fai fatica a sorridere
Odio in tutti i posti, l'amore sembra finire
Droga ad alti costi e lo stesso fanno la fila
Vedo centinaia di corpi, son persi lungo una via, ah
Amore, io c'ho messo l'anima
Ho messo sudore e tanta pratica
E qualche asso nella manica
Ma so l'invidia è tanta (È tanta)
Mi giro e mio fratello è diventato una minaccia (Yeah, yeah)
Ti chiedo di restare (Yeah), ti chiedo di pregare per me
Non so che fare (Nah) e sono pieno di "ma" e di "se"
Ma non andare (Nah), non è come ti sembra (Nah)
È colpa di 'sta vita (Yeah, yeah), è la code' che mi rallenta (Yeah, yeah, yeah)
[Ritornello]
E resta ancora un po' (Yeah, baby)
Possiamo sfiorare il limite
Come ti muovi, I love (Te sei love, te sei love)
Tutte 'ste emozioni, vivile
E dimmi come amare
Baby, vieni, ho un posto giusto dove fumare (Yeah, yeah, yeah)
Quindi, baby, ascolta, resta ancora un po' (Ancora un po', baby)
So che nulla qua è impossibile
Un nuovo capitolo dopo Hustle Mixtape Vol.2
Il percorso recente di Capo Plaza trova in questo singolo, Resta ancora un po’, un primo snodo del 2026. Se il progetto precedente spingeva sull’energia e sulla compattezza di un mixtape, Resta ancora un po’ inaugura una fase diversa, almeno sul piano delle intenzioni artistiche.
La scelta è quella di rallentare, di privilegiare una narrazione che scava nei sentimenti e mette in scena una vulnerabilità dichiarata, raccontata senza maschere e senza la necessità di ricorrere a strutture da banger (il "banger" è termine gergale che si utilizza per definire una canzone eccezionale, molto orecchiabile, potente e che fa scatenare la gente, spesso caratterizzata da un beat forte e un hook accattivante che entra in testa e ti fa venire voglia di ballare o muovere la testa, ndr).
Intimità e scrittura: il cuore del brano
Il pezzo Resta ancora un po’ si sviluppa come una confessione trattenuta, pensata più per restare addosso che per esplodere al primo ascolto.
La produzione diventa lo sfondo ideale per un racconto personale che ruota attorno al rapporto con la compagna e a una concezione dell’amore lontana dall’ornamento. Il sentimento diventa una forma di salvezza concreta, un elemento capace di reggere il peso delle esperienze passate senza cancellarle.
Nel significato della canzone si condensa una richiesta essenziale, quasi quotidiana, che però assume un valore decisivo all’interno di una relazione: restare, non fuggire, non lasciare spazio al rumore. Il legame raccontato diventa un punto fermo, una presenza in grado di creare distanza dalle sofferenze passate senza negarne l’esistenza. Quelle ferite non vengono rimosse, ma restano sullo sfondo come una memoria costante, privata però del potere di guidare la narrazione.
Tra memoria e gratitudine
Il racconto che emerge dalla canzone Resta ancora un po’ si muove su due livelli complementari. Da un lato emerge la riconoscenza profonda verso la persona amata; dall’altro affiora la consapevolezza di un percorso segnato anche da fratture. In questo equilibrio, il passato continua a esistere, ma non detta più le regole.
L’attenzione si sposta su una luce che supera il risentimento, costruendo una fotografia emotiva in cui amore e gratitudine occupano il centro della scena.
L’amore diventa un lavoro quotidiano: il sentimento non viene trattato come un colpo di scena romantico o un artificio narrativo. Al contrario, è descritto come un impegno costante, un appiglio che consente di rimettere ordine e di trovare stabilità. La relazione diventa così un luogo di ricomposizione, un punto di riferimento capace di tenere insieme le esperienze vissute senza trasformarle in zavorra.
Produzione e atmosfera sonora
Resta ancora un po’ è prodotto da AVA e MARRAMVSIC. Le sonorità creano un impianto che accompagna la voce lasciando spazio alle parole e al loro peso emotivo. La scelta produttiva rispecchia l’idea di fondo del brano: privilegiare l’intimità rispetto all’impatto immediato, creare un ambiente sonoro che sostenga il racconto invece di sovrastarlo.
Il singolo ridefinisce le priorità: con Resta ancora un po’, Capo Plaza apre il 2026 mostrando un lato più intimo e riflessivo. Si presenta come un brano luminoso che inaugura un nuovo capitolo della carriera dell’artista, segnando una distanza consapevole dal rumore e riportando al centro la relazione, la memoria e la gratitudine come elementi portanti della sua scrittura.